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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35246/2024 del 19/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'Appello di Napoli del 26/10/2023 (che aveva riformato in parte la sentenza di primo grado) articolato in quattro motivi: 1) vizio di motivazione e travisamento della prova con riferimento alla testimonianza di Carmine Zampelli e alla presunta somministrazione di benzodiazepine; 2) dedotta carenza di prova diretta e illegittima condanna basata su indizi e sospetti relativamente alle rapine contestate (mancanza di accertamento tossicologico sulla persona offesa Biondi); 3) mancata prova dell'aggravante prevista per i reati commessi in luogo di privata dimora (art. 624-bis c.p.); 4) deduzione che, in assenza di prova di violenza fisica, i fatti dovessero essere derubricati a furto e/o che per i reati in danno di Biondi mancasse la condizione di procedibilità (assenza di querela).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto con motivi non consentiti dalla legge e comunque manifestamente infondati. Ha ritenuto che i giudici di merito abbiano fornito una motivazione logica e congrua, avendo adottato una 'doppia conforme' con il Tribunale di Benevento; ha escluso la possibilità di rinnovare in Cassazione una rivalutazione degli elementi di fatto e ha dichiarato inammissibile la questione relativa all'aggravante del luogo di privata dimora perché non dedotta in appello. Ha riaffermato che la somministrazione di sostanze capaci di cagionare incapacità costituisce forma di violenza ai fini dell'aggravante di rapina. Conseguenze: rigetto del ricorso, condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 23 comma 8 D.L. n.137/2020

    Richiamata per attestare che il ricorso è stato trattato con contraddittorio scritto; norma procedurale relativa alle modalità di trattazione del ricorso

  • art. 606 comma 1 lett. B) c.p.p.

    Norma che individua i motivi di cassazione per violazione di legge; la Corte ha ritenuto i motivi dedotti aspecifici o non consentiti e quindi inammissibili

  • art. 192 c.p.p.

    "criteri di valutazione delle prove"

    Richiamato per affermare che la sentenza di merito ha potuto fondare la decisone su un compatto impianto indiziario valutato alla stregua dei criteri di prova indicati dalla norma (artigianato probatorio e certezza indiziaria)

  • art. 533 c.p.p.

    Norma sulla motivazione della sentenza; richiamata nel contesto del controllo di legittimità sulla motivazione dei giudici di merito

  • art. 628 comma terzo n.2 c.p.

    "se la violenza consiste nel porre taluno in stato di incapacità di volere o di agire"

    Interpretata nel senso che la somministrazione fraudolenta di farmaci o sostanze che cagionino incapacità integra la fattispecie aggravata della rapina (la somministrazione può costituire modalità di violenza)

  • art. 628 comma terzo n.3-bis c.p.

    Citato dalla difesa; la Corte ha valutato le questioni connesse alle aggravanti ma ha escluso motivi nuovi non proposti in appello

  • art. 624-bis c.p.

    Norma che aggrava il reato se commesso in luogo di privata dimora; la Corte ha ritenuto inammissibile la censura su tale aggravante perché non sollevata in appello

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina la condanna alle spese e l'ammenda in caso di ricorso manifestamente infondato; applicata per disporre il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

  • art. 192 comma 2 c.p.p.

    Riferimento al principio di certezza probatoria dagli indizi; la Corte ha ritenuto che l'insieme degli indizi raggiungesse la prova certa ai sensi della norma

Massime di principio

  • In Cassazione non è consentita una rivalutazione libera degli elementi di fatto: il giudice di legittimità controlla la correttezza giuridica della motivazione, non rifà le prove.
  • La cosiddetta 'doppia conforme' (motivazione del primo grado recepita dall'appello) rafforza la tenuta della valutazione probatoria e limita le censure ammissibili in Cassazione.
  • Il vizio di travisamento della prova è deducibile in Cassazione solo se si dimostra che l'elemento di fatto contestato è stato introdotto per la prima volta nella motivazione di secondo grado; altrimenti la censura è inammissibile.
  • Questioni o censure non sollevate in appello non possono essere discusse in Cassazione: occorre contestarle tempestivamente in grado di appello per conservarne la trattazione.
  • La condanna basata su un impianto indiziario è legittima quando gli indizi sono numerosi, coerenti e valutati secondo i criteri di cui all'art. 192 c.p.p.; l'assenza di un esame tossicologico non esclude automaticamente la prova se sussistono altri elementi indiziari solidi.
  • La somministrazione fraudolenta di sostanze che cagionano incapacità di volere o di agire integra la modalità di violenza prevista dall'art. 628 comma terzo n.2 c.p. e può giustificare la qualificazione come rapina aggravata.
  • Chi impugna deve formulare censure specifiche e confrontarsi con la motivazione del giudice di merito: motivi generici o alternative ricostruttive, senza contestazioni puntuali alla motivazione, sono destinati all'inammissibilità.
  • Rischio processuale: proporre ricorsi generici o basati su una diversa lettura dei fatti può comportare condanna alle spese e comminazione di sanzioni (Cassa delle ammende) per manifestata infondatezza o colpa nella proposizione del ricorso.

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