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Sentenza

Sentenza n. 4/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento - dell’ordinanza Comune di San Giorgio Canavese (TO), prot. 10/2024 Reg. Ord., prot. 2081, del 8 aprile ’24, comunicata a mezzo pec in pari data, con cui si comunica alla ricorrente, attuale proprietaria dell’immobile, “di provvedere entro il termine di 90 (novanta) giorni dalla notifica della presente ordinanza alla demolizione del tratto di recinzione descritta in parte narrativa: cordolo fuori terra in c.a., avente anche funzione di contenimento del piazzale di pertinenza dell’immobile (H circa 80/90 cm.) con soprastante ringhiera metallica (H circa 140 cm.) avvitata presente sul confine Ovest dell’immobile identificato a catasto al fg. 10 n. 5, edificata in assenza di titolo edilizio”; - del verbale istruttorio Comune di San Giorgio Canavese (TO) del 12 marzo’24; - del verbale di sopralluogo Comune di San Giorgio Canavese (TO) del 21 dicembre ’23; - della comunicazione Comune di San Giorgio Canavese (TO), prot. 7913, del 11 dicembre ’23; - della comunicazione di avvio del procedimento Comune di San Giorgio Canavese (TO), prot. 7536, del 28 novembre ’23; - di tutti gli atti presupposti, nonché degli altri atti preparatori, connessi e consequenziali, anche di estremi ignoti.

Giustizia amministrativa202400649

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di un tratto di recinzione abusiva, costituito da cordolo in calcestruzzo armato con soprastante ringhiera metallica, realizzato sul lato ovest dell'immobile

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società proprietaria ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune le aveva ingiunto, entro novanta giorni, la demolizione della recinzione priva di titolo edilizio. Ha dedotto: violazione dei principi di buon andamento e imparzialità, travisamento, difetto di istruttoria e ingiustizia manifesta, sostenendo che il Comune avrebbe assecondato l'esposto del Consorzio Est Orco e non avrebbe adeguatamente esaminato i titoli edilizi relativi al compendio; violazione dell'art. 9-bis del d.P.R. 380/2001, invocando la lettura complessiva e integrata dei titoli edilizi succedutisi nel tempo e, anche, la disciplina introdotta dal decreto-legge n. 69/2024; violazione degli artt. 7 e 8 della legge n. 241/1990, per non avere coinvolto nel procedimento il Consorzio irriguo, asseritamente responsabile della cattiva custodia di una tubazione sottostante la recinzione; violazione dell'art. 3 della legge n. 241/1990, per carenza di motivazione e mancata considerazione dei profili dedotti. Il Comune ha contestato l'interesse al ricorso e l'infondatezza delle censure. Il Consorzio, inizialmente evocato in giudizio, ha eccepito il proprio difetto di legittimazione passiva. La ricorrente ha inoltre contestato la validità della procura del Comune rilasciata dal sindaco uscente e quella del Consorzio.

La decisione

Il TAR ha estromesso il Consorzio Est Orco per difetto di legittimazione passiva, rilevando che l'esposto presentato dal Consorzio costituiva un mero antecedente fattuale e che il Consorzio non aveva un interesse diretto e contrario alla conservazione dell'ordinanza, riferita esclusivamente a un'opera di proprietà della ricorrente. Ha respinto l'eccezione relativa alla procura del Comune: i poteri del sindaco uscente sono prorogati sino all'insediamento dei nuovi organi, anche oltre la scadenza del mandato quinquennale, e comunque la successiva rinnovazione della costituzione ai sensi dell'art. 182 c.p.c. ha efficacia sanante ex tunc. Ha riconosciuto l'interesse della società a impugnare, poiché l'accertamento della legittimità dell'opera le consentirebbe di conservarla o ricostruirla, mentre l'abusività comporta l'obbligo di demolizione e possibili conseguenze sanzionatorie. Nel merito, ha rigettato tutte le censure. La repressione degli abusi edilizi è attività doverosa e vincolata: accertata l'assenza del titolo, il Comune deve ordinare la demolizione, senza necessità di ponderare interessi privati o di giustificare uno specifico interesse pubblico ulteriore. Il Comune aveva esaminato i titoli prodotti, ma nessuno legittimava la recinzione sul lato ovest né l'innalzamento del piazzale: la concessione del 1977 riguardava l'edificio industriale, la concessione del 1978 una cabina elettrica, la variante del 1979 la recinzione sul lato della strada provinciale e il permesso del 2005 gli altri lati, qualificando quello ovest come recinzione esistente da non modificare, senza attestare la sua legittimità. L'acquisto dell'immobile in sede esecutiva non incide sull'abusività né sullo stato legittimo del bene; l'attuale proprietario è tenuto a rimuovere l'abuso, salva l'eventuale azione nei confronti del venditore. L'art. 9-bis del d.P.R. 380/2001 non consente di cumulare titoli aventi oggetto diverso per legittimare un'opera priva di qualsiasi titolo. Il decreto-legge n. 69/2024 non era applicabile perché entrato in vigore dopo l'ordinanza impugnata, in ossequio al principio tempus regit actum. È stata respinta anche la censura procedimentale: l'avvio doveva essere comunicato alla proprietaria, destinataria dell'ordine e soggetto concretamente in grado di rimuovere l'opera; il Consorzio non era né destinatario del provvedimento, né responsabile dell'abuso, né soggetto obbligato per legge a partecipare al procedimento. La censura motivazionale è stata ritenuta sostanzialmente ripetitiva delle precedenti e infondata. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della ricorrente alle spese in favore del Comune, liquidate in 3.000 euro oltre accessori; spese compensate nei rapporti con il Consorzio.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    L'ingiunzione a demolire o rimuovere l'opera abusiva è indirizzata al proprietario del bene e, se diverso, al responsabile dell'abuso.

