Cassazione Civile, Sentenza n. 17575/2022 del 31/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza della Corte d'Appello di Milano con cui era stato in gran parte respinto il diritto dell'agente (Teodoli) ad ottenere: a) dichiarazione di giusta causa di recesso per fatti imputabili alla preponente (mancata trasparenza nelle provvigioni, rifiuto di informazioni, sottrazione di clienti, restrizioni operative, indagini sul conto dell'agente); b) indennità di cessazione e indennità sostitutiva del preavviso; c) pagamento di provvigioni relative a determinate SIM (cd. "sim mute") e all'affare "Quantic". Il ricorrente deduceva errori di valutazione sulla tempestività del recesso, sulla ripartizione dell'onere della prova (in particolare riguardo agli storni per "sim mute"), sull'errata esclusione di una provvigione ordinaria per l'affare "Quantic" e sul rigetto di mezzi istruttori e ordini di esibizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato in parte i motivi inammissibili e ha ritenuto infondate molte delle censure relative alla valutazione di merito (tempestività del recesso, esclusiva, prova dell'accordo per provvigioni fuori zona, ammissione di prove). Tuttavia ha accolto il sesto motivo: la Corte d'Appello ha erroneamente posto l'onere probatorio dell'illegittimità degli storni (cd. "sim mute") a carico dell'agente nonostante i dati necessari fossero sostanzialmente conoscibili solo dalla preponente. Per questo motivo la sentenza impugnata è stata cassata nei limiti indicati (sul punto relativo agli storni/percezione di provvigioni) e rinviata per nuovo esame in conformità ai principi di ripartizione dell'onere della prova e della produzione documentale.
Norme richiamate
art. 2119 c.c.
Norma sul recesso per giusta causa applicata al contratto d'agenzia; richiede immediatezza della reazione e valutazione della gravità degli atti, eventualmente anche in profilo di formazione progressiva della giusta causa (criterio temporale valutato rispetto all'ultimo fatto).
art. 1748 c.c. (menzione modifiche d.lgs. n.303/1991) e art. 1749 c.c.
L'agente ha diritto di ottenere dalla preponente tutte le informazioni necessarie per verificare l'importo delle provvigioni; la documentazione in possesso del preponente può essere essenziale e, se mancante, l'onere di produrre o giustificare ricade sul preponente.
art. 1751 c.c.
Disciplina dell'indennità di cessazione del rapporto d'agenzia; la sentenza ha valutato il legame tra riconoscimento dell'indennità e le circostanze imputabili al preponente, distinguendo tra giusta causa e circostanze meno gravi ma comunque rilevanti.
art. 2697 c.c.
Regola generale sull'onere della prova. La Corte ha ricordato che, se i fatti costitutivi sono noti o la prova è disponibile solo al preponente, spetta a quest'ultimo dimostrare l'assenza dell'inadempimento; l'appello aveva errato nel richiedere all'agente la prova di fatti inaccessibili.
art. 115 c.p.c.
Principio della disponibilità e scelta dei mezzi di prova; il giudice di merito ha discrezionalità nel selezionare e valutare le prove ritenute rilevanti, potendo escludere prove ritenute superflue o defatiganti se motivato.
art. 132 c.p.c.
Richiesta di motivazione delle decisioni e censura della mancata motivazione sull'ammissione/rigetto di capitoli di prova; la Corte ha controllato che la motivazione della Corte d'Appello non fosse apparente, perplessa o contraddittoria.
art. 360 c.p.c. (nn. 3, 4, 5)
Norme che disciplinano i motivi di cassazione: vizio di motivazione, violazione delle norme processuali relative alla prova e omesso esame di fatti decisivi. La Corte ha valutato i limiti del sindacato di legittimità sui fatti di merito richiamando questi articoli.
art. 210 c.p.c.
Possibilità per il giudice di ordinare l'esibizione di scritture contabili della preponente; la Corte ricorda la legittimità dell'ordine di esibizione per consentire la prova delle provvigioni dovute.
art. 132 Codice della privacy
Limiti di conservazione dei dati relativi al traffico telefonico: vincoli che possono rendere difficile la ricostruzione del traffico e influenzare le richieste di prova/documentazione.
Massime di principio
- Per valutare la giusta causa di recesso nel contratto di agenzia occorre valutare l'insieme dei fatti ma l'immediatezza del recesso va riferita all'ultimo atto significativo: tolleranza passata non è indefinita.
- Se le informazioni o i documenti necessari per provare l'esatto ammontare delle provvigioni sono in possesso esclusivo o prevalente della preponente, grava su quest'ultima l'onere di dimostrare di aver adempiuto; il giudice non può esigere dall'agente prove materialmente inaccessibili.
- Clausole contrattuali che escludono provvigioni per affari fuori zona sono applicabili salvo prova di un patto contrario specifico e provato; comportamenti anomali ripetuti della preponente possono tuttavia essere utilizzati come elemento probatorio se adeguatamente documentati.
- Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione delle prove e può rifiutare mezzi istruttori ritenuti superflui o defatiganti, purché la decisione sia motivata e non contraddittoria.
- Ordini di esibizione di scritture contabili e documenti della preponente sono strumenti legittimi per permettere all'agente di esercitare il proprio diritto di verifica delle provvigioni; il rifiuto ingiustificato può spostare l'onere probatorio a carico della preponente.
- Limiti di conservazione dei dati di traffico per normativa sulla privacy possono rendere impossibile la piena ricostruzione del traffico telefonico; questo va considerato nel giudizio sulla prova dei crediti derivanti da traffico.
- In sede di cassazione il sindacato sui fatti è limitato: la Corte verifica la motivazione e il rispetto dei principi processuali ma non sostituisce il giudizio di merito se la motivazione è congrua.
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