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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31993/2022 del 30/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione con due motivi: (1) vizio di motivazione, violazione di legge e travisamento probatorio perché la Corte d'appello avrebbe confermato la condanna sulla base di meri indizi e di una ricostruzione fondata su "verosimiglianza" anziché sul canone dell'oltre ogni ragionevole dubbio; critica specifica al travisamento della deposizione della persona offesa e alla mancata considerazione delle dichiarazioni del teste Alfieri e delle risultanze video e peritali, nonché all'assenza di riscontro sul rinvenimento del denaro asseritamente sottratto; (2) vizio nella motivazione del trattamento sanzionatorio, con mancata motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche e possibile eccesso nella determinazione della pena di base ai sensi dell'art. 62-bis cod. pen.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendolo fondato, e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al giudice di appello perché motivi nuovamente e conformemente al principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Il secondo motivo è stato assorbito dall'accoglimento del primo. La Corte ha censurato l'uso di argomentazioni di mera verosimiglianza e le affermazioni apodittiche circa la sottrazione del denaro e la sua spartizione, rilevando la mancanza di elementi indiziari gravi, precisi e concordanti. Il provvedimento del Procuratore Generale che chiedeva l'inammissibilità è stato sostanzialmente rifiutato dalla decisione di merito della Cassazione che ha disposto il rinvio per nuova decisione conforme ai principi indicati.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sulla partecipazione al reato richiamata come base per la responsabilità concorrente; la Corte richiede elementi probatori che dimostrino la partecipazione anche rispetto all'elemento soggettivo del reato e non soltanto la presenza nel gruppo.

  • art. 628, comma 3, cod. pen.

    art. 628, comma 3, cod. pen.

    Norma che configura la rapina aggravata; la Corte ha ritenuto che la prova della sottrazione di denaro, elemento essenziale della rapina, non fosse sufficientemente dimostrata in relazione al ricorrente.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Norma relativa alla motivazione dell'appello; dedotta violazione procedurale dalla difesa per mancata autonoma motivazione della Corte d'appello nel confermare il primo grado.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Disposizione sugli indizi che richiede gravità, precisione e concordanza; la Corte ha ritenuto che gli elementi indiziari non avessero questi requisiti rispetto alla partecipazione del ricorrente alla rapina.

  • art. 62-bis cod. pen.

    Norma sulle circostanze attenuanti generiche richiamata nel motivo di ricorso per la mancata valutazione e motivazione del loro riconoscimento o diniego nella sentenza impugnata; la Cassazione ha assorbito la questione in seguito all'annullamento per vizio di motivazione.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il principio della valutazione della prova in tema penale e la soglia probatoria; la Corte ha richiamato la necessità del superamento del canone dell'oltre ogni ragionevole dubbio e censurato l'uso della mera verosimiglianza.

  • art. 27 Cost.

    Principio costituzionale della responsabilità penale e della presunzione di innocenza: richiede che la condanna sia fondata su prova che superi ogni ragionevole dubbio e orienta i criteri valutativi del giudice.

Massime di principio

  • La condanna penale non può essere fondata su mera verosimiglianza; il giudice deve raggiungere la soglia dell'oltre ogni ragionevole dubbio, specialmente quando si basa su indizi.
  • Gli indizi devono essere gravi, precisi e concordanti (art. 192 c.p.p.): ricostruzioni ipotetiche e apodittiche non sono sufficienti per affermare la responsabilità.
  • Se un elemento essenziale del reato (es. la sottrazione di denaro nella rapina) non è riscontrato da prove dirette o indiziari affidabili, la prospettazione accusatoria rischia di cedere per vizio di motivazione.
  • La Corte d'appello che condivide le ragioni del primo grado deve comunque fornire propria motivazione e non limitarsi a una trasposizione acritica; il giudice di appello deve indicare la ratio decidendi autonoma.
  • In tema di valutazione delle prove audiovisive o perizie, il giudice deve esplicitare i passaggi logici che collegano le risultanze tecniche alla colpevolezza, evitando inferenze gratuite.
  • Sulle questioni di pena e riconoscimento di circostanze attenuanti, il giudice è tenuto a motivare espressamente il diniego o il riconoscimento; tuttavia tali questioni possono rimanere assorbite se viene annullata la decisione di merito per vizi di motivazione.

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