Cassazione Penale, Sentenza n. 42233/2023 del 17/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna la sentenza che aveva confermato la condanna (6 mesi e 15 giorni di reclusione e 10.500 euro di multa, con riconoscimento della continuazione e attenuanti equivalenti alla recidiva) per il trasporto di rifiuti non pericolosi (art. 6, lett. d), legge n.210/2008) e per il porto di un coltello a serramanico (art. 4 legge n.110/1975). Il ricorso per cassazione articolava due motivi principali: (1) pretesa utilizzazione delle dichiarazioni del coimputato Salvatore Arizzi rese senza gli avvisi previsti dall'art.64 c.p.p., con conseguente inutilizzabilità delle stesse; (2) vizio di violazione di legge perché il fatto sarebbe stato occasionale (un unico trasporto) e il ricorrente non sarebbe stato il proprietario del furgone, quindi mancherebbe la continuità/abitualità richiesta per la rilevanza penale secondo la difesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata: la condanna era basata sulle dichiarazioni degli agenti di polizia giudiziaria e sull'interrogatorio dell'imputato; le dichiarazioni del coimputato Arizzi non sono state utilizzate per la condanna e quindi l'eccezione relativa all'art.64 c.p.p. riguardava un fatto processuale inesistente. Sul secondo motivo la Corte ha rilevato l'inammissibilità ai sensi dell'art.606, comma 3, c.p.p., perché la questione di presunta occasionalità/non proprietà del furgone non era stata dedotta in appello, e dunque non poteva essere proposta in cassazione. In motivazione la Corte ha inoltre richiamato l'orientamento giurisprudenziale secondo cui il delitto previsto dall'art.6, comma 1, lett. d) del d.l. n.172/2008 (conv. in legge n.210/2008) è reato istantaneo e si integra con un unico trasporto abusivo di rifiuti. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare alla Cassa delle Ammende la somma di euro 3.000,00.
Norme richiamate
art. 64 cod. proc. pen.
Norma sugli avvisi da fornire al coimputato per poterlo sentire come testimone: qui le dichiarazioni del coimputato non sono state utilizzate per la condanna, pertanto l'eccezione non ha rilievo.
art. 6, lett. d), d.l. 6 novembre 2008 n.172 (conv. in legge n.210/2008)
Norma speciale applicabile nelle zone di emergenza rifiuti: interpretata come reato istantaneo la cui integrazione si realizza con un unico trasporto abusivo; non è richiesto un comportamento stabile o continuativo.
art. 4 legge n.110/1975
Prevede la contravvenzione per il porto di armi bianche come il coltello a serramanico; utilizzata per contestare il porto del coltello in concreto.
art. 256, comma 1, d.lgs. 3 aprile 2006 n.152
Norma ordinaria in materia di reati ambientali (disciplina generale sul trasporto illecito di rifiuti); la Corte ha richiamato l'omologo contrasto tra norma ordinaria e norma emergenziale.
art. 606, comma 3, cod. proc. pen.
Impedisce la proposizione in cassazione di questioni non dedotte in appello; qui è stata usata per escludere il secondo motivo (occasionale proprietario del furgone) perché non sollevato in sede di appello.
artt. 609 e 606 cod. proc. pen. (coordinamento)
Lettura coordinata impedisce di utilizzare la cassazione per aggirare la mancanza di deduzioni in appello; finalità di evitare annullamenti per punti mai sottoposti al controllo del giudice d'appello.
art. 616 cod. proc. pen.
Consente la condanna alle spese del procedimento in caso di inammissibilità del ricorso; qui applicata con la condanna al pagamento delle spese e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Massime di principio
- Le dichiarazioni di un coimputato sono utilizzabili solo se acquisite nel rispetto delle garanzie procedurali (art.64 c.p.p.); tuttavia, se tali dichiarazioni non sono state effettivamente utilizzate ai fini della decisione, il loro vizio non comporta automaticamente l'annullamento.
- In Cassazione non possono essere sollevate questioni che non siano state dedotte in appello: chi intende far valere un vizio di diritto deve proporlo già in appello, altrimenti il motivo è inammissibile ai sensi dell'art.606, comma 3, c.p.p.
- Per i reati previsti dalla normativa emergenziale sui rifiuti (art.6 lett. d) d.l. 172/2008 conv. in legge n.210/2008) la giurisprudenza prevalente considera sufficiente un unico trasporto abusivo per integrare il reato; quindi la tesi della "occasionalità" può non essere idonea a escludere la rilevanza penale.
- La qualità di proprietario del mezzo non è necessariamente determinante per la responsabilità per il trasporto illecito di rifiuti: va valutata la partecipazione materiale e il ruolo effettivo nel trasporto.
- La Cassazione non riesamina i fatti e le valutazioni probatorie già compiute se il ricorso è inammissibile; per ottenere una revisione è necessario fondare motivi ammissibili e tempestivi nelle sedi precedenti.
- In caso di ricorso infondato o inammissibile, il rischio di condanna per spese e somme a favore della Cassa delle Ammende è concreto; valutare la fondatezza e la tempestività dei motivi prima di proporre ricorso in cassazione.
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