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Cassazione Penale, Ordinanza n. 32328/2026 del 31/08/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva affermato la loro responsabilità per un reato in materia di stupefacenti. I ricorsi sono stati ritenuti reiterativi dei motivi già dedotti in appello e articolati mediante censure non consentite nel giudizio di legittimità, perché dirette a ottenere una nuova ricostruzione dei fatti e una diversa valutazione del materiale probatorio. I giudici di merito avevano fondato l'affermazione di responsabilità sul rinvenimento di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente nell'abitazione e nelle pertinenze nella disponibilità degli imputati, in assenza di alternative plausibili circa il possesso della droga. La sostanza rinvenuta nella cantina e quella trovata nel comodino dell'abitazione presentavano caratteristiche analoghe quanto a qualità e confezionamento. I ricorrenti non si sono confrontati con la ratio decidendi della sentenza impugnata, limitandosi a prospettare una ricostruzione parziale e diversa dei fatti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi, rilevando che erano reiterativi dei motivi di appello e miravano a sollecitare una rivalutazione del fatto e delle prove, estranea ai limiti del giudizio di legittimità. La motivazione della sentenza impugnata è stata ritenuta congrua, adeguata e immune da manifesta illogicità, poiché fondata su corretti criteri inferenziali e su condivisibili massime di esperienza. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di 3.000 euro ciascuno alla Cassa delle ammende, non emergendo ragioni di esonero.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    a norma dell'art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e, in assenza di ragioni di esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che riproponga i motivi già dedotti in appello senza confrontarsi specificamente con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
  • Nel giudizio di legittimità non è consentito sollecitare una nuova ricostruzione dei fatti o una diversa valutazione del materiale probatorio quando la motivazione del giudice di merito sia congrua, adeguata e immune da manifesta illogicità.
  • Il rinvenimento di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente nell'abitazione e nelle pertinenze nella disponibilità degli imputati, unito all'assenza di alternative plausibili sul possesso e alla similitudine per qualità e confezionamento delle sostanze rinvenute in luoghi diversi, può costituire base motivazionale per l'affermazione di responsabilità, se adeguatamente valorizzato dal giudice di merito.
  • La Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito in ordine alla ricostruzione del fatto e all'apprezzamento delle prove, salvo il controllo sulla manifesta illogicità o sulla carenza della motivazione nei limiti consentiti dal giudizio di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale

Testo integrale

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