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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06620/2025 del 12/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società)

La controversia

Una società aveva presentato domanda ai sensi dell'art. 44 del d.lgs. 14/2019 (CCII), sostenendo che, pur avendo trasferito la sede legale da Roma a Milano, il centro degli interessi principali (COMI) fosse rimasto a Roma, dove si svolgevano in concreto la direzione e l'attività prevalente. Il Tribunale di Roma aveva declinato la competenza ritenendo non superata la presunzione di coincidenza tra sede legale e sede effettiva, valorizzando solo in modo limitato gli elementi addotti dalla società istante. Il Tribunale di Milano, adito in riassunzione, ha ritenuto a sua volta di non essere competente e ha sollevato regolamento di competenza nel conflitto negativo, sostenendo che il CCII richiede di individuare il COMI secondo un criterio più ampio, coerente con il regolamento UE n. 2015/848, basato sul luogo in cui il debitore gestisce abitualmente i propri interessi in modo riconoscibile dai terzi. A sostegno della competenza di Roma sono stati richiamati, tra gli altri elementi, i verbali di approvazione dei bilanci, i contratti di locazione degli uffici dirigenziali, la localizzazione romana dei principali clienti e delle filiali bancarie con cui la società intratteneva rapporti, oltre all'indicazione di Roma negli estratti conto.

La decisione

La Corte ha accolto le conclusioni del Procuratore generale e ha dichiarato la competenza del Tribunale di Roma. Ha ritenuto corretta la lettura del Tribunale di Milano secondo cui, ai fini del COMI, non conta solo il luogo della direzione interna dell'impresa, ma anche la riconoscibilità verso i terzi del centro degli interessi principali. In base alla documentazione esaminata, gli elementi oggettivi e pubblici indicavano Roma come luogo di abituale gestione degli interessi della società: lì risultavano approvati i bilanci, ubicati gli uffici dirigenziali, collocati i principali clienti e le filiali bancarie, nonché esternata la sede nei rapporti di conto corrente. La causa dovrà quindi essere riassunta davanti al Tribunale di Roma; le spese saranno regolate con il merito.

Norme richiamate

  • art. 44 D.lgs. 14/2019

    norma processuale richiamata per la domanda proposta dalla società nell'ambito della crisi d'impresa

  • art. 9 l.fall.

    richiamato come criterio tradizionale superato dal nuovo CCII nella definizione della competenza territoriale

  • art. 3, comma 1, Regolamento (UE) 2015/848

    richiamato come parametro europeo del COMI, fondato sul luogo in cui il debitore gestisce abitualmente i propri interessi in modo riconoscibile dai terzi

Massime di principio

  • Ai fini dell'individuazione del centro degli interessi principali del debitore non basta il dato formale della sede legale, poiché esso opera soltanto come indice presuntivo superabile da elementi univoci contrari.
  • Il COMI deve essere accertato mediante una valutazione complessiva di elementi oggettivi e riconoscibili dai terzi, idonei a mostrare dove il debitore gestisca abitualmente i propri interessi.
  • Sono rilevanti, in particolare, gli indici esteriori dell'attività imprenditoriale: luogo di approvazione dei bilanci, ubicazione degli uffici dirigenziali, localizzazione dei principali clienti, rapporti bancari e indicazione della sede nei documenti di conto corrente.
  • Nel conflitto negativo di competenza in materia di crisi d'impresa, la competenza va attribuita al tribunale territorialmente radicato nel luogo che emerge come centro effettivo e riconoscibile dell'attività del debitore, non al luogo scelto in base a meri dati interni o formali.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoCompetenza
RamiFallimentare / Crisi d'impresaProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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