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Sentenza

Sentenza n. 1190/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - del provvedimento notificato in data 16.09.2022 dalla polizia di Frontiera dell’aeroporto di Malpensa, con il quale è stato comunicato alla ricorrente il decreto di rifiuto del permesso di soggiorno emesso dal Questore di Bologna in data 21.06.2022, con contestuale ritiro del permesso di soggiorno e della ricevuta poste della richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno; - nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, ancorché non conosciuto dal ricorrente.

Giustizia amministrativa202200903

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per mancata presentazione agli appuntamenti fissati per i rilievi fotodattiloscopici, con ritiro del titolo e della ricevuta della domanda di rinnovo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, notificatole dalla Polizia di frontiera, deducendo in fatto l'impossibilità di presentarsi ai plurimi appuntamenti fissati dalla Questura per l'esecuzione dei rilievi fotodattiloscopici. Ha rappresentato e documentato che l'assenza era dipesa dalla necessità di trattenersi nel Paese d'origine per assistere un congiunto gravemente malato. Dopo la proposizione del ricorso, l'Amministrazione ha comunicato di avere riavviato l'iter e di avere convocato l'interessata ai fini del rilascio di un nuovo permesso di soggiorno per motivi di lavoro o attesa occupazione. La ricorrente ha confermato la convocazione e ha riferito di avere chiesto al Consolato italiano in Cina l'autorizzazione al visto di reingresso, formulando inizialmente istanza di rinvio. Non sono stati dedotti ulteriori motivi né depositate successive difese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il riavvio dell'iter amministrativo e la convocazione della ricorrente per il rilascio di un nuovo titolo sono stati ritenuti idonei a determinare, in prospettiva, un effetto sostitutivo del diniego impugnato, poiché la Questura avrebbe dovuto assumere ogni nuova determinazione sulla base di una nuova istruttoria e di una nuova ponderazione degli interessi. Il giudice ha inoltre valorizzato la prolungata inerzia processuale della ricorrente, che di regola fa presumere la sopravvenuta carenza di interesse e che, nel caso concreto, risultava confermata dalle circostanze sopravvenute. Ha precisato che, qualora il nuovo provvedimento fosse risultato lesivo, l'interessata avrebbe dovuto impugnarlo autonomamente. Le spese di lite sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Consente la definizione del giudizio mediante declaratoria di improcedibilità, nel caso di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione della controversia.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato con riferimento alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Il ricorso contro un diniego amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione riavvia l'iter e convoca l'interessato per il rilascio di un nuovo titolo sulla base di una nuova istruttoria e di una nuova ponderazione degli interessi, con effetto sostitutivo del diniego impugnato.
  • La prolungata inerzia processuale del ricorrente costituisce, di regola, elemento presuntivo della sopravvenuta carenza di interesse; tale presunzione può essere confermata dalle circostanze concrete del giudizio, quali il riavvio del procedimento amministrativo e la convocazione dell'interessato per una nuova determinazione.
  • Quando l'amministrazione adotta o avvia un nuovo procedimento destinato a sostituire l'atto impugnato, l'eventuale nuovo provvedimento lesivo deve essere autonomamente impugnato dall'interessato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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