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Ordinanza

Ordinanza n. 286/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del nulla osta emesso dalla Prefettura di Milano - Sportello unico per l'immigrazione il 19.01.2026 n. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202600414

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta emesso dallo Sportello unico per l'immigrazione di Milano per non autenticità della documentazione prodotta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, la revoca del nulla osta adottata dalla Prefettura di Milano ai sensi della disciplina sull'immigrazione. L'amministrazione ha ritenuto non autentiche la dichiarazione di ospitalità e il certificato di idoneità alloggiativa prodotti nel procedimento. In sede cautelare il ricorrente non ha contestato il carattere non autentico della documentazione, ma ha prodotto un nuovo certificato di idoneità alloggiativa relativo a un diverso immobile situato in altro Comune, prospettandone l'idoneità a superare gli elementi posti a fondamento della revoca.

La decisione

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto che il disconoscimento, da parte del Comune interessato, dell'autenticità del certificato di idoneità alloggiativa e della dichiarazione di ospitalità integri la fattispecie prevista dall'art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998, che impone la revoca del nulla osta quando i documenti presentati siano stati ottenuti mediante frode o siano stati falsificati o contraffatti. Il Tribunale ha inoltre escluso che la produzione successiva di un nuovo certificato, riferito a un diverso immobile e a un altro Comune, possa sanare ex post la non autenticità dei documenti originariamente presentati o incidere sul carattere vincolato della revoca. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998

    se i documenti presentati sono stati ottenuti mediante frode o sono stati falsificati o contraffatti

    La disposizione impone la revoca del nulla osta quando la documentazione presentata all'amministrazione sia stata ottenuta mediante frode oppure sia falsificata o contraffatta; nel caso esaminato il presupposto è stato ravvisato nel disconoscimento comunale dell'autenticità dei documenti.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale; la sospensione è stata negata per mancanza del fumus boni iuris.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte ricorrente.

Massime di principio

  • Quando l'amministrazione accerta che i documenti presentati nel procedimento per il rilascio del nulla osta al lavoro sono stati ottenuti mediante frode o sono falsificati o contraffatti, la revoca del nulla osta prevista dall'art. 22, comma 5-ter, d.lgs. 286/1998 ha carattere vincolato.
  • La produzione successiva di documentazione autentica, riferita a un diverso immobile o a un diverso Comune, non sana retroattivamente la non autenticità dei documenti originariamente presentati all'amministrazione e non elimina il presupposto della revoca vincolata del nulla osta.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla osta
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiTutela cautelarePrincipio di legalità e tipicità

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