Cassazione Penale, Sentenza n. 51231/2023 del 21/12/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere, deducendo l'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e ambientali acquisite a partire dall'agosto 2013 perché eseguite dopo la scadenza dei termini per lo svolgimento delle indagini preliminari previsti dagli artt. 406 e 407 cod. proc. pen. Sostenevano che tali atti, posti a fondamento della piattaforma indiziaria, non potevano essere utilizzati per la misura cautelare.
La decisione
La Corte ha ritenuto fondati i ricorsi. Ha affermato che la giurisprudenza recente esclude che, anche in caso di reato permanente (es. associazione di stampo mafioso), le indagini possano proseguire oltre i termini legali senza nuova iscrizione o autorizzazione valida; pertanto le intercettazioni autorizzate dopo la scadenza dei termini delle indagini sono inutilizzabili. Di conseguenza la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato al Tribunale di Napoli per un nuovo giudizio volto a verificare quali atti di indagine risultino utilizzabili e, dopo aver eliminato gli atti tardivi dalla piattaforma indiziaria, se permangono sufficienti elementi per la conferma delle misure cautelari rispetto alle varie contestazioni. L'annullamento è disposto relativamente a entrambi gli indagati e a tutte le contestazioni cautelari, in quanto le intercettazioni erano state utilizzate per tutti i capi.
Norme richiamate
art. 406 cod. proc. pen.
Rilevato come norma che disciplina le proroghe e la durata delle indagini preliminari; la Corte ha affermato che non consente di aggirare i limiti temporali per le indagini, neppure per reati permanenti.
art. 407 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al termine massimo per lo svolgimento delle indagini preliminari; la Corte ha confermato che il termine previsto non viene cancellato dalla natura permanente del reato e non ammette una deroga che autorizzi intercettazioni oltre il termine senza autonoma iscrizione o legittima proroga.
art. 405 cod. proc. pen.
Riferito al momento di avvio del termine delle indagini e alla necessità di rispettare le decorrenze temporali; integrato nella valutazione sul rispetto dei termini procedurali durante le indagini.
art. 335 cod. proc. pen.
Richiamato dal principio secondo cui l'iscrizione nel registro delle notizie di reato determina la decorrenza del termine delle indagini ed è necessaria una nuova iscrizione quando emergono nuovi reati o nuovi indagati, con conseguente decorrenza autonoma dei termini per ciascun nominativo.
art. 335 quater cod. proc. pen. (introdotto dal d.lgs. n. 150 del 2022)
Citato come strumento normativo recente volto a evitare che una tardiva iscrizione del nominativo consenta di fatto di prolungare le indagini oltre i limiti legali; rafforza l'esigenza di rispetto dei termini d'indagine anche per reati permanenti.
art. 416-bis cod. pen.
Norma penale contestata (associazione di stampo mafioso); la Corte ha osservato che, pur trattandosi di reato di tipo permanente nella contestazione, ciò non legittima automaticamente la prosecuzione delle indagini oltre i termini processuali senza le necessarie iscrizioni o proroghe.
art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato in relazione agli adempimenti per l'esecuzione della decisione della Corte e all'incarico alla cancelleria per gli adempimenti conseguenti all'annullamento e rinvio.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Indicato per stabilire la competenza del Tribunale di Napoli al nuovo giudizio dopo l'annullamento dell'ordinanza impugnata.
Massime di principio
- La natura di reato permanente non annulla i termini legali per lo svolgimento delle indagini preliminari: intercettazioni eseguite dopo la scadenza dei termini sono, in linea di principio, inutilizzabili.
- Il termine per le indagini decorre autonomamente per ciascun indagato dal momento dell'iscrizione del suo nominativo nel registro delle notizie di reato; quando emergono nuovi reati o nuovi indagati è necessaria una nuova iscrizione che faccia partire un nuovo termine.
- L'eccezione di inutilizzabilità degli atti compiuti oltre i termini è rilevabile solo su eccezione di parte e deve essere proposta tempestivamente, alla prima occasione utile, di norma nel procedimento di riesame o comunque non oltre la prima occasione processuale nella quale sia possibile esercitare le prerogative difensive.
- Se gran parte della piattaforma indiziaria si basa su atti 'tardivi' (per esempio intercettazioni post scadenza), il giudice può annullare la misura cautelare e rinviare per rivalutare quali atti restano utilizzabili e se permangono indizi sufficienti.
- Le riforme procedurali recenti (es. disciplina sulla retrodatazione dell'iscrizione, art. 335 quater) rafforzano la tutela contro iscrizioni tardive volte a eludere i limiti temporali delle indagini; è pertanto opportuno per la difesa monitorare le date di iscrizione e le autorizzazioni alle intercettazioni.
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