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Sentenza

Sentenza n. 45/2026 - Salerno, Sezione 2

per l'annullamento a) del provvedimento adottato in data 14 luglio 2025 dal Responsabile del Servizio Area IV - Governo del Territorio del Comune di Montecorice, con cui e stata inizialmente riscontrata e respinta la richiesta di provvedere di cui all'Atto stragiudiziale e di invito e Istanza (assunta al prot. di entrata n. 5758/2025 del 23/06/2025) inoltrata a mezzo p.e.c. di pari data; b) del successivo provvedimento, di analogo contenuto negativo, adottato in data 19 settembre 2025, dal Responsabile del Procedimento del Servizio Area IV - Governo del Territorio del Comune di Montecorice (nominato in sostituzione del Responsabile con provvedimento del Segretario Comunale dell'ente prot. 7723/2025 del 20 agosto 2025) con cui e stato reiterato il rigetto della su menzionata istanza del 23 giugno 2025, rinnovata con ulteriore diffida del 24 luglio 2025 prot. 6934, per pretesa "'insussistenza allo stato dei presupposti di legge per l'adozione di qualsiasi provvedimento"; c) di ogni altro atto, anteriore preordinato connesso e conseguente, ivi compresi, se e per quanto occorra: - del provvedimento del Segretario Comunale dell'ente prot. 7723/2025 del 20 agosto 2025 di nomina del Responsabile del procedimento, in sostituzione del Responsabile di Settore, a cui sono stati riconosciuti i presupposti della sua astensione per assunta incompatibilità; - della nota del neonominato Responsabile del Procedimento in data 20 agosto 2025 con cui sono stati differiti di giorni trenta i termini per la conclusione del procedimento istato con le su indicate diffide a provvedere.

Giustizia amministrativa202501704

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Rigetto delle istanze volte a ottenere la demolizione di opere edilizie assistite da concessione edilizia in sanatoria

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato i provvedimenti comunali del 14 luglio 2025 e del 19 settembre 2025, nonché gli atti connessi relativi alla nomina del responsabile del procedimento e alla proroga dei termini, con cui il Comune aveva respinto l'istanza del 23 giugno 2025, rinnovata il 24 luglio 2025, diretta a ottenere la demolizione delle opere realizzate dalla controinteressata. Il ricorrente sosteneva che l'attuale manufatto non corrispondesse a quello oggetto della concessione edilizia in sanatoria n. 245/2004 e che, per tale ragione, dovesse essere demolito. In memoria il ricorrente ha precisato di non voler contestare l'efficacia del titolo edilizio in sanatoria. La controinteressata ha inoltre eccepito che, quanto al balcone oggetto dell'ordinanza di demolizione n. 1705/2014, era ancora pendente un'istanza di accertamento di conformità presentata il 24 giugno 2014.

La decisione

Il TAR ha deciso la causa con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha rigettato il ricorso perché manifestamente infondato. Le opere risultano attualmente assistite da un titolo edilizio efficace: la concessione edilizia in sanatoria n. 245/2004 era stata annullata d'ufficio dal commissario ad acta, ma il relativo provvedimento del 7 agosto 2024 era stato successivamente annullato dal TAR con sentenza n. 2310/2024, ancora sub iudice per la pendenza dell'appello. In tale situazione non è possibile ordinare la demolizione, poiché non è definito quale sia lo stato legittimo cui l'immobile dovrebbe essere ricondotto: potrebbe trattarsi del manufatto eventualmente oggetto di legittima sanatoria, qualora fosse confermato l'annullamento dell'atto di autotutela, oppure dell'abbattimento integrale, qualora l'appello fosse accolto e fosse confermato l'annullamento del condono. Il TAR ha inoltre rilevato che il ricorrente non aveva replicato all'eccezione relativa alla pendenza dell'istanza di accertamento di conformità concernente il balcone, per la quale era stata esclusa la formazione del silenzio rigetto con sentenza del TAR confermata dal Consiglio di Stato. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    ex art. 60 cod. proc. amm.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, sentite le parti, quando la causa è matura per la decisione e il ricorso risulta manifestamente infondato.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Rileva in relazione all'istanza di accertamento di conformità pendente, senza che il testo espliciti ulteriormente la disciplina applicata.

Massime di principio

  • Quando un manufatto è assistito da un titolo edilizio efficace, l'amministrazione non può ordinarne la demolizione sulla base della dedotta difformità rispetto al titolo se l'efficacia del titolo stesso è ancora controversa in giudizio e non è definito lo stato legittimo cui l'immobile dovrebbe essere ricondotto.
  • La pendenza dell'appello contro la sentenza che ha annullato l'atto di autotutela con cui era stato rimosso un titolo edilizio impedisce, finché non sia definito il giudizio, di adottare una demolizione il cui contenuto dipenderebbe dall'esito dell'appello: il ripristino potrebbe consistere nella riduzione dell'opera al manufatto sanato oppure nell'abbattimento integrale.
  • La demolizione di opere edilizie non può essere disposta quando, per la medesima opera o per una sua parte, sia ancora pendente un'istanza di accertamento di conformità e non sia stata definita in modo conclusivo la relativa posizione edilizia.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutotutela
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiAutotutela decisoriaEfficacia ed esecutorietàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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