Cassazione Penale, Ordinanza n. 31180/2025 del 17/09/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto il motivo generico e privo di specificità, perché non si confrontava con la motivazione della Corte territoriale, la quale aveva già escluso l'esistenza di modifiche del fatto concretamente rilevanti ai fini del diritto di difesa. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che lo aveva condannato per resistenza a pubblico ufficiale. L'unico motivo, ribadito anche in memoria, denunciava vizio di motivazione e lesione del diritto di difesa, assumendo la mancata corrispondenza tra il capo di imputazione e il fatto ritenuto in sentenza di condanna. La difesa sosteneva che tale discrasia avesse inciso concretamente sulla possibilità di difendersi.
Norme richiamate
art. 336 c.p.
È il reato per il quale era stata pronunciata la condanna impugnata; la sentenza non ne affronta gli elementi costitutivi, limitandosi a prendere atto del titolo di reato.
Massime di principio
- Il motivo di ricorso che deduce la violazione del diritto di difesa per asserita divergenza tra capo di imputazione e fatto accertato deve essere specifico e confrontarsi con le argomentazioni del giudice di merito.
- La mera allegazione di una mancata corrispondenza tra imputazione e decisione non è sufficiente se la sentenza di merito ha già escluso, con motivazione puntuale, modifiche del fatto concretamente idonee a comprimere il diritto di difesa.
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve in una censura generica che non si misura con la ratio decidendi della sentenza impugnata.
Come è indicizzato
Testo integrale
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