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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2625/2023 del 23/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto la revoca o la sospensione dell'ordine di demolizione emesso il 10/04/2001 dalla Procura in esecuzione della sentenza penale irrevocabile (sentenza ex art. 444 c.p.p. del 22/06/1999), relativo a un fabbricato di quattro piani realizzato senza concessione edilizia, in cemento armato, senza progetti esecutivi e senza deposito al Genio Civile. Hanno dedotto, fra l'altro, la nullità dell'ordinanza di ingiunzione alla demolizione per omessa notifica ai comproprietari (presunta violazione del diritto di difesa) e hanno invocato profili di violazione di costituzionalità e della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (art. 8 CEDU) per circostanze di salute e principio di proporzionalità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per carenza di interesse. Ha ritenuto che, essendo stato emesso dal Comune di Marcianise un ordine di demolizione già il 13/05/1999 e non essendo l'immobile stato demolito, la proprietà era divenuta di fatto patrimonio comunale per effetto dell'inottemperanza, rendendo privo di interesse qualsiasi istanza volta a revocare l'ordine di demolizione salvo l'ipotesi di esecuzione spontanea da parte del condannato o di deliberazione consiliare che dichiari il mantenimento dell'opera (art. 31 DPR 380/2001). Inoltre la Corte ha rilevato l'assenza di prova della qualità di proprietario per Antonio Nicola e la nullità della donazione a favore di Biagio (avvenuta dopo l'acquisizione dell'immobile al patrimonio comunale e contraria all'art. 46 DPR 380/2001). Per questi motivi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 380/2001, art. 31

    «L'opera acquisita è demolita con ordinanza del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con rilevanti interessi urbanistici, ambientali o di rispetto dell'assetto idrogeologico.»

    La Corte ha applicato la norma nel senso che, dopo l'acquisizione dell'opera al patrimonio comunale per inottemperanza all'ordinanza di demolizione, solo una deliberazione del consiglio comunale che disponga il mantenimento dell'opera può creare incompatibilità con l'ordine di demolizione: in assenza di tale deliberazione l'unico esito amministrativo è la demolizione.

  • D.P.R. n. 380/2001, art. 46

    La Corte ha ritenuto che gli atti di trasferimento (donazione) di immobili realizzati senza permesso di costruire sono nulli; la donazione posteriore all'acquisizione al patrimonio comunale è quindi radicalmente nulla.

  • Codice di procedura penale, art. 568, comma 4 e art. 581, comma 1, lett. d)

    Sottolineano l'onere della parte che impugna di dedurre e allegare gli elementi che dimostrino l'interesse ad impugnare; la mancata indicazione degli elementi di fatto e di diritto che giustificherebbero la revoca/sospensione comporta inammissibilità.

  • Codice di procedura penale, art. 187, comma 2

    I fatti rilevanti ai fini dell'applicazione di norme processuali sono oggetto di prova; la Corte richiede che il ricorrente produca elementi di fatto a sostegno dell'interesse.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Norma applicata per la condanna delle spese processuali e per l'entità della sanzione pecuniaria equitativa (somma assegnata alla Cassa delle Ammende).

  • Codice di procedura penale, art. 444

    Richiamata come riferimento alla sentenza penale esecutiva che ha dato luogo all'ordine di demolizione eseguito dalla Procura.

  • Costituzione (artt. 3 e 111) e Convenzione EDU (art. 8)

    Sono state invocate dai ricorrenti per profili di violazione dei diritti e di proporzionalità, ma la Corte ha ritenuto le doglianze non idonee a superare la carenza di interesse e non sufficientemente allegati nei fatti per giustificare l'impugnazione.

Massime di principio

  • Chi impugna deve provare di avere un interesse concreto e attuale: in assenza di elementi probatori sull'interesse all'annullamento di un ordine di demolizione, il ricorso è inammissibile.
  • Se il proprietario non esegue un'ordinanza comunale di demolizione entro il termine, l'immobile può entrare nel patrimonio comunale; dopo tale acquisizione il proprietario perde interesse a chiedere la revoca salvo eseguire spontaneamente la demolizione o ottenere una deliberazione consiliare che disponga il mantenimento dell'opera.
  • Gli atti di trasferimento di immobili realizzati senza permesso di costruire sono nulli (art. 46 DPR 380/2001); chi acquista dopo la realizzazione abusiva ha rischi significativi e difficoltà a opporre diritti di proprietà.
  • Le eccezioni di nullità per vizi di notifica o lesione del diritto di difesa devono essere specificamente e fattualmente provate; l'asserita omessa notifica non è sufficiente se non dimostrata e se comunque priva di incidenza sull'interesse sostanziale del ricorrente.
  • Invocazioni di carattere costituzionale o CEDU (es. salute o proporzionalità) richiedono una concreta allegazione di fatti; non superano la carenza di interesse se mancanti di prova o se l'assetto amministrativo rende comunque inevitabile la demolizione.
  • Prima di proporre impugnazioni volte a impedire una demolizione, è essenziale verificare lo stato giuridico dell'immobile (esistenza di ordini comunali precedenti, eventuale acquisizione al patrimonio comunale, provvedimenti consiliari) e documentare la propria qualità di proprietario.

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