Cassazione Penale, Sentenza n. 18537/2022 del 11/05/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Coscione impugnava il diniego alla revoca del sequestro preventivo per equivalente per 1.001.414,31 euro disposto in relazione ai reati fiscali (art. 2 e 8 d.lgs. n. 74/2000) contestati a lui quale amministratore di LOGIPI s.r.l. La difesa deduceva che era sopravvenuto un fatto nuovo: la sentenza assolutoria definitiva del 15/06/2020 emessa dal Tribunale di Velletri, che avrebbe accertato l'insussistenza, quanto meno in parte, dei fatti oggetto del presente procedimento (stesse fatture/rapporti commerciali analizzati dalla prospettiva dell'emittente Speed nel procedimento di Velletri). Per tale ragione si chiedeva la revoca del vincolo reale o comunque la rivalutazione della persistenza delle esigenze cautelari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha ritenuto che il Tribunale del Riesame aveva erroneamente escluso la valutazione dell'elemento sopravvenuto (la sentenza definitiva favorevole di Velletri) limitandosi a considerare che il decreto di rinvio a giudizio cristallizzava la valutazione del fumus. La Corte ha chiarito che, pur essendo preclusa in sede di riesame la riproposizione complessiva della questione del fumus se già valutata nel decreto di rinvio, in appello cautelare reale possono comunque essere dedotte questioni relative alla persistenza delle esigenze poste a base del sequestro e che un elemento sopravvenuto che incida su tali esigenze deve essere esaminato. Per carenza motivazionale la Cassazione ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Latina ai sensi dell'art. 324, comma 5, c.p.p.
Norme richiamate
d.lgs. n. 74 del 2000 (art. 2)
Norma incriminatrice richiamata per indicare il tipo di reato fiscale contestato; la sentenza di cassazione non modifica il contenuto della norma ma precisa l'incidenza di una pronuncia definitiva esterna sul mantenimento delle misure cautelari reali disposte in relazione a tali reati
d.lgs. n. 74 del 2000 (art. 8)
Ulteriore disposizione del decreto legislativo in materia di reati tributari allegati nel capo di imputazione; citata per completezza del quadro delle accuse cui si riferisce il sequestro per equivalente
codice di procedura penale (art. 125, comma 3)
Norma richiamata nel motivo di ricorso per contestare errori procedurali nella valutazione dell'istanza di revoca; la Corte ha esaminato la questione procedurale con riguardo alla deducibilità di fatti sopravvenuti in sede di appello cautelare
codice di procedura penale (art. 321)
Richiamata dalla difesa come referente delle norme sul riesame delle misure cautelari; la Corte distingue tra la valutazione del fumus (spesso cristallizzata dal decreto di rinvio) e la valutazione della persistenza delle esigenze cautelari, che può essere ripresa in appello cautelare reale
codice di procedura penale (art. 323)
Norma richiamata nel contesto delle impugnazioni cautelari; la sentenza precisa i limiti e le possibilità di deduzione in sede di appello contro provvedimenti reali
codice di procedura penale (art. 324, comma 5)
Norma processuale citata come riferimento per l'indicazione del giudice competente al nuovo esame dopo l'annullamento; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Latina ai sensi di questa disposizione
Massime di principio
- In un appello cautelare reale contro un sequestro preventivo non è precluso dedurre questioni sulla persistenza delle esigenze che giustificano il mantenimento del vincolo, anche quando sia stato emesso il decreto di rinvio a giudizio.
- Un elemento sopravvenuto, come una sentenza definitiva favorevole in un procedimento collegato che riguarda fatti sovrapponibili, deve essere valutato dai giudici dell'impugnazione cautelare in ordine al suo impatto sulla persistenza del sequestro per equivalente.
- La distinzione tra valutazione del fumus commissi delicti e valutazione delle esigenze cautelari è fondamentale: il primo può essere in parte cristallizzato dal decreto di rinvio, mentre la seconda rimane suscettibile di verifica se emergono elementi nuovi.
- Se il giudice dell'appello cautelare non confronta criticamente argomentazioni sopravvenute rilevanti per la permanenza della misura reale, la motivazione può risultare apparente e la decisione soggetta ad annullamento e rinvio.
- Prassi consigliata: chi chiede la revoca o la riduzione di un sequestro deve documentare con chiarezza la sovrapponibilità dei fatti e produrre provvedimenti sopravvenuti (es. sentenze definitive) spiegando esplicitamente in che modo incidono sulla sussistenza delle esigenze cautelari
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