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Sentenza

Sentenza n. 1163/2026 - Milano, Sezione 2

per l'annullamento - Del diniego in data 10 giugno 2022, avente ad oggetto “Goglio Filippo e Giancarlo Società Agricola – CUAA 07517660150 2021-ADERISC-3954827 del 25/11/2021” Raccomandata n. 61861064657-3, da parte di Agea Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, Organismo Pagatore, in ordine alla richiesta di autotutela presentata dall'azienda agricola ricorrente ai sensi della Legge n. 228/2012 e - Per l'accertamento dell'obbligo di pronunciarsi, anche ai sensi dell'art. 31 c. 3 c.p.a., sulla fondatezza della pretesa della ricorrente ed ordinare all'Agea di annullare/revocare in via di autotutela il prelievo supplementare per la relativa annata con obbligo di AGEA di ricalcolare il prelievo supplementare in conformità alle statuizioni della Corte di Giustizia (Settima Sezione) del 27 giugno 2019 nella causa C 348/18, (Seconda Sezione) del 11 settembre 2019, nella causa C 46/18 e (Seconda Sezione) del 13 gennaio 2022 nella causa C-377/19. - Per l'accertamento della inesistenza del debito imputato alla ricorrente a titolo di prelievo supplementare sulle consegne di latte vaccino per la relativa annata, con ogni conseguente statuizione in merito all'iscrizione di detto debito nel Registro Nazionale dei Debiti tenuto da Agea ex art. 8 ter L. n. 33/2009. - Per dichiarare l'obbligo di Agea di provvedere in merito alle istanze di autotutela presentata dalla ricorrente. - Per il risarcimento del danno cagionato dal prelievo medio tempore operato in forza della comunicazione con la quale parte ricorrente veniva informata dei criteri di applicazione del regime delle c.d. quote latte con riferimento alla “Compensazione nazionale per il periodo oggetto dell'istanza” con obbligo di restituzione di tutte le somme indebitamente percepite a tale titolo, di ogni altro atto comunque connesso, presupposto e/o conseguente, nella parte in cui in detti atti risulta l'iscrizione delle somme indicate come dovute a carico del ricorrente, e quindi nella parte in cui detti atti, incidono nella sfera giuridica dello stesso e di tutti gli atti presupposti, conseguenti e connessi, nonché di ogni altro atto comunque connesso, presupposto o conseguente, anche se non conosciuto e/o in corso di definizione al momento della notificazione del presente atto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202202672

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di autotutela relativo alla prelievo supplementare sulle consegne di latte vaccino per la campagna lattiera 2001/2002, nonché gli atti connessi e presupposti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (organismo pagatore)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego con cui AGEA aveva respinto la richiesta di autotutela riguardante gli atti impositivi del prelievo supplementare per la campagna lattiera 2001/2002. Ha chiesto anche l'accertamento dell'obbligo di provvedere e della fondatezza della propria pretesa, l'accertamento dell'inesistenza del debito e la conseguente rettifica dell'iscrizione nel Registro Nazionale dei Debiti, oltre al risarcimento dei danni derivanti dal prelievo. Nel corso del giudizio ha prodotto una precedente sentenza del TAR Lombardia, n. 1677/2023, che aveva annullato la cartella di pagamento relativa al medesimo prelievo e alla stessa annata. Alla luce di tale sopravvenienza, la ricorrente ha dichiarato in udienza la sopravvenuta carenza di interesse al ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto che la precedente sentenza n. 1677/2023 aveva annullato la cartella di pagamento relativa al medesimo prelievo supplementare e alla stessa campagna lattiera. La sopravvenienza ha fatto venir meno l'interesse della ricorrente alla decisione sulle domande proposte, come riconosciuto dalla stessa parte. Le spese sono state dichiarate irripetibili, poiché AGEA non si era costituita in giudizio.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    La ricorrente lo aveva richiamato per chiedere l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di pronunciarsi e della fondatezza della pretesa; la sentenza non ne esamina nel merito l'applicazione.

  • art. 8-ter l. 33/2009

    La ricorrente lo aveva richiamato in relazione all'iscrizione del debito nel Registro Nazionale dei Debiti; la sentenza non affronta nel merito la legittimità di tale iscrizione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    È richiamato quale disposizione processuale relativa alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; non costituisce ratio decidendi della pronuncia.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nel corso del giudizio, intervenga un provvedimento giurisdizionale o amministrativo che elimini l'atto lesivo o faccia venir meno l'utilità concreta e attuale della decisione, e tale sopravvenienza sia riconosciuta dalla parte ricorrente.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche sulla base della dichiarazione resa in udienza dalla parte ricorrente, quando essa sia coerente con una sopravvenienza documentata agli atti e renda non più utile la pronuncia sul merito.

Come è indicizzato

MaterieRevoca e recupero dei contributiEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiContributi e finanziamenti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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