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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24883/2023 del 08/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava la conferma della condanna per associazione di tipo mafioso contestando il vizio di motivazione e il travisamento delle intercettazioni. Sosteneva che i contatti erano riconducibili al rapporto sentimentale con il nipote del capo clan e non a compiti associativi, che la gestione della cassa era affidata ad altri (Anna Inserra o Francesco Inserra), che era giovane e incinta all'epoca dei fatti, non conviveva col compagno, aveva interrotto i rapporti nel 2010, la perquisizione non aveva prodotto riscontri, non erano emersi elementi patrimoniali a suo carico e nessun collaboratore di giustizia l'aveva indicata come cassiera.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte inammissibile e in parte infondato e lo ha rigettato. Ha confermato la responsabilità di Annalisa Concilio quale partecipe del sottogruppo camorristico capeggiato da Antonio Inserra nella funzione di custode e detentrice di parte della cassa comune. La decisione di merito è stata ritenuta ben motivata, fondata sull'ampio e coerente contenuto delle intercettazioni ambientali e telefoniche che mostrano rapporti fiduciari e direttive ricevute dal capo detentivo. Sono state ritenute irrilevanti ai fini della decisione l'esito negativo della perquisizione domiciliare, la mancata indicazione da parte dei collaboratori e l'assenza di riscontri patrimoniali, data la natura del ruolo contestato (custodia e detenzione di somme) e la convinta valutazione della prova intercettiva. Il ricorso è stato quindi respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Il reato di associazione di tipo mafioso è configurato anche con la semplice appartenenza e con condotte di messa a disposizione di risorse personali; la norma ha natura di reato di pericolo presunto e si perfeziona con l'adesione o con la concreta collaborazione. La aggravante di cui al comma 4 era stata esclusa in sede di merito.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. U, n. 33748 del 12/07/2005 (Mannino)

    Conferma il principio secondo cui la partecipazione mafiosa si desume dalla messa a disposizione di risorse personali e dalla disponibilità in favore del sodalizio, non essendo necessaria la prova di azioni violente se l'apporto rafforza la capacità criminale e intimidatoria del gruppo.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. U, n. 36958 del 27/05/2021 (Modaffari)

    Ribadisce che la partecipazione richiede una disponibilità materiale o personale effettiva, valutata in base a elementi quali qualità dell'adesione, affidabilità e contesto ambientale.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione - Sez. 5, n. 27672 del 03/06/2019 (Geraci)

    Sottolinea che comportamenti concreti che rafforzano l'operatività e la potenzialità intimidatoria del gruppo sono utili per desumere la partecipazione al sodalizio.

Massime di principio

  • La detenzione e la custodia di somme per conto di affiliati, se dimostrata tramite elementi indiziari coerenti e ripetuti come intercettazioni, può integrare la partecipazione all'associazione mafiosa anche se non si esercita la gestione complessiva della cassa.
  • Intercettazioni ambientali e telefoniche chiare e convergenti hanno forte valore probatorio e possono prevalere su elementi negativi di riscontro materiale come esito negativo di perquisizioni o assenza di annotazioni contabili.
  • La giovane età, lo stato di gravidanza o l'assenza di precedenti non escludono automaticamente la responsabilità se emergono rapporti fiduciari e compiti concreti assunti nell'ambito del gruppo.
  • Per ottenere l'annullamento in sede di legittimità è necessario dimostrare un travisamento della prova o un vizio logico-giuridico nella valutazione degli elementi di fatto; mera proposta di un'interpretazione alternativa non è sufficiente.
  • La valutazione della partecipazione deve essere individualizzata ma può essere ricavata dalla natura e dalla ripetizione dei rapporti con il capo e con altri affiliati, nonché dalle modalità di esecuzione delle direttive ricevute.

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