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Circolare

Circolare numero 75 del 3-4-1998

INPS

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La circolare illustra il piano di formazione 1998 con particolare attenzione agli interventi a docenza interna e alla formazione sul posto di lavoro. Definisce criteri per la scelta dei docenti, limiti e compensi delle docenze, esclusioni dal compenso e ruolo di coordinamento delle Sedi regionali nel controllo, monitoraggio e certificazione dei risultati formativi. Vengono inoltre richiamate le finalità organizzative della formazione, orientata a sostenere la riorganizzazione dei processi e la diffusione di competenze operative.

Piani annuali di formazione: interventi a docenza interna

Piani annuali di formazione: interventi a docenza interna

La circolare in esame disciplina la programmazione della formazione per l'anno 1998, con specifico riguardo agli interventi a docenza interna e alla formazione sul posto di lavoro. Il documento chiarisce le finalità organizzative e formative dell'iniziativa, individua i criteri di scelta dei docenti, conferma i compensi applicabili e definisce i limiti operativi e i presidi di controllo affidati alle Sedi regionali.

Piano di formazione 1998 e risorse assegnate

Con il messaggio n. 32026 del 18 novembre 1997 erano state coinvolte le Sedi regionali per raccogliere, ai fini della predisposizione del Piano di formazione 1998 e della quantificazione dei budget, le iniziative da sviluppare a livello regionale e di singola Sede di produzione. Sulla base della programmazione raccolta, valutata e omogeneizzata rispetto ai progetti di iniziativa centrale, viene definito il piano analitico complessivo di formazione, che sarà sottoposto al Consiglio di Amministrazione dopo l'approvazione del bilancio di previsione per il 1998.

Il Piano prevede l'assegnazione di consistenti risorse finanziarie alle Sedi regionali per la realizzazione di piani a docenza interna, tenendo conto sia dei progetti formativi regionali sia degli interventi di formazione sul posto di lavoro presso le Sedi di produzione. La circolare precisa che gli stanziamenti per ciascuna regione saranno comunicati successivamente all'approvazione del piano analitico.

Finalità della docenza interna e formazione sul posto di lavoro

La valorizzazione della docenza interna risponde all'esigenza di utilizzare nell'attività formativa risorse professionali maturate all'interno dell'Istituto e con esperienza comprovata. La circolare evidenzia come tale scelta sia particolarmente significativa nello sviluppo della formazione sul posto di lavoro, intesa come strumento per contestualizzare il processo formativo rispetto alla prassi operativa e per sostenere la riprogettazione funzionale delle attività.

In questo quadro, la formazione interna è finalizzata a:

  • diffondere conoscenze normativo-procedurali integrate di processo;
  • favorire la piena utilizzazione delle risorse tecnologiche disponibili;
  • sviluppare le professionalità;
  • consentire l'immediato impiego del personale nei nuovi moduli organizzativi a competenza allargata.

Riveste particolare centralità l'impiego di personale esperto di Sede per attività di formazione e addestramento pilotato in piccoli gruppi, con l'obiettivo di trasferire conoscenze e capacità operative agli addetti chiamati a sviluppare competenze estese e a operare secondo una logica di processo unitaria, orientata al cliente "Assicurato/Pensionato" e "Azienda".

Scelta del personale docente

La scelta dei docenti è rimessa alla valutazione e alla responsabilità dei Direttori regionali e dei Direttori di Sede, rispettivamente per i piani regionali e per i piani locali di formazione sul posto di lavoro. La circolare richiede che l'individuazione dei funzionari docenti avvenga sulla base di criteri idonei a garantire il possesso di una comprovata professionalità.

I criteri indicati comprendono:

  • l'effettivo inserimento del personale nell'attività lavorativa oggetto del programma formativo;
  • una collaudata esperienza tecnica sulla materia;
  • una riconosciuta funzione di guida normativa e procedurale verso il restante personale.

