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Sentenza

Sentenza n. 43/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a - del provvedimento prot. n. -OMISSIS- con il quale il Responsabile del Servizio Area Tecnica Edilizia Privata e Urbanistica del Comune di Cetara ha ingiunto la demolizione e ripristino dello stato dei luoghi di alcune opere realizzate presso l'immobile sito alla -OMISSIS-; b - di tutti gli atti presupposti, connessi, collegati e consequenziali.

Giustizia amministrativa202501999

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa all'uso di tipologie costruttive non previste dalla SCIA e allo sbancamento abusivo della roccia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza con cui il Comune di Cetara gli ha ingiunto il ripristino di due interventi ritenuti privi di titolo, realizzati su un fabbricato oggetto di ristrutturazione mediante SCIA, successivamente integrata da autorizzazione paesaggistica: l'impiego di tipologie costruttive diverse da quelle previste dalla SCIA e consentite dall'art. 79 delle NTA, nonché lo sbancamento abusivo della roccia per circa 12,50 metri cubi. Il fabbricato era stato sottoposto a sequestro preventivo penale. Il ricorso è stato deciso in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. Quanto allo sbancamento, il ricorrente ha proceduto al ripristino previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria penale, determinando la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Quanto alle tipologie costruttive, il ricorrente ha contestato l'illegittimità dell'ordine di ripristino, ma dagli stessi suoi assunti risultava che l'opera era stata realizzata in cemento armato, sulla base della denuncia al Genio civile e della successiva autorizzazione, mentre l'autorizzazione paesaggistica imponeva l'impiego di materiali tradizionali e conformi all'art. 26 della legge regionale n. 35/1987.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile limitatamente allo sbancamento della roccia, poiché il ripristino era già stato eseguito previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria penale e quindi era venuto meno l'interesse alla decisione. Ha invece rigettato la domanda di annullamento relativa all'impiego di tipologie costruttive non contemplate dalla SCIA, ritenendo la censura manifestamente infondata. L'autorizzazione paesaggistica, in continuità con la prescrizione della commissione locale per il paesaggio, imponeva infatti l'uso di materiali tradizionali e conformi alla disciplina regionale; la realizzazione in cemento armato, risultante dagli stessi assunti del ricorrente e dalla documentazione richiamata, non era conforme a tale prescrizione. Le spese di lite sono state compensate in ragione della particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata, sentite le parti, quando la causa è matura per la decisione.

  • art. 79 NTA

    La disciplina tecnica richiamata dall'ordinanza e dalla SCIA individuava le tipologie costruttive consentite; l'opera realizzata doveva rispettarla.

  • art. 26 l.r. Campania n. 35/1987

    È stato richiamato dall'autorizzazione paesaggistica quale parametro di conformità dei materiali, imponendo l'uso di materiali tradizionali.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento dei dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati.

Massime di principio

  • Quando un intervento edilizio è assentito mediante SCIA integrata da autorizzazione paesaggistica contenente prescrizioni sui materiali e sulle tipologie costruttive, la realizzazione dell'opera in difformità da tali prescrizioni legittima l'ordine comunale di ripristino, anche se l'intervento è stato oggetto di denuncia o autorizzazione presso il Genio civile.
  • Se, nel corso del giudizio di annullamento di un ordine di ripristino edilizio, il ricorrente esegue spontaneamente il ripristino dell'opera contestata, previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria penale quando il bene è sottoposto a sequestro, viene meno l'interesse alla decisione su tale parte e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile limitatamente ad essa.
  • La definizione con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. è possibile quando la causa è matura per la decisione e le parti sono state previamente sentite.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziAutorizzazione paesaggisticaDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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