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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11200/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza territoriale tra i G.U.P. di Lanusei e di Oristano relativo a una serie di reati (associazione, plurime ipotesi di corruzione, turbativa d'asta) contestati a più persone. Il G.U.P. di Oristano aveva precedentemente dichiarato la propria incompetenza per territorio e ritenuto competente il Tribunale di Lanusei per alcune imputazioni sulla base di connessioni oggettive e teleologiche tra reati commessi in più località; il G.U.P. di Lanusei, investito della richiesta di rinvio a giudizio, ha sollevato il conflitto sostenendo che, in base alla giurisprudenza della Cassazione e al criterio di individuazione del reato più grave/di apertura dell'attività delittuosa (art. 16 c.p.p.), la competenza dovrebbe essere del Tribunale di Lanusei. La questione è stata rimessa a questa Corte per risoluzione del conflitto.

La decisione

La Corte ha rilevato l'esistenza di un conflitto negativo di competenza (due giudici rifiutano simultaneamente di conoscere dei fatti) e, analizzando il nesso di connessione teleologica tra le diverse fattispecie, ha ritenuto che non sussista un vincolo tale da far valere l'associazione o altri reati come elemento attrattivo per tutte le imputazioni. In particolare, non essendo dimostrato un nesso teleologico tra i reati relativi al bando di Tertenia/SP 28 e quelli relativi ai lotti della strada Sassari-Olbia (capo GGG), la competenza è stata attribuita al Tribunale di Lanusei, disponendo la trasmissione degli atti al G.U.P. di Lanusei.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina la procedura in caso di conflitto di competenza; la Corte risolve il conflitto negativo individuando il giudice competente

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Criterio per individuare la competenza tra giudici quando vi sono reati connessi: si considera il reato più grave o, in casi di pari gravità, può essere fatto riferimento al primo reato commesso; la Corte richiama la giurisprudenza che impiega questo criterio

  • art. 353 cod. pen. (turbativa d'asta)

    Fattispecie contestata e valutata ai fini della connessione con altri reati (turbativa commessa in Tertenia ricollegata a corruzione)

  • art. 353-bis cod. pen.

    Richiamata insieme all'art. 353 per qualificare le turbative di gara oggetto di imputazione e connessione con reati di corruzione

  • artt. 319 e 321 cod. pen. (corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e corruzione in generale)

    Reati di corruzione usati per stabilire la gravità e la localizzazione degli episodi più gravi, fondamentali per fissare la competenza territoriale

  • art. 318 cod. pen.

    Richiamato nel quadro delle fattispecie corruttive collegate alle turbative d'asta (corruzione per l'esercizio della funzione)

  • art. 319-quater cod. pen.

    Fattispecie ritenuta, in altri conflitti, come reato più grave che può determinare la competenza; menzionata dalla sentenza della Cassazione quale riferimento giurisprudenziale

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    Circostanza aggravante richiamata nelle imputazioni per giustificare la maggiore gravità di talune condotte e quindi la loro rilevanza ai fini della competenza

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma che disciplina la trattazione scritta del procedimento dinanzi alla Corte per la risoluzione del conflitto; procedura applicata nel caso

Massime di principio

  • Il conflitto negativo di competenza si risolve con riferimento all'art. 28 c.p.p.: quando due giudici rifiutano contemporaneamente di conoscere dei fatti, la Corte chiamata decide quale sia il tribunale competente e dispone la trasmissione degli atti.
  • Per i reati connessi, la determinazione della competenza territoriale segue il criterio del reato più grave o, in caso di pari gravità, del reato commesso per primo (art. 16 c.p.p. e giurisprudenza consolidata).
  • La semplice esistenza di un'associazione o di un programma criminoso non comporta automaticamente che tutti i reati ad essa collegati attraggano la competenza di un unico tribunale: è necessario dimostrare un nesso di connessione teleologica tra le singole fattispecie.
  • Quando le condotte contestate riguardano eventi che si sono svolti in località diverse, va verificato se vi sia continuità teleologica o funzionale tale da far prevalere la competenza di una sola sede; in assenza di tale nesso, la competenza resta ancorata al luogo del primo reato di maggiore gravità.
  • Le decisioni della Corte di Cassazione e dei giudici superiori sui conflitti simili sono strumenti interpretativi importanti: possono guidare la scelta del criterio (reato più grave, luogo d'inizio dell'attività delittuosa) ma non vincolano se il nesso teleologico non è provato nel caso concreto.
  • Nella pratica, per difendere o contestare la competenza territoriale occorre documentare con precisione la localizzazione temporale e geografica delle singole condotte e il rapporto funzionale tra esse (es. atti corruttivi funzionali a una turbativa specifica).

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