Cassazione Penale, Sentenza n. 34308/2023 del 03/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la conferma della condanna per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.). Tre censure: 1) vizio processuale per diniego di rinvio dell'udienza del 17/02/2021 per impedimento del difensore dovuto a concomitante impegno professionale; 2) censura di merito circa la sussistenza del reato, sostenendo che la condotta era espressione di esasperazione temporanea e che l'imputato si era ricomposto; 3) mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche eccessività della pena (sei mesi, un mese oltre il minimo edittale).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la richiesta di differimento non fosse adeguatamente documentata e che la difesa non abbia confutato i rilievi motivazionali della Corte di appello; ha considerato i rilievi sulla sussistenza del reato come questioni di merito non idonee per la cassazione; ha ritenuto congrua la motivazione circa il diniego delle attenuanti generiche richiamando lo stato di precedenti penali dell'imputato e ha giudicato legittima la determinazione della pena vicino al minimo edittale con il semplice richiamo ai criteri di cui all'art. 133 c.p. Ha altresì condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 337 cod. pen.
Norma che punisce la resistenza a pubblico ufficiale; la Corte ha confermato che gli elementi del reato erano integri rispetto ai fatti contestati.
art. 178 cod. proc. pen.
Riferita alla disciplina dell'impedimento del difensore; la Corte ha ritenuto che, pur evocata, la richiesta di differimento richieda adeguata documentazione per consentire la valutazione comparativa degli impegni.
art. 611, comma 1 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai termini per la produzione di note difensive in Cassazione; la Corte ha dichiarato tardive le note presentate oltre il termine previsto.
art. 102 cod. proc. pen.
Norma sul sostituto del difensore; citata per spiegare che l'assenza di documentazione impedisce di valutare l'impossibilità di avvalersi di un sostituto.
art. 62, n. 2 cod. pen.
Circostanza attenuante dello stato d'ira; la Corte ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per applicarla nel caso concreto.
art. 62-bis cod. pen.
Attenuanti innominate; la Corte ha inferito la loro inapplicabilità anche in ragione dei precedenti penali dell'imputato.
art. 133 cod. pen.
Criteri direttivi per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto sufficiente il richiamo generale a tali criteri per giustificare la pena inflitta quando questa è prossima al minimo edittale.
Massime di principio
- Per ottenere il differimento dell'udienza per impedimento del difensore occorre allegare e documentare gli atti del procedimento che confligge, per consentire al giudice una valutazione comparativa degli impegni.
- Richieste di rinvio non adeguatamente comprovate possono essere respinte: non basta l'affermazione verbale dell'impegno concomitante.
- In Cassazione i motivi di merito relativi alla valutazione della responsabilità sono spesso inammissibili se non prospettano vizi di diritto o violazioni di norme di procedimento o di motivazione rilevanti.
- Il riconoscimento delle attenuanti richiede una motivazione puntuale; l'esistenza di precedenti penali e fatti non mitiganti ostano al riconoscimento di attenuanti generiche o dello stato d'ira.
- Se la pena detentiva comminata è prossima al minimo edittale, la motivazione può essere adeguata con il richiamo ai criteri dell'art. 133 c.p.; misure alternative o sanzioni pecuniarie significativamente più elevate richiedono motivazione più ampia.
- Le note difensive e le memorie devono essere depositate nei termini processuali previsti, pena la loro inammissibilità.
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