Le Direzioni di Sede possono avvalersi dell'apporto tecnico delle strutture regionali di formazione, sia per la selezione dei docenti sia per iniziative di supporto volte ad acquisire capacità didattiche e di gestione dell'aula. Il criterio di riferimento resta quello della competenza, con prioritaria utilizzazione dei funzionari di VIII e IX qualifica funzionale, sempre che la specifica professionalità sia obiettivamente accertata e dimostrata.

Controllo del processo formativo e certificazione dei risultati

La circolare dedica particolare attenzione alla verifica della qualità della formazione e dei suoi effetti organizzativi. Le strutture devono controllare il processo di erogazione, verificando la capacità dei docenti di trasferire i contenuti teorico-pratici, la validità degli schemi-guida predisposti per i discenti e la qualità complessiva dell'intervento.

La valutazione deve riguardare anche:

  • il programma formativo;
  • le metodologie e le modalità di gestione;
  • la qualità della docenza sotto il profilo professionale e della chiarezza espositiva;
  • il giudizio dei partecipanti, raccolto mediante apposite schede valutative.

Accanto a ciò, va valutata l'efficacia dei programmi realizzati, in termini di patrimonializzazione del know how, soddisfazione delle aspettative di apprendimento e concreta applicazione delle conoscenze nel lavoro quotidiano. Le Direzioni di struttura devono quindi certificare i risultati di professionalizzazione raggiunti e il contributo dato all'attuazione delle modifiche organizzative per le quali la formazione sul posto di lavoro è stata pianificata.

Compensi per docenza interna

In base alla deliberazione del Comitato Esecutivo n. 847 del 17 luglio 1989 e alle circolari n. 44 del 19 febbraio 1990 e n. 117 del 23 maggio 1997, i compensi per docenza interna vengono confermati nelle seguenti misure:

  • 75.000 lire orarie lorde per gli interventi in modalità d'aula;
  • 37.000 lire orarie lorde per le esercitazioni e per l'addestramento pilotato in piccoli gruppi.

La circolare ribadisce la non erogabilità di compensi per le fasi di "affiancamento" a sostegno e perfezionamento dei piani di formazione. Viene inoltre precisato che gli interventi d'aula presso le Sedi di produzione devono avere carattere eccezionale, poiché l'addestramento in piccoli gruppi è ritenuto la modalità più efficace per diffondere le conoscenze e tradurre la formazione in cambiamenti organizzativi immediati.

Sono altresì richiamate le indicazioni già fornite in precedenza sulla non configurabilità, come attività didattica retribuita, degli apporti di natura contenutistica e direzionale forniti dai dirigenti nei corsi di formazione. In analogia, non danno luogo a corrispettivo economico le docenze rese dai Medici-Legali e dai Professionisti, inseriti in un'area di contrattazione comune con la dirigenza, in ragione della natura delle funzioni, delle responsabilità e dell'autonomia che le caratterizzano.

Limiti agli incarichi e autorizzazioni eccezionali

La circolare richiama i limiti previsti dalla circolare n. 44/1990: per ciascun interessato gli incarichi di docenza non possono superare 4 ore giornaliere, 20 ore settimanali, 20 giornate o 80 ore annue.

Per gli incarichi che eccedono le 40 ore annue di lezione o esercitazione è necessaria una preventiva autorizzazione motivata, secondo le indicazioni del messaggio n. 05865 del 21 ottobre 1992. In coerenza con il decentramento del budget della formazione, tali autorizzazioni eccezionali sono valutate e concesse:

  • dalla Direzione centrale Formazione e Progetto Risorse Umane, per gli interventi con docenza interna del personale della Sede centrale;
  • dalle Sedi regionali territorialmente competenti, per la formazione sul posto di lavoro presso le Sedi di produzione, per i progetti formativi di iniziativa regionale e per quelli di iniziativa centrale demandati al livello regionale.

La circolare raccomanda di contenere il più possibile tali deroghe, al fine di valorizzare le professionalità locali e diffondere in modo più ampio le esperienze e le conoscenze disponibili.

Ruolo delle Sedi regionali e organizzazione della formazione sul posto di lavoro

Le Sedi regionali, tramite le strutture di formazione, sono chiamate a svolgere una funzione propulsiva, di coordinamento e di controllo, così da uniformare e regolamentare le modalità di svolgimento dell'attività formativa nell'ambito regionale.

