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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47628/2023 del 28/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione deducente violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla ritenuta responsabilità concorsuale nel reato di riciclaggio. Il ricorrente contestava che la sua mera presenza come passeggero in un'autovettura trovata nelle immediate vicinanze dell'autocarro rubato, senza ulteriori collegamenti con il furgone, non poteva fondare il concorso nel reato di riciclaggio; richiamava inoltre una sentenza definitiva di assoluzione nei confronti di due coimputati nel procedimento parallelo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso in parte. Pur confermando che la motivazione dei giudici di merito (Tribunale e Corte d'appello) evidenziava elementi in fatto quali la vicinanza dei mezzi e il comportamento degli occupanti volto a recuperare l'autista fuggito, tali elementi sono stati ritenuti idonei a provare al massimo il concorso nella ricettazione dell'autocarro e non le specifiche operazioni di occultamento della provenienza del bene richieste per il reato di riciclaggio. Il fatto è stato quindi riqualificato in ricettazione ex art. 648 c.p.; essendo il reato commesso nel periodo indicato nel capo di imputazione, la Corte ha dichiarato intervenuta la prescrizione alla data rilevante (tenuto conto della sospensione dei termini processuali), annullando la sentenza impugnata senza rinvio per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    La norma è stata interpretata come più adeguata rispetto alla qualificazione in riciclaggio: la condotta accertata (compresenza nei pressi del mezzo rubato e disponibilità a recuperare l'autista) è riconducibile alla ricettazione ma non alla più grave fattispecie del riciclaggio, che richiede specifiche operazioni dirette a ostacolare l'identificazione della provenienza del bene.

  • giurisprudenza consolidata (principio di integrazione delle motivazioni tra primo e secondo grado)

    Il principio richiamato stabilisce che le motivazioni della sentenza di primo grado e di appello si integrano e vanno valutate congiuntamente per verificare la congruità del giudizio di merito; la Corte ha applicato tale principio per ritenere univoca la ricostruzione fattuale usata dai giudici di merito.

Massime di principio

  • La mera presenza di una persona come passeggero in un veicolo vicino a un bene di provenienza illecita non è di per sé sufficiente a integrare il concorso nel reato di riciclaggio: per il riciclaggio è necessaria la prova di operazioni concrete volte a ostacolare l'identificazione della provenienza del bene (es. alterazione del telaio, false targhe, documentazione falsificata).
  • Se non emergono elementi probatori diretti delle attività di occultamento, la condotta può essere più adeguatamente qualificata come ricettazione (art. 648 c.p.), che richiede una diversa valutazione giuridica e temporale (anche ai fini della prescrizione).
  • Gli imputati che contestano la partecipazione a fatti collegati a un bene rubato dovrebbero fornire una ricostruzione alternativa e circostanziata della loro presenza e delle loro attività per contrastare i riferimenti contestuali (localizzazione, comportamenti osservati dalle forze dell'ordine).
  • La prescrizione può estinguere il reato anche dopo la riqualificazione della condotta; è quindi essenziale calcolare i termini e considerare eventuali sospensioni procedurali quando si valuta l'esito di un ricorso.
  • La motivazione congiunta di primo e secondo grado costituisce un unico corpo argomentativo: le decisioni vanno valutate nel loro complesso, e le censure rivolte alla sentenza d'appello devono tener conto delle ragioni già espresse dal giudice di primo grado.

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