    Il proprietario è legittimato passivo dell'ordine di demolizione perché è il soggetto che può concretamente rimuovere l'abuso, anche se non ne è l'autore o il responsabile diretto.

  • art. 9-bis d.P.R. 380/2001

    Lo stato legittimo dell'immobile è quello corrispondente ai contenuti dei titoli abilitativi succedutisi nelle diverse vicende trasformative del bene.

    La ricostruzione dello stato legittimo non consente di utilizzare cumulativamente titoli edilizi aventi diverso ambito oggettivo per legittimare un'opera priva di qualsiasi titolo.

  • artt. 7 e 8 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio è effettuata ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti e a quelli che per legge debbono intervenirvi.

    Nel procedimento repressivo edilizio la comunicazione deve essere indirizzata al proprietario destinatario dell'ordine e, se pertinente, al responsabile dell'abuso; non deve essere comunicata a soggetti estranei al provvedimento e non obbligati per legge a partecipare.

  • art. 3 l. 241/1990

    La motivazione dell'ordinanza è sufficiente quando individua l'opera, accerta l'assenza del titolo edilizio e ordina la demolizione quale conseguenza vincolata dell'abuso.

  • art. 182 c.p.c.

    La rinnovazione della costituzione effettuata dal nuovo sindaco ha efficacia sanante ex tunc rispetto all'eventuale irregolarità della procura.

  • art. 51 d.lgs. 267/2000 (TUEL)

    La scadenza del mandato quinquennale non fa venir meno, prima dell'insediamento dei nuovi organi, i poteri degli organi elettivi uscenti, in funzione della continuità amministrativa.

  • art. 134 d.P.R. 380/2001

    L'obbligo dell'attuale proprietario di eliminare l'abuso edilizio non preclude l'eventuale azione risarcitoria nei confronti del venditore.

Massime di principio

  • La repressione degli abusi edilizi costituisce attività amministrativa doverosa e vincolata: una volta accertata l'assenza del titolo edilizio, il Comune deve ordinare la demolizione senza necessità di una ulteriore ponderazione tra interesse pubblico e interessi privati o di una specifica motivazione sull'interesse pubblico attuale.
  • L'ordine di demolizione può essere legittimamente indirizzato all'attuale proprietario dell'immobile, anche se non è autore o responsabile diretto dell'abuso, poiché il proprietario è il soggetto che dispone del potere materiale di rimuovere l'opera abusiva.
  • Lo stato legittimo dell'immobile deve essere ricostruito considerando i titoli edilizi secondo il rispettivo ambito oggettivo; titoli riferiti ad altre opere o ad altri lati del compendio non possono essere cumulati per legittimare una costruzione priva di uno specifico titolo.
  • La legittimità di un provvedimento amministrativo deve essere valutata secondo la normativa vigente al momento della sua adozione; una disciplina sopravvenuta non può essere applicata retroattivamente nel giudizio di impugnazione per sanare l'illegittimità o modificare il parametro di legittimità dell'atto.
  • Nel procedimento repressivo edilizio la comunicazione di avvio è dovuta ai destinatari dell'ordine e ai soggetti che la legge obbliga a intervenire; non è necessario coinvolgere chi abbia presentato un esposto o vanti soltanto rapporti privatistici indirettamente collegati all'opera.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoPartecipazione al procedimentoLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPartecipazione procedimentaleLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicità

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