Cassazione Penale, Sentenza n. 29515/2023 del 07/07/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per riciclaggio di un organo motore con matricola abrasa montato su un ciclomotore di sua proprietà. Ha impugnato sostenendo che la Corte di appello non aveva risposto adeguatamente alle doglianze difensive: mancava prova certa della provenienza illecita del motore (non erano stati eseguiti idonei accertamenti tecnici) e non era stata dimostrata la consapevolezza del ricorrente circa la sostituzione, la quale poteva essere stata effettuata da terzi trattandosi di acquisto di seconda mano; inoltre la motivazione della Corte risultava confusa nel richiamare furti diversi (Bivona vs Muredda) e nel far apparire erroneamente attribuibile al ricorrente la responsabilità per il furto presupposto.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato per difetto e confusione di motivazione. Ha rilevato che la Corte di appello non ha dato adeguata e coerente risposta alle censure sul punto della provenienza illecita del motore e sulla consapevolezza del ricorrente, e ha inoltre confuso i fatti richiamando furti diversi e sembrando attribuire al ricorrente una responsabilità incompatibile con il capo di imputazione. Per tali ragioni la sentenza è stata annullata e la causa rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Bologna per un nuovo giudizio che affronti compiutamente le doglianze e gli accertamenti tecnici necessari.
Norme richiamate
Art. 648-bis c.p. (riciclaggio)
La sentenza impugnata riguarda il reato di riciclaggio: la Cassazione ha richiesto che la motivazione dimostri chiaramente l'elemento oggettivo (provenienza delittuosa del bene) e soggettivo (consapevolezza dell'imputato), evidenziando l'insufficienza probatoria e motivazionale rispetto a tali elementi
Massime di principio
- Per reati come il riciclaggio è necessario che la sentenza indichi in modo chiaro e coerente gli elementi di prova relativi alla provenienza illecita del bene e alla consapevolezza del destinatario; la semplice presenza del bene non è sufficiente.
- Se l'imputato acquista un bene di seconda mano, il giudice deve esaminare e motivare specificamente le prove e gli accertamenti tecnici che escludono o confermano che la sostituzione sia avvenuta prima dell'acquisto o da parte di terzi.
- La Corte deve rispondere puntualmente alle doglianze difensive sollevate in appello: omissioni o confusione nel richiamare eventi (es. furti distinti) possono rendere la motivazione insufficiente e determinare l'annullamento con rinvio.
- La confusione tra il reato contestato e il reato presupposto (es. attribuire all'imputato responsabilità per il furto invece che per il riciclaggio) è un vizio formale che compromette la chiarezza della motivazione e richiede nuovo giudizio.
- In presenza di dubbi sulla provenienza o sulla consapevolezza, il principio dell'onere della prova impone al giudice di effettuare o disporre accertamenti tecnici adeguati prima di affermare la responsabilità penale.
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