Sentenza del 30/11/2023 n. 33487 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società aveva chiesto il rimborso degli oneri per polizze fideiussorie (Euro 1.043.396,27) sostenuti per ottenere i cosiddetti "rimborsi accelerati" ai sensi dell'art. 38‑bis DPR 633/1972 (periodi 2008-2011). L'Ufficio ha negato il rimborso sostenendo che l'art. 8, comma 4, della L. 212/2000 si applica solo alle garanzie prestate nell'ambito di una formale attività di accertamento (richiamando il comma 6 dell'art. 38‑bis) e non alle garanzie prestate per ottenere l'immediata erogazione del rimborso ai sensi del comma 1 dell'art. 38‑bis. Tecnimont ha impugnato il diniego; le corti territoriali hanno rigettato il ricorso ritenendo corretta l'interpretazione amministrativa e non lesi i principi UE; la ricorrente ha proposto ricorso per cassazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto i primi due motivi del ricorso, dichiarato inammissibile il terzo, cassato la sentenza della CTR e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso di Tecnimont. La Corte ha richiamato e confermato l'orientamento consolidato secondo cui l'art. 8, comma 4, della L. 212/2000 riconosce in generale il diritto al rimborso dei costi delle garanzie fideiussorie richieste dal contribuente per ottenere la sospensione, la rateizzazione o il rimborso dei tributi, indipendentemente dalla "fisionomia" della controversia (quindi anche per garanzie richieste ai fini dei rimborsi accelerati ex art. 38‑bis, commi 1 e 2). La Corte ha ritenuto che una limitazione della norma al solo ambito dell'accertamento sarebbe in contrasto con il diritto UE, che vieta sistemi nazionali che facciano correre rischi finanziari al soggetto passivo. Ha compensato le spese dei gradi di merito e condannato l'Agenzia alle spese di legittimità quantificate.
Norme richiamate
L. n. 212 del 2000, art. 8, comma 4 (Statuto del contribuente)
La Corte interpreta la norma in senso ampio: obbliga l'Amministrazione al rimborso dei costi delle garanzie fideiussorie richieste dal contribuente per ottenere sospensione, rateizzazione o rimborso dei tributi, indipendentemente dalla natura procedimentale (accertamento o rimborso accelerato).
D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38‑bis, commi 1, 2 e 6
Gli artt. 38‑bis disciplinano i rimborsi IVA, distinguendo i rimborsi accelerati (commi 1-2) da quelli erogati nell'ambito di attività di accertamento (comma 6). La Corte afferma che le garanzie previste per i rimborsi accelerati rientrano nell'ambito di tutela previsto dall'art. 8, comma 4, e i relativi oneri sono rimborsabili quando ricorrono i presupposti di legge.
Direttiva n. 2006/112/CE, artt. 167 e 183
La Corte richiama i principi comunitari (detrazione, proporzionalità, neutralità dell'IVA) e la giurisprudenza della Corte di giustizia secondo cui le modalità di rimborso adottate dagli Stati non devono esporre il soggetto passivo a rischi finanziari; un regime che lasci a carico del contribuente gli oneri delle garanzie è incompatibile con tali principi.
L. 20 novembre 2017, n. 167, art. 7
La legge ha introdotto, per i casi residui in cui permane l'obbligo di garanzia, un rimborso forfetario degli oneri fideiussori a partire da determinate date. La Corte osserva che questa disciplina non esclude il diritto preesistente del contribuente al rimborso degli oneri, ma costituisce una misura successiva di disciplina.
Massime di principio
- L'art. 8, comma 4, della L. 212/2000 va interpretato in senso ampio: il rimborso degli oneri delle garanzie fideiussorie spetta quando il contribuente ha dovuto richiedere la garanzia per ottenere la sospensione, la rateizzazione o il rimborso, indipendentemente dal fatto che la garanzia sia stata prestata per un rimborso accelerato (art. 38‑bis, commi 1-2) o nell'ambito di un accertamento (art. 38‑bis, comma 6).
- Le misure nazionali di rimborso IVA non possono creare un rischio finanziario per il soggetto passivo: ogni regime che imponga al contribuente il costo netto delle garanzie richieste per ottenere un rimborso è suscettibile di contrasto con i principi UE di neutralità, proporzionalità e tutela della detrazione.
- La previsione successiva di un rimborso forfetario degli oneri (L. 167/2017) regola il ristoro per i casi disciplinati dalla norma successiva, ma non implica che in precedenza non esistesse il diritto al rimborso per le garanzie già richieste; quindi i diritti maturati prima dell'intervento legislativo restano tutelabili.
- In caso di diniego amministrativo, il contribuente deve documentare puntualmente il costo delle garanzie e il nesso causale con l'esigenza di ottenere la sospensione/rimborso; in giudizio la Corte italiana tende ad accogliere tali istanze quando sussiste la prova che la garanzia era necessaria per ottenere il rimborso e quando il rimborso stesso è poi riconosciuto.
- Se l'Ufficio solleva eccezioni di incompetenza ma ha comunque esaminato le domande nel merito, il ricorso resta efficace: l'esame e il provvedimento di diniego sul merito consentono il sindacato giurisdizionale sull'opportunità del rimborso.
- Prassi consigliata per il contribuente: conservare tutte le polizze e le relative fatture/quietanze, motivare la necessità della garanzia in relazione all'ottenimento del rimborso, proporre tempestivamente istanza/diffida e, se negata, impugnare evidenziando il principio di tutela patrimoniale previsto dall'art. 8, comma 4, e i principi comunitari.
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