Cassazione Civile, Sentenza n. 33334/2025 del 20/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti chiedevano la risoluzione per inadempimento della disposizione testamentaria (modus) con cui Giovanni Paolo Quintieri aveva nominato erede il Patronato "Regina Margherita - Istituto Paolo Colosimo" e, in conseguenza, l'apertura della successione legittima, la restituzione dei beni, i frutti, il rendiconto e il risarcimento dei danni. Lamentavano che, dopo la soppressione dell'Istituto Colosimo e il trasferimento dei beni alla Regione Campania, questa avesse omesso o gestito negligentemente i beni, rendendo ineffettivo il modus.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il motivo principale (in particolare il quinto) relativo alla errata individuazione del dies a quo da parte della Corte d'appello, affermando che l'onere modale aveva natura di obbligazione di durata e che, quindi, la prescrizione quinquennale prevista dall'art. 2948, n. 4, c.c. è il termine applicabile; ma ha altresì ritenuto fondata l'eccezione incidentale della Regione (secondo motivo incidentale) secondo cui, per effetto della soppressione dell'ente Colosimo e del trasferimento ex lege dei soli beni e del personale alla Regione, non si era realizzata una successione a titolo universale dell'intero patrimonio obbligatorio e che l'onere modale non è sopravvissuto all'atto di trasferimento. In definitiva la domanda dei ricorrenti è stata rigettata, non per la prescrizione indicata dalla Corte d'appello, ma perché l'onere modale si è estinto per impossibilità sopravvenuta ex lege in conseguenza della soppressione dell'ente onerato e del trasferimento dei soli beni alla Regione. Il vincitore processuale è la Regione Campania; spese compensate in relazione alle statuizioni indicate.
Norme richiamate
art. 113 DPR 24 luglio 1977 n. 616
Gli enti nazionali ed interregionali, che operano in tutto o in parte nelle materie contemplate dal presente decreto e per le quali le funzioni amministrative sono trasferite o delegate alle regioni o attribuite agli enti locali ai sensi degli articoli precedenti indicati nella tabella B, compresa l'annotazione finale, allegata al presente decreto, sono sottoposti alla seguente procedura, rivolta preliminarmente anche ad accertare se siano pubblici o privati
La norma disciplina la procedura speciale per la soppressione e il trasferimento dei beni/personale degli enti iscritti in tabella B; è stata usata per concludere che il patrimonio dell'ente Colosimo fu trasferito alla Regione secondo procedure pubblicistiche e che occorre valutare la sopravvivenza degli oneri modali alla luce di tale normativa.
art. 1-bis D.L. 18.8.1978 n. 481 (conv. L. 641/1978)
Ha disposto la soppressione e la messa in liquidazione dell'ente Colosimo e il trasferimento dei beni alle Regioni; la Corte ha ritenuto che tale intervento normativo non prevedeva la sopravvivenza automatica degli oneri modali a favore della Regione.
art. 117 DPR n. 616/1977
Disciplina il trasferimento dei patrimoni degli enti soppressi (procedura di liquidazione). È stato richiamato per sostenere che la normativa pubblicistica non prevedeva il trasferimento dell'onere modale come conseguenza automatica della successione ex lege.
art. 648 c.c.
Prevede la tutela dei prossimi congiunti in caso di inadempimento dell'onere modale; la Corte lo ha richiamato in relazione alla natura dell'azione esperibile dagli eredi o prossimi congiunti, ma ha poi escluso l'applicabilità nei confronti della Regione per effetto della sopravvenuta impossibilità ex lege.
artt. 676 e 677 c.c.
Norme private sulla devoluzione degli obblighi in caso di mancanza dell'onerato; la Corte ha escluso l'estensibilità di tali regole alla successione ex lege tra enti pubblici, richiamando la prevalenza della normativa pubblicistica in materia.
art. 2948, n. 4 c.c.
Stabilisce la prescrizione quinquennale per le obbligazioni periodiche e di durata; la Corte ha affermato la sua applicabilità all'onere modale considerato obbligazione di durata.
art. 2935 c.c. (illecito istantaneo con effetti permanenti)
Richiamato per distinguere tra illecito istantaneo e illecito permanente/obbligazione di durata: nel primo la prescrizione decorre dal fatto dannoso, nel secondo dalla cessazione della condotta illecita.
art. 1-novies D.L. 18.8.1978 n. 481
Predisposizioni sul carico delle passività degli enti soppressi (riferimento alla responsabilità a carico dell'Ufficio liquidazioni presso il Ministero del Tesoro); usato per argomentare che la normativa speciale evita che le regioni si facciano carico delle obbligazioni pregresse degli enti soppressi.
art. 33 D.Lgs. n. 80/1998 (come novellato) e art. 133 c.p.a.
Norme richiamate dalla Regione per eccepire la giurisdizione del giudice amministrativo; la Corte ha invece ritenuto che la controversia fosse di natura privatistica (accertamento dell'inadempimento del modus) e pertanto devoluta al giudice ordinario.
Massime di principio
- Quando il modus testamentario comporta prestazioni continuative (assistenza, istruzione, beneficenza) va qualificato come obbligazione di durata; per tali obbligazioni si applica la prescrizione quinquennale ex art. 2948, n. 4 c.c., e il dies a quo decorre dalla cessazione definitiva della prestazione, non dal primo episodio di mala gestione.
- La soppressione di un ente pubblico e il trasferimento ex lege dei soli beni e del personale alla Regione non implicano automaticamente la trasmissione delle obbligazioni modali: in assenza di espressa previsione normativa di sopravvivenza dell'onere, la successione tra enti pubblici può essere "a titolo particolare" e determinare l'impossibilità sopravvenuta dell'adempimento dell'onere modale.
- Le questioni sulla natura privatistica dell'adempimento di un onere modale gravante su un ente pubblico possono rientrare nella giurisdizione del giudice ordinario se la domanda riguarda l'accertamento e l'esecuzione di obbligazioni private e non il sindacato dell'esercizio discrezionale di funzioni amministrative.
- Per interrompere la prescrizione servono atti che integrino una valida costituzione in mora (indicazione chiara del soggetto obbligato, della pretesa e l'intimazione all'adempimento); mere comunicazioni informative non sono tipicamente idonee.
- In presenza di una normativa speciale che disciplina la soppressione e il trasferimento degli enti (es. DPR 616/1977 e disposizioni correlate), occorre sempre verificare se la legge abbia previsto espressamente la permanenza delle finalità o degli oneri dell'ente estinto: in mancanza, non si può assumere la trasmigrazione automatica di obblighi modali al soggetto subentrante.
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