Cassazione Penale, Sentenza n. 48075/2023 del 04/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del GIP del Tribunale di Sassari del 27/06/2023 di non convalida dell'arresto in flagranza per il reato di tentato furto aggravato. L'indagata era stata trovata in possesso di due camici e guanti in lattice di proprietà dell'ospedale e di oggetti di culto sottratti dalla cappella dell'ospedale. Il GIP aveva ritenuto che l'aggravante prevista dall'art. 625 n. 7 c.p. non ricorresse in quanto gli oggetti di culto custoditi nella cappella non assolverebbero a funzione pubblica.
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio l'ordinanza di non convalida, ritenendo legittimo l'arresto eseguito. I giudici hanno rilevato che il GIP, nella decisione di non convalidare, ha posto valutazioni di merito e non si è limitato a verificare la ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria alla luce dello stato di flagranza e dell'astratta configurabilità del reato. La Corte ha richiamato il consolidato principio secondo cui il giudice della convalida deve controllare esclusivamente la legittimità dell'arresto e la sussistenza, in termini ragionevoli, delle condizioni di flagranza e di ipotizzabilità dei reati richiamati dagli artt. 380 e 381 c.p.p., senza entrare nel merito della responsabilità o della gravità indiziaria. Inoltre la Corte ha richiamato la giurisprudenza che qualifica l'ospedale come ufficio o stabilimento pubblico, rendendo applicabile l'aggravante dell'art. 625 n. 7 c.p.; ha inoltre osservato che il GIP non ha valutato adeguatamente il possesso dei camici e dei guanti ospedalieri da parte dell'indagata.
Norme richiamate
art. 625 c.p., circostanza aggravante n. 7
La Corte ha ritenuto applicabile l'aggravante quando il furto è commesso in un ospedale, riconosciuto quale ufficio o stabilimento pubblico; pertanto il fatto commesso nella struttura ospedaliera integra la circostanza aggravante prevista dal comma indicato
art. 381 c.p.p.
Richiamato nella impugnazione come norma relativa alle modalità di controllo della legittimità dell'arresto; la Corte indica che in sede di convalida vanno valutati gli elementi che giustificano l'arresto in flagranza secondo le fattispecie richiamate dagli artt. 380 e 381 c.p.p.
art. 386 c.p.p., comma 3
Citato dalla Corte quale riferimento procedurale: in sede di convalida il giudice deve verificare l'osservanza dei termini e la sussistenza delle condizioni che legittimano l'arresto
art. 390 c.p.p., comma 1
Richiamato come norma procedurale collegata alla convalida dell'arresto e alle sue formalità; la Corte ricorda che la verifica deve limitarsi alla legittimità formale e alla ragionevolezza dell'atto di polizia
artt. 380 e 381 c.p.p.
Indicano le ipotesi di reato e le condizioni che giustificano l'arresto in flagranza; la Corte precisa che la convalida deve valutare l'astratta configurabilità di tali reati sulla base delle informazioni disponibili al momento dell'intervento
Massime di principio
- In sede di convalida dell'arresto il giudice deve verificare la legittimità e la ragionevolezza dell'operato della polizia alla luce della situazione conosciuta o conoscibile al momento dell'arresto, senza effettuare valutazioni di merito sulla responsabilità dell'arrestato.
- La verifica giudiziale non deve comprendere l'apprezzamento della gravità indiziaria o delle esigenze cautelari, che sono materie proprie della fase delle misure cautelari o del merito.
- Il luogo del fatto è rilevante per la determinazione delle circostanze aggravanti: gli ospedali sono generalmente qualificati come uffici o stabilimenti pubblici e, se il furto avviene in tali luoghi, può concorrere l'aggravante dell'art. 625 n. 7 c.p.
- Nella valutazione della sussistenza dell'illecito in sede di convalida occorre considerare la totalità degli elementi a disposizione delle forze di polizia al momento dell'arresto (es. possesso di beni dell'ente) e non limitarla a un singolo elemento fatto emergere successivamente.
- Se il giudice della convalida introduce valutazioni riservate al merito, la decisione di non convalida può essere annullata in Cassazione e, se la legittimità dell'arresto risulta già pacifica, può essere disposta l'annullamento senza rinvio
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