Sentenza n. 714/2026 - Milano, Sezione 2
PER L'ACCERTAMENTO E/O LA DECLARATORIA del diritto della Ricorrente ad accedere, anche tramite estrazione di copia, a tutti gli atti delle pratiche edilizie (fra cui le p.e. prot. nn. 29132/2023 - 322729/2023 - 387825/2023 - 395948/2023 - 429132/2023), relative alla riqualificazione con cambio d'uso a residenziale delle unità immobiliari in Milano, Via Visconti di Modrone n. 28 - piano ammezzato/piano seminterrato, ivi compresi il relativo rapporto istruttorio completo e il/i parere/ reso/i dall'ATS - Azienda Tutela della Salute di Milano, con conseguente CONDANNA nei confronti del Comune di Milano alla loro ostensione; nonché, ove occorra, PER L'ANNULLAMENTO del diniego all'accesso agli atti che fosse eventualmente opposto dal Comune di Milano.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego o omessa ostensione di documenti relativi a pratiche edilizie per la riqualificazione con cambio d'uso a residenziale di unità immobiliari
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto di accesso, anche mediante estrazione di copia, agli atti di alcune pratiche edilizie relative a immobili siti in Milano, inclusi il rapporto istruttorio completo e i pareri dell'ATS, nonché, ove necessario, l'annullamento dell'eventuale diniego opposto dal Comune. Prima dell'udienza camerale, il Comune ha depositato il parere negativo dell'ATS del 9/10 maggio 2023, individuato come l'ultimo documento di cui la ricorrente lamentava l'omessa ostensione. All'udienza del 12 febbraio 2026 la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), e dell'art. 84, ultimo comma, c.p.a., poiché l'amministrazione aveva prodotto l'ultimo documento richiesto e la ricorrente aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate in ragione del particolare andamento della controversia. Il contributo unificato è stato posto a carico del Comune, quale parte virtualmente soccombente, ai sensi dell'art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.
Il ricorso è dichiarato improcedibile quando sopravviene una causa che determina il venir meno dell'interesse alla decisione.
art. 84, ultimo comma, c.p.a.
La dichiarazione della parte circa il sopravvenuto venir meno dell'interesse alla decisione rileva ai fini della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002
Il contributo unificato è posto a carico della parte virtualmente soccombente, anche quando le spese di lite sono compensate.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio sull'accesso, l'amministrazione ostende l'ultimo documento richiesto e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta ostensione dei documenti richiesti può determinare l'improcedibilità della domanda di accesso, senza necessità di una decisione sul diritto di accesso o sulla legittimità dell'originario diniego o dell'omessa ostensione.
- La compensazione delle spese di lite non impedisce che il contributo unificato sia posto a carico dell'amministrazione quale parte virtualmente soccombente.
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