Cassazione Penale, Sentenza n. 41392/2024 del 12/11/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli del 22/02/2024, con motivi: (1) nullità per omessa notifica del decreto di citazione in appello a uno dei difensori di fiducia (avv. Carlo De Martino), con violazione del contraddittorio e del diritto di difesa; (2) mancato riconoscimento dell'attenuante del "ravvedimento operoso"/collaborazione (art. 73, comma 7, DPR 309/90) e dell'attenuante prevista dall'art. 74 DPR 309/90, con censura di contraddittorietà motivazionale; (3) vizio nella determinazione della pena per violazione degli artt. 132 e 133 c.p., per trattamento sanzionatorio più severo rispetto ai correi e per mancata motivazione sulla riduzione richiesta.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato le censure. Sul primo punto ha ritenuto tardiva la doglianza relativa all'omessa notifica: la nullità a regime intermedio ex art. 178 c.p.p. doveva essere dedotta in tempo utile nel grado in cui si è verificata (secondo la giurisprudenza di legittimità indicata), pertanto non è rilevabile in cassazione. Sui punti relativi alle attenuanti (art. 73, comma 7 e art. 74 DPR 309/90 e art. 8 legge 203/91) ha ritenuto i motivi generici e non putativi ad attaccare specificamente le ragioni della decisione di merito; ha confermato che la collaborazione del ricorrente risultò tardiva e non decisiva per interrompere l'attività delittuosa, così da escludere le attenuanti richieste. Sul vizio di determinazione della pena il rimprovero è stato considerato generico e fuori dall'oggetto del rinvio; pertanto infondato. Condanna alle spese e pagamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
art. 178 c.p.p.
La nullità per omessa notificazione è nullità di regime intermedio; deve essere fatta valere nei termini previsti dall'art. 180 c.p.p. e, se non dedotta nel grado in cui è maturata, non può essere rilevata in cassazione.
art. 180 c.p.p.
Disciplina i termini e le modalità di deduzione delle nullità: la Corte ha ricordato che le nullità intermedie devono essere eccepite nei termini fissati, sotto pena di decadenza.
art. 73, comma 7, D.P.R. 309/1990
L'attenuante del "ravvedimento operoso" richiede che la collaborazione offra elementi concretamente idonei a conseguire un risultato utile di indagine che, senza tale collaborazione, non si sarebbe potuto ottenere; la Corte ha ritenuto che nel caso la collaborazione sia stata tardiva e non decisiva.
art. 74 D.P.R. 309/1990
Analoghe esigenze di concretezza del contributo conoscitivo: la Corte ha ritenuto assente un contributo idoneo a interrompere l'attività complessiva del sodalizio.
art. 8 legge 203/1991
Attenuante applicabile ai reati connessi all'associazione di tipo mafioso; la Corte ha escluso la sua applicabilità perché i reati contestati non ricadevano nelle fattispecie aggravate dall'art. 416-bis c.p.
art. 416-bis c.p.
Riferimento per l'applicabilità dell'art. 8 legge 203/1991: la Corte ha osservato che le condizioni previste dall'art. 416-bis non ricorrevano nel caso concreto.
artt. 132 e 133 c.p.
Criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto la censura generica e non adeguatamente motivata rispetto al percorso del giudice del merito.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p.
Criteri di ammissibilità del motivo di cassazione: la Corte ha sottolineato che il ricorso deve indicare specificamente il vizio e la sua decisività rispetto alla decisione impugnata; motivi generici sono inammissibili.
art. 616 c.p.p.
Prevista la misura a carico del ricorrente per la Cassa delle Ammende in caso di ricorso inammissibile o manifestamente infondato; la Corte ha ordinato il pagamento di euro 3.000,00.
Massime di principio
- La nullità per omessa notifica di atti processuali di regime intermedio (art. 178 c.p.p.) deve essere eccepita nel grado in cui si è verificata e, in particolare, prima della deliberazione della sentenza: se non dedotta tempestivamente, viene dichiarata irrimediabilmente tardiva in sede di legittimità.
- Per ottenere l'attenuante del "ravvedimento operoso" o della collaborazione (art. 73 e art. 74 DPR 309/90) è necessario che la collaborazione sia concreta, tempestiva e produttiva di un risultato investigativo che senza di essa non si sarebbe raggiunto; ammissioni generiche o tardive che solo rafforzano il quadro probatorio non bastano.
- In cassazione i motivi devono essere specifici e argomentati: non è sufficiente una prospettazione generica; bisogna indicare chiaramente il vizio, gli elementi di fatto/diritto cui si appoggia e mostrare la rilevanza decisiva di quel vizio rispetto alla decisione impugnata (art. 606 c.p.p.).
- Le doglianze sulla quantificazione della pena richiedono un confronto preciso con i criteri legali (artt. 132-133 c.p.) e con le posizioni comparate dei coimputati; l'affermazione generica di disparità di trattamento è insufficiente.
- Quando si impugnano più decisioni o si procede in più gradi, è essenziale curare la tempestiva e formale comunicazione ai difensori nominati e adottare provvedimenti processuali (eccezioni, istanze) nei termini di legge per evitare decadenze.
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