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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31529/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputata ha proposto ricorso articolando due motivi: (1) violazione dell'art. 157 cod. pen. e vizio di motivazione relativamente all'individuazione del dies a quo e al calcolo della prescrizione, sostenendo che il termine sarebbe dovuto decorrere dal 20/05/2013 (data esecutività ordinanza di sfratto) e che il reato si sarebbe estinto prima della decisione di appello; (2) violazione di legge e vizio di motivazione sul giudizio di responsabilità, deducendo che i beni non erano sottoposti a pignoramento al momento della loro rimozione, posto che il pignoramento sarebbe stato eseguito il 20/06/2013.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che i beni furono rinvenuti al momento del pignoramento eseguito il 20/06/2013 e che la sottrazione era avvenuta in un intervallo compreso tra tale data e il 27/02/2014 (data in cui l'ufficiale giudiziario constatò la mancata reperibilità dei beni). Poiché non è possibile determinare con sufficiente precisione la data della condotta, si applica il principio del "favor rei" e il reato si è estinto per prescrizione: la sentenza impugnata è annullata senza rinvio agli effetti penali. Le statuizioni civili sono confermate.

Norme richiamate

  • art. 388, comma 3, cod. pen.

    Norma che disciplina il reato contestato (rimozione/sottrazione di beni sottoposti a pignoramento): la condotta contestata consiste nell'asportare beni soggetti a sequestro/pignoramento senza autorizzazione.

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sul calcolo della prescrizione: il motivo deduceva errore nel computo del dies a quo. La Corte ha richiamato che il termine di prescrizione decorre dalla data certa di commissione del reato e che la sola constatazione della sottrazione (data di riscontro) non è automatica per fissare il dies a quo se la condotta si è effettivamente consumata prima.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 20795 del 18/03/2021, Rv. 281343

    Principio richiamato: in caso di assoluta incertezza sulla data di commissione del fatto o sulla decorrenza della prescrizione, deve prevalere il "favor rei" solo se l'incertezza risulta da dati oggettivi; non è ammesso alcun automatismo nel fissare il dies a quo.

Massime di principio

  • Il dies a quo per la prescrizione è la data di commissione del reato (o un giorno prossimo a essa) e non automaticamente la data in cui la sottrazione è stata constatata; il giudice deve cercare dati oggettivi per collocare temporalmente la condotta.
  • Se il reato riguarda la sottrazione di beni pignorati, il punto temporale chiave è l'esecuzione del pignoramento: la condotta punibile si verifica solo se l'asportazione avviene dopo che i beni sono stati effettivamente sottoposti a pignoramento.
  • In presenza di inerzia probatoria e impossibilità oggettiva di determinare la data della condotta, opera il principio del "favor rei"; se ne deriva l'estinzione del reato per prescrizione e l'annullamento della sentenza penale senza rinvio.
  • La Corte di merito deve valutare espressamente e motivatamente gli elementi documentali e probatori (atti di pignoramento, verbali dell'ufficiale giudiziario, ordinanze di sfratto) che consentono di delimitare temporalmente la condotta; deduzioni logiche prive di riscontro oggettivo non sono sufficienti.
  • Chi impugna deve sollevare tempestivamente questioni sul computo della prescrizione (art. 157 c.p.) e produrre atti che fissino le date rilevanti; dall'altra parte, l'accusa è tenuta a fornire elementi che provino quando la sottrazione si è concretamente verificata.
  • Le statuizioni civili possono restare valide anche se la responsabilità penale viene annullata per prescrizione: l'annullamento può essere disposto 'senza rinvio agli effetti penali' con conferma delle pronunce civili.

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