Pur nel rispetto delle peculiarità locali e delle situazioni particolari motivate dalle singole strutture di produzione, la circolare indica alcune regole organizzative per la formazione sul posto di lavoro:

  • gli interventi devono facilitare le fasi di riorganizzazione per processi previste nel corso dell'anno;
  • le azioni d'aula sono ammissibili solo in casi eccezionali e, comunque, come fase preliminare a successivi addestramenti sul campo;
  • tali interventi devono riferirsi a un congruo numero di partecipanti e accompagnare un ampio programma di riorganizzazione finalizzato a superare competenze settoriali e a promuovere moduli operativi polifunzionali e fungibili;
  • la formazione sul posto di lavoro deve, di norma, riguardare gruppi di almeno 3 unità;
  • l'addestramento del singolo dipendente per esigenze contingenti, come nuova assegnazione o sostituzione di personale assente o cessato, non costituisce docenza retribuita, ma normale collaborazione tra colleghi.

Monitoraggio, validazione e sistema di controllo futuro

Le Sedi regionali devono effettuare un esame preventivo e una validazione delle iniziative formative proposte dalle Sedi di produzione, nonché una verifica degli interventi effettivamente realizzati. Tale verifica riguarda il rispetto delle specifiche corsuali preventivate, il gradimento dei partecipanti e la concreta traduzione delle azioni formative nella realtà operativa.

A questo scopo, le Sedi regionali devono predisporre specifici modelli di monitoraggio e certificazione dei singoli interventi, in modo da raccogliere tutte le informazioni sullo stato di avanzamento dei piani e sui risultati conseguiti e da mantenere sotto controllo i processi formativi nella fase transitoria, in attesa dell'introduzione del sistema di monitoraggio e controllo direzionale delle attività formative.

Il progetto in corso di realizzazione mira a introdurre standard di qualità e sistemi di certificazione, oltre a definire indicatori omogenei per la verifica dei risultati sotto il profilo quantitativo, qualitativo e della redditività degli investimenti formativi, intesa come miglioramento dei risultati aziendali, attuazione del processo di riorganizzazione e crescita professionale del personale.

Punti principali

Piano di formazione 1998 e risorse per la docenza interna

La circolare dà seguito al messaggio n. 32026 del 18 novembre 1997 con cui erano state chieste alle Sedi regionali le iniziative da inserire nel Piano di formazione 1998. Sulla base della programmazione raccolta e armonizzata con i progetti di iniziativa centrale, viene definito il piano analitico di formazione, da sottoporre al Consiglio di Amministrazione dopo l'approvazione del bilancio di previsione 1998. Il Piano prevede l'assegnazione di rilevanti risorse finanziarie alle Sedi regionali per interventi a docenza interna, sia in ambito regionale sia per la formazione sul posto di lavoro presso le singole Sedi di produzione.

Finalità della formazione sul posto di lavoro

La formazione interna viene valorizzata per acquisire all'attività formativa risorse professionali maturate all'interno dell'Ente e di comprovata esperienza. La circolare sottolinea l'importanza della formazione sul posto di lavoro come strumento per contestualizzare il processo formativo rispetto alla prassi operativa, supportare la riprogettazione funzionale, diffondere conoscenze normative e procedurali integrate, favorire l'uso delle tecnologie disponibili e agevolare l'inserimento del personale nei nuovi moduli organizzativi. Centrale è anche l'addestramento in piccoli gruppi per il trasferimento di conoscenze e capacità in un'ottica di gestione unitaria del processo produttivo orientata al cliente Assicurato/Pensionato e Azienda.

Criteri per la scelta dei docenti interni

La selezione dei docenti è affidata alla responsabilità dei Direttori regionali e dei Direttori di Sede, rispettivamente per i piani regionali e per i piani locali di formazione sul posto di lavoro. La scelta deve essere basata sulla competenza e su una comprovata professionalità, da accertare tramite l'effettivo inserimento nell'attività oggetto del programma formativo, l'esperienza tecnica sulla materia e la funzione di guida normativa e procedurale nei confronti del restante personale. È prevista la più ampia pubblicizzazione degli incarichi anche per favorire l'autocandidatura. Le Sedi possono avvalersi del supporto delle strutture regionali di formazione per la selezione e per lo sviluppo delle capacità didattiche e di gestione dell'aula. Rimane prioritaria l'utilizzazione dei funzionari di VIII e IX qualifica funzionale.

