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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36224/2022 del 26/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha qualificato correttamente la fattispecie come lesioni aggravate ai sensi dell'art. 583, n. 2 c.p., rilevando che l'avulsione anche di un solo dente incide sulla naturale funzionalità dell'organo. Di conseguenza la sentenza del Giudice di pace è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia per il prosieguo del procedimento.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza del Giudice di pace che aveva dichiarato non doversi procedere per remissione di querela in relazione al fatto contestato come lesioni (art. 582 c.p.). Il motivo unico dedotto era la violazione di legge: la condotta contestata aveva cagionato l'avulsione di un dente con prognosi di 10 giorni e pertanto integra l'aggravante di cui all'art. 583, comma 1, n. 2 c.p. (lesioni aggravate). Poiché la circostanza aggravante è pacificamente desumibile dagli atti (querela e certificato medico), il reato è perseguibile d'ufficio e rientra nella competenza del Tribunale, rendendo quindi erronea la declaratoria di non doversi procedere per remissione di querela del Giudice di pace.

Norme richiamate

  • art. 583 c.p., comma 1, n. 2

    La Corte interpreta l'avulsione dentale, anche di un solo dente, come rientrante nella circostanza aggravante prevista da questa norma perché incide sulla naturale funzionalità dell'organo

  • art. 582 c.p.

    Norma richiamata nella imputazione originaria (lesioni); la decisione chiarisce che la fattispecie deve essere ricondotta all'art. 583 n. 2 per la presenza dell'aggravante

  • art. 606 c.p.p., lett. b)

    Fondamento formale del motivo di ricorso per cassazione (violazione di legge)

  • art. 21, comma 1 e art. 152, comma 1 c.p.p.

    Norme procedurali richiamate in relazione agli effetti della querela/remissione e alla competenza per il giudizio; la Corte valuta che l'aggravante esclude l'autotomia della querela

  • art. 4, comma 1, lett. a) e art. 6 d.lgs. 28/08/2000, n. 274

    Richiamati in ordine alla competenza del Giudice di pace; applicazione esclusa quando ricorre la fattispecie aggravata perseguibile d'ufficio

  • art. 173, comma 1 disp. att. c.p.p.

    Limiti della deduzione del motivo di ricorso (termine e ambito del gravame) rispettati nel ricorso

  • disposizioni connesse (art. 23, comma 8 d.l. n. 137/2020 convertito, art. 16 d.l. 228/2021)

    Richiamate in relazione alla facoltà del Pubblico Ministero di proporre impugnazioni e alle modalità delle conclusioni; utilizzate per sostenere la richiesta di annullamento

Massime di principio

  • L'avulsione dentale, anche se riguarda un solo dente, può integrare l'aggravante di cui all'art. 583, n. 2 c.p. in quanto incide sulla naturale funzionalità dell'organo
  • Quando risulti pacificamente dagli atti (querela, certificato medico, formulazione dell'imputazione) la sussistenza di una circostanza aggravante che rende il reato perseguibile d'ufficio, la declaratoria di non doversi procedere per remissione di querela è erronea
  • La presenza dell'aggravante può spostare la competenza dal Giudice di Pace al Tribunale e sottrarre la vicenda all'azione surrogabile tramite remissione di querela
  • In sede di valutazione della competenza occorre sempre esaminare il contenuto probatorio agli atti (certificati medici, querela, imputazione) per verificare se emergano fatti idonei a integrare le aggravanti
  • In caso di errata decisione sulla non procedibilità per remissione, la Corte di legittimità può annullare senza rinvio e disporre la trasmissione degli atti al pubblico ministero competente per il prosieguo

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