Cassazione Penale, Sentenza n. 25157/2023 del 09/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso contestava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva annullato il decreto di sequestro preventivo (emesso dal G.i.p. del Tribunale di Napoli Nord il 19/07/2022) concernente somme ritenute profitto del delitto di truffa aggravata (art. 640, comma 2 c.p.) per presunte integrazioni orarie mai effettivamente svolte da un LSU del Comune di Casal di Principe. Il Procuratore lamentava vizi di motivazione del provvedimento del riesame, sostenendo che questo non avrebbe adeguatamente considerato rilevanti elementi investigativi (in particolare le ripetute segnalazioni del Segretario comunale sulle irregolarità nei compensi integrativi) e avrebbe erroneamente interpretato i dati documentali, alterando la valutazione del fumus del reato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che i motivi proposti non denunciassero violazioni di legge ma proponessero una rivalutazione del materiale indiziario già esaminato dal Tribunale del riesame. In materia di misure cautelari reali la cassazione è ammessa solo per profili di illegittimità di diritto (inclusi errores in iudicando o in procedendo) o per vizi della motivazione talmente gravi da renderla del tutto assente o incomprensibile. La Corte ha quindi rigettato il ricorso per inammissibilità, lasciando impregiudicato l'annullamento del sequestro disposto dal Tribunale del riesame.
Norme richiamate
codice penale
art. 640, comma 2, cod. pen.
La norma definisce la fattispecie di truffa aggravata; nella vicenda il provvedimento impugnato era connesso all'accusa che le somme fossero profitto di tale reato, ma il Tribunale del riesame aveva ritenuto carente il fumus del reato.
decreto-legge n. 137/2020
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. con modificazioni dalla L. n. 176/2020
La disposizione regola le forme di esame del ricorso in cassazione; la Corte ha proceduto secondo le forme previste da tale norma.
decreto-legge n. 228/2021
art. 16, dl. 30 dicembre 2021, n. 228, conv. con modificazioni dalla L. 25 febbraio 2022, n. 15
Norma richiamata per l'applicabilità delle procedure indicate, utilizzata per tematizzare la disciplina procedurale impiegata nella fase di esame del ricorso.
giurisprudenza di legittimità
Sez. 2, n. 18951 del 14/03/2017; Sez. 6, n. 6589 del 10/01/2013; Sez. 5, n. 8434 del 11/01/2007; Sez. 2, n. 5807 del 18/01/2017; Sez. 6, n. 7472 del 21/01/2009
La Corte ha richiamato i principi consolidati secondo i quali, in tema di misure cautelari reali, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge o per vizi estremi della motivazione (assoluta assenza o manifesta inconsistenza), non per mera diversa lettura degli elementi di fatto o indiziari.
Massime di principio
- In sede di cassazione avverso provvedimenti cautelari reali non è possibile ottenere la riforma con la sola prospettazione di una diversa valutazione degli elementi indiziari: il motivo deve indicare una violazione di legge o un vizio della motivazione talmente grave da renderla assente o incomprensibile.
- Per disporre il sequestro preventivo di somme ritenute profitto del reato è necessario un concreto fumus del reato: amministrative irregolarità o approssimazioni gestionali non si traducono automaticamente in prova di un complessivo meccanismo truffaldino.
- La mancanza di provvedimenti amministrativi formali e l'assenza di adeguati sistemi di controllo possono giustificare dubbi sulla responsabilità penale, ma non escludono la necessità di indizi specifici e coerenti (es. falsificazione documentale sistematica o prove di coordinamento fraudolento) per sostenere la misura cautelare reale.
- Se la motivazione del giudice di merito è completa e comprensibile, la censura sulla sua presunta non esaustività in sede di cassazione è inammissibile se si limita a proporre una diversa interpretazione dei fatti.
- Il pubblico ministero che intenda impugnare l'annullamento di una misura cautelare reale in cassazione deve concentrare le censure su profili di diritto o sulle condizioni in cui la motivazione risulti realmente carente nei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
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