Controllo, valutazione ed efficacia della formazione

La circolare attribuisce grande rilievo al controllo del processo di erogazione della formazione e alla valutazione dell'efficacia dei programmi realizzati. Devono essere verificati la capacità dei docenti di trasferire contenuti teorico-pratici, la qualità degli schemi-guida forniti ai discenti e l'apprezzamento dei partecipanti su programma, metodologie, modalità di gestione, qualità della docenza e chiarezza espositiva, anche tramite apposite schede valutative. Inoltre, le strutture devono valutare i benefici prodotti in termini di patrimonializzazione del know how, soddisfazione delle aspettative di apprendimento e applicazione concreta delle conoscenze acquisite. Le Direzioni di struttura devono certificare i risultati di professionalizzazione conseguiti e la loro coerenza con le modifiche organizzative introdotte.

Compensi per docenza interna e attività escluse

In applicazione della deliberazione del Comitato Esecutivo n. 847 del 17 luglio 1989 e delle circolari n. 44 del 19 febbraio 1990 e n. 117 del 23 maggio 1997, i compensi per docenza interna sono confermati in 75.000 lire orarie lorde per gli interventi d'aula e 37.000 lire orarie lorde per esercitazioni e addestramento pilotato in piccoli gruppi. Non sono invece retribuite le fasi di affiancamento a supporto e perfezionamento dei piani formativi. Gli interventi d'aula presso le Sedi di produzione devono avere carattere eccezionale, perché l'addestramento in piccoli gruppi è indicato come modalità più efficace. Non costituiscono attività didattica retribuita gli apporti contenutistici e direzionali dei dirigenti, né le docenze svolte da Medici-Legali e Professionisti, in ragione della natura delle loro funzioni e del relativo regime di autonomia e responsabilità.

Limiti agli incarichi di docenza e autorizzazioni eccezionali

Ai sensi della circolare n. 44/1990, ciascun incarico di docenza non può superare 4 ore giornaliere, 20 ore settimanali, 20 giornate o 80 ore annue. Se le ore annue di lezione/esercitazione eccedono 40, è necessaria una preventiva autorizzazione motivata. Le autorizzazioni eccezionali sono rilasciate dalla Direzione centrale Formazione e Progetto Risorse Umane per la Sede centrale e dalle Sedi regionali territorialmente competenti per la formazione sul posto di lavoro, i progetti regionali e quelli di iniziativa centrale demandati al livello regionale. La circolare raccomanda di limitare al massimo tali deroghe per valorizzare le professionalità locali e favorire la diffusione delle esperienze.

Ruolo delle Sedi regionali, monitoraggio e certificazione

Le Sedi regionali sono chiamate a svolgere una funzione propulsiva, di coordinamento e di controllo per uniformare e regolamentare la formazione nella regione. Per la formazione sul posto di lavoro, gli interventi devono essere finalizzati a sostenere le riorganizzazioni per processi programmate dalle strutture produttive; le azioni d'aula sono ammesse solo in casi eccezionali e come fase preliminare a successive attività sul campo, con riferimento a un congruo numero di partecipanti e a programmi di riorganizzazione ampi. Di norma, la formazione sul posto di lavoro deve riguardare gruppi di almeno 3 unità; l'istruzione del singolo dipendente per esigenze contingenti, come nuova assegnazione o sostituzione di personale assente o cessato, è considerata collaborazione ordinaria tra colleghi e non docenza retribuita. Le Sedi regionali devono inoltre esaminare preventivamente e validare le iniziative delle Sedi di produzione, verificare gli interventi realizzati e predisporre modelli di monitoraggio e certificazione in attesa del nuovo sistema di monitoraggio e controllo direzionale delle attività formative.

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