Cassazione Penale, Sentenza n. 44484/2024 del 04/12/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 10/05/2024 che aveva rigettato il reclamo avverso la prescrizione contenuta nella Circolare D.A.P. del 2/10/2017 che impone la consegna di fornello e pentolame dalle ore 20:00 alle ore 7:00, sostenendo l'erronea applicazione degli artt. 35, 35-bis e 41-bis Ord. pen., chiedendo che il reclamo fosse trattato secondo l'art. 35-bis per evitare discriminazioni rispetto ai detenuti comuni e per tutelare il diritto alla salute/alimentazione (richiamando la sentenza della Corte costituzionale n. 186/2018 sul divieto di cottura).
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso ritenendo corretta la qualificazione del reclamo come generico ai sensi dell'art. 35, comma 1, n. 5) Ord. pen.. Ha confermato che le disposizioni della Circolare (in particolare artt. 6 e 8) non incidono sul diritto soggettivo a un'alimentazione sana, perché garantiscono la disponibilità di pentolame e fornello per tredici ore giornaliere (dalle 7:00 alle 20:00) e limitano l'uso notturno per ragioni di sicurezza e vigilanza. La Corte ha ritenuto che il diritto all'alimentazione sia soddisfatto dalla varietà e idoneità dei prodotti acquistabili e non dalla necessità di cucinare in orario notturno; ha quindi respinto l'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare una somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 35 Ord. pen.
Il reclamo qualificato come generico ex art. 35, comma 1, n. 5) riguarda materie non riconducibili a diritti soggettivi pienamente azionabili e il relativo provvedimento dell'Autorità amministrativa non è impugnabile; quindi il ricorso in Cassazione è inammissibile.
art. 35-bis Ord. pen.
Strumento di tutela giurisdizionale diretto a proteggere diritti soggettivi del detenuto (es. diritto all'alimentazione), utilizzabile quando si dimostra un'incidenza diretta e concreta sul diritto stesso; qui il giudice ha ritenuto che il reclamo non evidenziava tale lesione.
art. 41-bis Ord. pen.
Disciplina il regime differenziato; legittima l'adozione di misure organizzative e di sicurezza da parte dell'Amministrazione penitenziaria, nell'ambito delle quali rientrano limitazioni di tipo logistico e preventive.
Circolare D.A.P. n. 3676/2126 del 2 ottobre 2017 (art. 6 e art. 8)
art. 6: utilizzo di pentolame nella misura di una pentola max 25 cm, un pentolino max 22 cm e una macchinetta moka da 1 tazza, utilizzabili in cella dalle ore 7.00 fino al ritiro alle ore 20.00; art. 8: uso dei fornelli personali a gas consentito per riscaldare cibi già cotti e preparare bevande calde e cibi di facile e rapido approntamento, con consegna al momento dell'apertura della porta e ritiro alla chiusura.
La Circolare autorizza l'uso di pentolame e fornelli per 13 ore al giorno con limiti e modalità strutturali finalizzate alla sicurezza; le restrizioni orarie sono giustificate dalla pericolosità degli oggetti e dalla necessità di tutela dell'incolumità nelle ore di minore vigilanza.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2018
La Corte costituzionale aveva censurato un divieto assoluto di cottura per detenuti in regime differenziato; tuttavia nel caso esaminato la limitazione temporale della Circolare non è stata ritenuta equivalente al divieto assoluto e quindi non in contrasto con la pronuncia costituzionale.
Giurisprudenza di legittimità richiamata (es. Sez.1, n. 28258/2021 Gallico; Sez.1, n. 37298/2021 Mantiglia; Sez.1, n. 43528/2023)
Costante orientamento secondo cui le norme regolamentari che incidono sulle modalità di esercizio di un diritto soggettivo (e non sul suo riconoscimento sostanziale) rientrano nella discrezionalità amministrativa e possono essere legittime se giustificate da esigenze organizzative e di sicurezza e non determinano maggiore afflittività della detenzione.
Massime di principio
- Un reclamo va qualificato come "generico" (art. 35) quando incide solo sulle modalità di esercizio di un diritto e non sul diritto soggettivo nella sua essenza; tali reclami sono inammissibili in Cassazione.
- Il rimedio di cui all'art. 35-bis è adeguato quando il detenuto dimostra una lesione diretta e concreta di un diritto soggettivo (es. salute o alimentazione); è utile produrre elementi probatori (anche medico-scientifici) che colleghino la misura impugnata alla lesione.
- Le limitazioni imposte dall'Amministrazione penitenziaria in regime 41-bis sono valutate con riguardo alla proporzionalità e alla giustificazione logistica/sicurezza: restrizioni orarie giustificate da esigenze di vigilanza non sono automaticamente illecite.
- Il diritto all'alimentazione sana si tutela attraverso la disponibilità e idoneità degli alimenti e non necessariamente attraverso la possibilità di cucinare in una fascia oraria notturna; per contestare limitazioni orarie occorre dimostrare che rendono impossibile ottenere una dieta adeguata.
- Per impugnare efficacemente circolari o regolamenti interni è utile motivare in modo specifico e documentato come la disposizione produca un aggravio effettivo della detenzione o una lesione di diritti fondamentali, evitando argomentazioni meramente assertive.
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