Ordinanza n. 4476/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro un’ordinanza di demolizione e ripristino relativa a un appartamento, pertinenze e box auto
Esito
La controversia
L’appellante ha contestato l’ordinanza di demolizione n. 18/2017, sostenendo di essere estraneo alla realizzazione degli abusi e di averne avuto conoscenza solo dopo l’acquisto dell’immobile. Ha dedotto, tra l’altro, violazione degli artt. 3 e 21 della l. 241/1990, difetto di motivazione e di istruttoria, erroneità dei presupposti ed erronea valutazione dei fatti; violazione dell’art. 36 del d.P.R. 380/2001 per la mancata definizione del procedimento relativo al progetto di sanatoria presentato nel 2009; violazione dell’art. 34 del d.P.R. 380/2001, sostenendo che la demolizione del piano terra avrebbe potuto compromettere la statica dell’intero fabbricato. L’appellante ha inoltre lamentato il travisamento della situazione concreta e la mancata ponderazione dell’eventuale applicazione di una sanzione pecuniaria in luogo della demolizione. Il Collegio aveva già disposto una verificazione tecnica per accertare le condizioni attuali del manufatto e i rischi derivanti dall’esecuzione della demolizione, nonché per consentire all’amministrazione di riesaminare il progetto di sanatoria e le possibili soluzioni compatibili con la conservazione parziale dello stato dei luoghi.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito l’appello nel merito. Preso atto che i verificatori nominati dal Comune di Caserta non avevano potuto completare l’incarico entro il termine assegnato per carenza di organico, ha accolto la richiesta di proroga, riducendola da novanta a sessanta giorni. Sono rimaste ferme le modalità di svolgimento della verificazione e di partecipazione dell’appellante agli accertamenti. La causa è stata rinviata all’udienza del 17 novembre 2026, con riserva delle spese al definitivo.
Norme richiamate
artt. 3 e 21 l. 241/1990
Richiamati dall’appellante in relazione al difetto di motivazione e agli altri vizi dedotti contro l’ordinanza di demolizione; l’ordinanza non definisce tali censure.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Richiamato dall’appellante per sostenere l’illegittimità dell’ordinanza di demolizione in ragione della mancata definizione del procedimento di sanatoria.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione alla possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria quando la demolizione non possa avvenire senza pregiudizio per la parte eseguita in conformità.
d.P.R. 380/2001
Costituisce il quadro normativo invocato per l’adozione dell’ordinanza di demolizione e per la valutazione della sanatoria e della sanzione alternativa.
Massime di principio
- Quando l’esecuzione di una demolizione edilizia possa incidere sulla stabilità dell’intero fabbricato, il giudice può disporre una verificazione tecnica per accertare con adeguato grado di certezza le condizioni del manufatto e i rischi connessi all’intervento demolitorio.
- Nell’ambito della verificazione disposta in giudizio, deve essere assicurata la partecipazione della parte interessata: l’amministrazione deve trasmettere uno schema della relazione, consentire la presentazione di osservazioni e depositare successivamente la relazione definitiva.
- La pendenza o la mancata definizione di un procedimento di sanatoria edilizia può giustificare, in presenza di specifiche esigenze istruttorie, il riesame amministrativo delle possibili soluzioni compatibili con la parziale conservazione dello stato dei luoghi, senza che ciò comporti anticipata decisione sulla fondatezza della sanatoria.
- La proroga del termine per un incombente istruttorio può essere concessa quando sia motivata da difficoltà organizzative documentate, ma il giudice può ridurre la durata della proroga richiesta e fissare un nuovo termine coerente con le esigenze di definizione del giudizio.
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