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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39137/2022 del 18/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava la responsabilità in relazione al capo 1 (detenzione ai fini di spaccio di hashish, circa 3 kg) sostenendo che la attribuzione a lui fosse carente di motivazione e fondata su deduzioni ipotetiche: il rinvenimento era avvenuto in locali dell'abitazione da lui occupata unitamente ad altri soggetti (anziani, disabili, incensurati) e la sua responsabilità sarebbe stata accertata solo in quanto dedito allo spaccio di cocaina. Denunciava violazione del canone del ragionevole dubbio (art. 533 c.p.p.) e della regola sugli elementi indiziari (art. 192, comma 2, c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato implicitamente la valutazione di merito che aveva ritenuto gravi, precisi e concordanti gli indizi a carico dell'imputato, richiamando elementi quali la corrispondenza del principio attivo (THC) tra un frammento rinvenuto nel mobile della cucina ad uso esclusivo dell'imputato e il piu' consistente quantitativo trovato in locali in disuso. Di conseguenza resta ferma la condanna pronunciata in abbreviato e confermata in appello (pena di anni 4 e mesi 8 di reclusione ed euro 20.000,00 di multa, esclusa la recidiva). Il ricorrente è inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente come principio del "ragionevole dubbio"; la Corte ha ritenuto la censura generica e non idonea a sovvertire la valutazione di merito già motivata, per cui il parametro invocato non è stato ritenuto violato.

  • art. 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Il ricorrente contestava l'uso di valutazioni indiziarie; la Corte ha invece ritenuto che gli indizi fossero "gravi, precisi e concordanti" e adeguatamente motivati, per cui il criterio di prova indiziaria è stato ritenuto rispettato.

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione al mancato esonero dalla condanna alla somma a favore della Cassa delle ammende; la Corte ha ritenuto non sussistenti ragioni di esonero.

Massime di principio

  • In Cassazione non è ammessa una nuova valutazione degli elementi di fatto: il ricorso che ripropone motivi già dedotti e respinti in appello è inammissibile se non si confronta criticamente con la motivazione del giudice del merito.
  • Quando la condanna è basata su prove indiziarie, il giudice deve motivare perché gli indizi sono "gravi, precisi e concordanti"; circostanze come la corrispondenza di caratteristiche chimiche della sostanza o l'uso esclusivo di locali possono essere ritenute elementi di collegamento idonei.
  • Per contestare efficacemente l'attribuzione di droghe sequestrate occorre proporre censure specifiche, nuove prove o argomentazioni di diritto che dimostrino vizio della motivazione, non una mera alternativa plausibile di ricostruzione dei fatti.
  • La doglianza fondata su generiche affermazioni di "carente motivazione" senza specifico esame critico dei passaggi decisionali del giudice di merito è destinata a essere dichiarata inammissibile.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile il ricorrente può essere condannato alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende, salvo esoneri straordinari non rinvenuti automaticamente.

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