Sentenza n. 2/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento: - della concessione edilizia n. 2147, n. 5699 reg. costruzioni, rilasciata in data 10 luglio 1994 (ovvero 10 agosto 1994, come da dicitura apposta in calce in data 8 settembre 1994) dall’Assessore all’urbanistica del Comune di Agropoli a Coppola Stefano, Concetta, Gianluigi, e Trofa Maria Francesca con cui si autorizza il “cambio di destinazione ad attività commerciale (ad uso palestra)”, in relazione ad un parcheggio seminterrato sottostante alla palazzina “B” del Parco condominiale “Coppola” sito in Agropoli, alla via Petrarca n. 7 (confinante con la via Bovio); - di ogni altro atto preordinato, presupposto, compreso il richiamato parere espresso dalla commissione edilizia comunale nella seduta del 4 agosto 1994, con verbale n. 424.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: concessione edilizia relativa al cambio di destinazione d’uso di un parcheggio seminterrato in attività commerciale ad uso palestra, nonché gli atti presupposti
Esito
Favorevole al resistente (comune e controinteressati)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti avevano chiesto l’annullamento della concessione edilizia rilasciata dal Comune di Agropoli e del parere della commissione edilizia comunale. Nel corso del giudizio, dopo la presentazione dell’istanza di fissazione dell’udienza e la sopravvenuta pendenza di un ricorso per cassazione avverso una sentenza civile rilevante nella vicenda, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Con nota del 29 settembre 2025 i ricorrenti hanno dichiarato di non avere più interesse alla coltivazione e alla decisione del ricorso, chiedendone sostanzialmente la definizione in rito.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che il ricorrente possa disporre dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e dichiarare la perdita dell’interesse alla prosecuzione del giudizio. In assenza di un potere officioso del giudice di proseguire il processo o di sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire, la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse impone la declaratoria di improcedibilità. Le spese sono state integralmente compensate per giuste ed eccezionali ragioni.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
sopravvenuto difetto di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.
art. 80 c.p.a.
Richiamato in relazione all’istanza di fissazione dell’udienza presentata dalla parte ricorrente.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione dell’udienza straordinaria in videocollegamento da remoto.
Massime di principio
- Il ricorrente dispone dell’azione amministrativa sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può dichiarare la sopravvenuta perdita dell’interesse alla coltivazione del ricorso.
- Quando il ricorrente dichiara, prima della decisione, di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio, il giudice deve dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, non potendo procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.
Come è indicizzato
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