Sentenza n. 2270/2026 - Palermo, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Questura di Palermo del 20 marzo 2025, notificato il 9 aprile 2025, con cui era stata rigettata l'istanza di rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 22, comma 11, del d.lgs. n. 286/1998, degli artt. 36 e 37 del d.P.R. n. 394/1999, dell'art. 8 della Convenzione O.I.L., dell'art. 20 del d.lgs. n. 30/2007, degli artt. 4, comma 3, e 18-bis, comma 4-bis, del d.lgs. n. 286/1998 e dell'art. 5, comma 5, del medesimo decreto legislativo. Ha inoltre contestato l'assenza di pericolosità sociale, deducendo eccesso di potere, difetto di istruttoria, illogicità, travisamento dei fatti e difetto di motivazione. Nel corso del giudizio ha rinunciato alla domanda cautelare e, con memoria depositata il 22 luglio 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione poiché nelle more aveva ottenuto il rilascio di altro titolo di soggiorno.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che l'ottenimento di un diverso titolo di soggiorno aveva fatto venir meno l'interesse del ricorrente alla decisione sull'impugnazione del diniego del permesso per attesa occupazione. Il giudice non ha esaminato nel merito i vizi dedotti contro il provvedimento questorile. Le spese di lite sono state compensate in ragione della non particolare complessità delle questioni trattate.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
allorché nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione del ricorso, il giudice deve dichiararne l'improcedibilità
L'ottenimento, nelle more del giudizio, di un diverso titolo di soggiorno determina il venir meno dell'interesse attuale alla decisione sull'impugnazione del precedente diniego e impone la dichiarazione di improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato dal giudice insieme all'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. nel definire il giudizio.
art. 22, comma 11, d.lgs. n. 286/1998
Indicato dal ricorrente quale parametro asseritamente violato dal diniego del permesso di soggiorno per attesa occupazione; la questione non è stata esaminata nel merito.
artt. 36 e 37 d.P.R. n. 394/1999
Indicati dal ricorrente quali ulteriori parametri di legittimità del provvedimento impugnato; la questione non è stata esaminata nel merito.
art. 8 Convenzione O.I.L.
Invocato dal ricorrente a sostegno dell'illegittimità del diniego; la relativa censura non è stata esaminata per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 20 d.lgs. n. 30/2007
Invocato dal ricorrente a sostegno delle proprie doglianze; la relativa censura non è stata esaminata nel merito.
artt. 4, comma 3, e 18-bis, comma 4-bis, d.lgs. n. 286/1998
Indicati dal ricorrente quali norme violate dal provvedimento questorile; il giudice non ne ha valutato l'applicazione.
art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998
Invocato dal ricorrente quale parametro di legittimità del diniego; la censura è rimasta assorbita dalla dichiarazione di improcedibilità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio, il ricorrente ottiene un diverso titolo amministrativo che rende non più utile la decisione sull'impugnazione del precedente diniego, viene meno l'interesse attuale alla pronuncia e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l'esame dei motivi di merito dedotti contro il provvedimento impugnato, salvo che permanga uno specifico interesse alla decisione.
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