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Sentenza

Sentenza n. 38/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Quarta, n. 1545/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202308261

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale del Comune di Napoli del 24 dicembre 2021, relativa all'acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere abusivamente realizzate e dell'area pertinenziale, adottata per correggere gli identificativi catastali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I proprietari di un terreno avevano realizzato senza titolo due campi di calcetto con spogliatoi. Dopo l'inesecuzione dell'ordine di demolizione, il Comune aveva adottato nel 1997 un'ordinanza di acquisizione dell'area al patrimonio comunale, indicando tuttavia erroneamente gli estremi catastali. Nel 2021 il Comune aveva adottato un nuovo provvedimento, qualificato come annullamento e contestuale acquisizione, per correggere i dati catastali. Il TAR aveva annullato l'atto ritenendo che esso costituisse una nuova acquisizione, adottata senza istruttoria, anche alla luce dell'allegazione dei proprietari secondo cui i manufatti originari erano stati demoliti nel 2000 e sostituiti da altri manufatti per i quali erano state presentate istanze di condono non ancora definite. Il Comune ha appellato la sentenza sostenendo che l'acquisizione si fosse perfezionata automaticamente allo scadere del termine di novanta giorni previsto dall'ordine di demolizione e che il provvedimento successivo avesse natura meramente dichiarativa e certificativa, necessario per l'immissione in possesso e la trascrizione. Gli appellati hanno chiesto il rigetto dell'appello, deducendo anche l'inammissibilità per la pendenza di ulteriori istanze di condono.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello e riformato la sentenza del TAR, respingendo il ricorso originario. Richiamando il principio dell'Adunanza Plenaria n. 16/2023, ha affermato che l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall'art. 31, comma 3, d.P.R. n. 380/2001 si perfeziona automaticamente, quale effetto della mancata demolizione entro novanta giorni dall'ordine di ripristino; il successivo atto di acquisizione ha natura dichiarativa e non produce ex novo l'effetto traslativo, già verificatosi ipso iure. L'erronea indicazione degli estremi catastali nell'originaria ordinanza non aveva inciso sostanzialmente sulla legittimità dell'acquisizione, sicché il Comune avrebbe potuto limitarsi a correggere l'errore e non era tenuto a svolgere una nuova istruttoria. La successiva demolizione dei manufatti o la realizzazione di nuovi interventi edilizi, così come la pendenza di istanze di condono, sono state ritenute irrilevanti: una volta perfezionatasi l'acquisizione, gli originari proprietari perdono ogni facoltà dominicale sul bene e non possono compiere nuovi interventi, mentre gli effetti acquisitivi sono irreversibili e non vengono meno per le vicende successive. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    l’atto di acquisizione del bene al patrimonio comunale ... ha natura dichiarativa e comporta ... l’acquisto ipso iure del bene ... alla scadenza del termine di 90 giorni fissato con l’ordinanza di demolizione

    L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale si perfeziona automaticamente per effetto dell'inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni. L'atto successivo ha natura dichiarativa e serve a documentare l'acquisto, consentire l'immissione in possesso e curare la trascrizione, senza determinare ex novo il trasferimento della proprietà.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato quale disposizione processuale relativa alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita dell'immobile abusivo al patrimonio comunale, ai sensi dell'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001, si perfeziona ipso iure allo scadere del termine di novanta giorni assegnato con l'ordine di demolizione, quando il responsabile non abbia adempiuto; il successivo atto comunale di acquisizione ha natura dichiarativa e documentale, non costitutiva dell'effetto traslativo.
  • L'atto dichiarativo di acquisizione può essere utilizzato per l'immissione in possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, ma non costituisce una nuova acquisizione soggetta, per il solo fatto della sua adozione, a una rinnovata istruttoria sostanziale.
  • La correzione degli identificativi catastali erroneamente riportati nell'originario atto di acquisizione non richiede una nuova istruttoria quando l'errore è meramente materiale e non incide sull'effettiva individuazione del bene né sulla sostanziale legittimità dell'acquisizione già perfezionatasi.
  • Una volta perfezionata l'acquisizione al patrimonio comunale, gli originari proprietari perdono le facoltà dominicali sul bene e non possono legittimamente eseguire nuovi interventi edilizi; le vicende successive, comprese demolizioni, nuove costruzioni o istanze di condono, non incidono retroattivamente sull'effetto acquisitivo già verificatosi.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPrincipio di legalità e tipicità

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