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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11804/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 19/01/2021 con cui il Tribunale di sorveglianza di Lecce ha revocato la misura alternativa dell'affidamento in prova in casi particolari a carico di Mirco Pizzi, per aver commesso gravi infrazioni delle prescrizioni inerenti alla misura. Il ricorso in cassazione deduceva violazioni di legge e vizi di motivazione rispetto ai presupposti di revoca (art. 47, comma 11, legge 26 luglio 1975, n. 354) e contestava la determinazione della data di decorrenza degli effetti della revoca.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza abbia esercitato correttamente la discrezionalita richiesta per valutare se le violazioni fossero incompatibili con la prosecuzione dell'affidamento, fornendo motivazione adeguata sulla gravita delle infrazioni e sul momento in cui la misura si e' dimostrata inidonea (sorpresa in conversazione con soggetto con precedenti per stupefacenti). Il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 11, legge 26 luglio 1975, n. 354 (ordinamento penitenziario)

    La norma indica i presupposti per la revoca delle misure alternative; la Corte ha interpretato che la revoca non scatta automaticamente al primo riscontro di violazioni ma richiede una valutazione concreta della incompatibilita del comportamento con la prosecuzione della prova.

  • art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.

    Richiamato quale parametro di critica nel ricorso; la Corte ha applicato il criterio di inammissibilita per motivi che attengono a doglianze sulla motivazione del giudice del merito.

  • art. 616, cod. proc. pen.

    Articolo usato per condannare il ricorrente alle spese processuali; la Corte ha ritenuto possibile sussistenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione e ha disposto anche la sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186 del 2000

    Principio richiamato in relazione alla possibilita di ritenere la colpa nell'impugnazione, giustificando la condanna alla sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • La revoca dell'affidamento in prova non e' automatica al primo riscontro di violazioni: il giudice deve valutare caso per caso se le violazioni rendono incompatibile la prosecuzione della misura.
  • La motivazione del giudice di merito deve considerare la durata del periodo di prova, l'osservanza delle prescrizioni nel periodo, il carico concreto delle prescrizioni e la gravita oggettiva e soggettiva delle violazioni.
  • In sede di legittimità la Corte verifica la correttezza logico-giuridica della motivazione; valutazioni di merito ben fondate e motivate sono insindacabili e portano all'inammissibilita del ricorso.
  • La determinazione della decorrenza degli effetti della revoca e il calcolo della pena residua rientrano nella discrezionalita del giudice del sorveglianza e devono essere adeguatamente motivate per sfuggire al sindacato di legittimita.
  • La proposizione di ricorsi manifestamente infondati puo' comportare la condanna alle spese e, ove ricorra colpa, anche a sanzioni pecuniarie a favore della Cassa delle ammende.

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