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Sentenza

Sentenza del 19/11/2021 n. 35508 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento e rettifica del valore attribuito ai fondi nella dichiarazione di successione; i coeredi deducevano l'illegittimità e l'incongruità dei valori attribuiti ai cespiti

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere: il ricorrente si è avvalso della definizione agevolata ex D.L. n.193/2016, art.6, ha ricevuto la comunicazione dell'agente della riscossione e ha effettuato il pagamento integrale delle somme dovute; la Corte, accertato il pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo e non ha regolato le spese (la definizione agevolata assorbe il costo del processo)

Norme richiamate

  • D.L. n. 193 del 2016, art. 6 (conv. L. n.225/2016)

    Disciplina la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (2000-2016): richiede la dichiarazione di adesione con impegno a rinunciare ai giudizi pendenti, stabilisce la comunicazione dell'agente della riscossione sull'ammontare e le rate, sospende termini di prescrizione e decadenza e prevede effetti estintivi della definizione quando vi sia pagamento integrale secondo la procedura

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 44

    Prevede l'estinzione del giudizio per rinuncia del ricorrente; la Corte richiama questa norma per spiegare che, in presenza della dichiarazione di avvalersi della definizione agevolata e della conseguente rinuncia, il giudizio in cassazione deve essere dichiarato estinto

  • D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 30 e art. 21

    art. 30, comma 1; art. 21, comma 1

    Riferimenti normativi sugli interessi di mora e sugli interessi dovuti sulle rate a decorrere da specifica data, richiamati dal legislatore della definizione agevolata per il calcolo degli interessi

  • D.Lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, art. 27

    Richiamato nella disciplina dell'agevolazione per l'esclusione di sanzioni e somme aggiuntive, come previsione collegata all'ambito dei carichi definibili

Massime di principio

  • Se il contribuente aderisce alla definizione agevolata ex art. 6 D.L. 193/2016 deve dichiarare anche l'impegno a rinunciare ai giudizi pendenti che riguardano i carichi oggetto della definizione; tale rinuncia ha effetti processuali estintivi.
  • Dopo la comunicazione dell'agente della riscossione e l'effettivo pagamento integrale delle somme liquidate, il giudizio pendente deve essere dichiarato estinto per cessazione della materia del contendere; la Corte richiede prova del pagamento integrale da parte dell'Ufficio.
  • Se la definizione agevolata non viene eseguita correttamente (pagamenti mancati, insufficienti o tardivi) la definizione non produce effetti e riprendono i termini per il recupero dei carichi: i versamenti già effettuati valgono come acconto e il procedimento prosegue.
  • La definizione agevolata sospende termini di prescrizione e decadenza e limita le azioni esecutive dell'agente della riscossione fino alla scadenza della prima o unica rata, ma tali tutele cessano in caso di inadempimento del piano di definizione.
  • Sulla regolazione delle spese: quando il giudizio si estingue in virtù della definizione agevolata e del relativo pagamento integrale, le spese non sono regolate in favore di alcuna parte perché la definizione assorbe il costo del processo.

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