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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5700/2022 del 17/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello che l'aveva condannata per furto di energia elettrica (manomissione del contatore/uso di allaccio abusivo). Denuncia violazione di legge e vizio di motivazione per presunta inadeguata valutazione delle risultanze processuali e chiede il riconoscimento della causa di non punibilita prevista dall'art. 131-bis c.p. Sostiene inoltre che la manomissione sarebbe stata operata da terzi (ex compagno) e che, essendo analfabeta, non avrebbe potuto rendersi conto della diminuzione dei consumi leggendo le bollette.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le censure prevalentemente di merito e non specifiche, volte a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio invece che a contestare vizi giuridici della motivazione. La Corte ha confermato la logica della Corte d'appello: il contatore risultava manomesso e la Raiano, quale intestataria e pagatrice delle bollette nonche presente nell'abitazione, era l'unica interessata a beneficiare della minore registrazione dei consumi. Anche se la manomissione fosse stata effettuata da terzi, la ricorrente poteva esserne almeno colpevolmente ignara e quindi ritenuta responsabile per l'utilizzo dell'energia sottratta; pertanto l'aggravante della violenza sulle cose ex art. 625 c.p. si applica. Inoltre, il rimedio della non punibilita di cui all'art. 131-bis c.p. e' escluso poiche il reato e' punito con pena detentiva il cui massimo supera il limite previsto per l'applicazione della norma. Conseguentemente il ricorso e' dichiarato inammissibile ed e' condannata al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 625 c.p.

    La Corte ha ritenuto configurabile l'aggravante della violenza sulle cose anche quando la manomissione del contatore e' stata materialmente compiuta da terzi, poiche l'uso dell'allaccio abusivo da parte dell'intestatario configura il furto aggravato se l'agente ne era al corrente o lo ha ignorato per colpa

  • art. 131-bis c.p.

    La norma sulla non punibilita per particolare tenuita del fatto non e' applicabile quando il reato e' punito con pena detentiva il cui massimo supera il limite stabilito; la Corte ha escluso l'applicazione perche il reato in esame ha un massimo di pena superiore al limite previsto

  • art. 616 c.p.p.

    Articolo richiamato in relazione alla condanna per spese del procedimento e al pagamento alla cassa delle ammende per l'inammissibilita del ricorso

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non e' sede per una rinnovata valutazione del fatto: i motivi che si riducono a una rivalutazione del compendio probatorio sono inammissibili
  • Quando il contatore e' manomesso e l'intestatario e' beneficiario dell'energia, quest'ultimo puo' essere ritenuto responsabile anche se non ha materialmente manomesso il contatore, qualora conoscesse o abbia ignorato per colpa l'alterazione
  • Per ottenere il riconoscimento della non punibilita ai sensi dell'art. 131-bis c.p. e' necessario che il reato rientri nei limiti di pena previsti; se la pena massima supera il limite normativo la causa di non punibilita non si applica
  • L'ignoranza derivante da analfabetismo non e' automaticamente idonea a escludere la colpa: il giudice valuta se il soggetto, nelle concrete condizioni, poteva o doveva accorgersi dell'anomalia (es. sulla base dei consumi e dei pagamenti delle bollette)
  • Un ricorso generico che non confronta specificamente la motivazione della sentenza impugnata e i punti decisivi della decisione e' molto probabilmente dichiarato inammissibile e puo' comportare condanna per spese e ammende

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