Cassazione Penale, Sentenza n. 30310/2024 del 23/07/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti imputati hanno impugnato la sentenza di appello che li ha condannati per il delitto contestato, deducendo in particolare: (i) la tardività della querela promossa dalla parte civile, contestando la riforma del Tribunale che aveva invece dichiarato la querela tardiva; (ii) l'insussistenza del reato perché i beni oggetto del pignoramento sarebbero stati alienati prima della notifica del pignoramento (quindi non di proprietà del debitore al momento del pignoramento). La parte civile ha impugnato la sentenza per omessa statuizione civile favorevole (mancata condanna al risarcimento ex art. 538 c.p.p.), per insufficiente liquidazione delle spese e per un errore materiale nel cognome di uno imputato.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili alcune richieste procedurali (istanza di trattazione orale tardiva e eccezione di nullità della procura in appello sollevata tardivamente). Sostanzialmente ha respinto il primo motivo degli imputati (tardività della querela), ritenendolo manifestamente infondato in quanto la querela è stata ritenuta tempestiva dalla Corte territoriale in conformità al principio che il termine decorre dalla piena conoscenza della perdita dei beni (udienza del 20/12/2016), e la querela era del 16/03/2017. Ha invece accolto il secondo motivo dei ricorrenti in parte: la Corte ha ritenuto che la Corte d'appello non abbia adeguatamente motivato la disconferma dell'alienazione dei beni (si era basata su documenti informali senza accertamento sulla loro falsità), e quindi ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Corte di appello di Caltanissetta per nuovo giudizio. Ha altresì disposto che il giudice del rinvio, se confermerà la responsabilità penale, valuterà le doglianze della parte civile (condanna ex art. 538 c.p.p. e liquidazione delle spese rispetto ai minimi tabellari). Infine, ha disposto la correzione dell'errore materiale relativo al cognome dell'imputato.
Norme richiamate
artt. 110 e 388 cod. pen.
Norme usate per la qualificazione del reato contestato (concorso di persone e fattispecie contestata), su cui si è innestata la valutazione sulla sussistenza oggettiva del fatto al momento del pignoramento
art. 521-bis cod. proc. civ.
Richiamato per qualificare la qualità di custodi giudiziali delle persone che detenevano i beni pignorati
art. 415-bis cod. pen.
Norma richiamata rispetto agli interrogatori resi dagli imputati nel dibattimento, la documentazione prodotta e il valore probatorio degli interrogatori
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020, conv. l. n. 176/2020
Stabilisce la disciplina della trattazione a trattazione scritta e i termini per chiedere la trattazione orale: la richiesta tardiva è inammissibile
art. 581, comma 1-ter, cod. proc. pen.
Citata in ricorso ma ritenuta non pertinente dalla Corte rispetto alla questione sollevata sui procuratori
art. 538 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la possibilità di condanna civile automatica a favore della parte civile in caso di condanna penale: la Corte ha ritenuto che la mancata applicazione debba essere valutata in sede di rinvio
d.m. n. 155 del 2014
Riferimento normativo per i limiti tariffari nella liquidazione delle spese di difesa, richiamato in relazione alla contestazione della parte civile sulla determinazione delle somme a suo favore
Sez. U, n. 12213 del 21/12/2017 (Zucchi)
Principio applicato dalla Corte: nel reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice il termine per proporre la querela decorre dalla data in cui l'inottemperanza perviene a conoscenza del creditore; è a carico di chi deduce la tardività l'onere della prova del decorso del termine
Sez. 1, n. 7900 del 12/12/2019 (Lomma)
Giurisprudenza citata sul potere della Corte di appello di motivare la liquidazione delle spese e sull'ammissibilità del ricorso per cassazione della parte civile avverso la mancata o incompleta motivazione della statuizione sulle spese e danni
Massime di principio
- La decorrenza del termine per la querela nel reato di mancata esecuzione dolosa si collega alla piena conoscenza dell'inottemperanza da parte del creditore; chi deduce la tardività deve provarla
- In tema di contestazione dell'esistenza o validità di documenti che incidono sulla sussistenza del fatto-reato (es. documento di vendita antecedente al pignoramento), il giudice penale non può limitarsi a presunzioni: è necessario un accertamento motivato sulla genuinità/falsità della documentazione
- Le eccezioni processuali sono da sollevare tempestivamente: questioni non dedotte davanti al giudice d'appello risultano in linea di massima inammissibili in cassazione
- Le richieste di trattazione orale o altri riti speciali sono soggette a termini perentori previsti dalla legge; il loro mancato rispetto comporta inammissibilità
- Se la Corte d'appello condanna penalmente, deve valutare e motivare anche le conseguenze civili (art. 538 c.p.p.) e la liquidazione delle spese deve fare riferimento ai criteri e ai limiti tariffari applicabili
- In caso di errori materiali nel testo della sentenza (es. cognome scritto male), la Corte di cassazione provvede alla correzione e rinvia la decisione sui profili sostanziali se necessario
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