L.R. Piemonte 13/2019
Disposizioni in materia di promozione e valorizzazione della famiglia e della genitorialita' in ambito regionale. Modifiche alle leggi regionali 8 gennaio 2004, n. 1 (Norme per la realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali e riordino della legislazione di riferimento) e 15 gennaio 1973, n. 3 (Criteri generali per la costruzione, l'impianto, la gestione ed il controllo degli asili-nido comunali costruiti e gestiti con il concorso dello Stato di cui alla Legge 6 dicembre 1971, n. 1044 e con quello della Regione).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale del Piemonte rafforza la disciplina sulle politiche familiari: riconosce la famiglia come ambito centrale di intervento, promuove natalità e genitorialità, istituisce e coordina i Centri per le famiglie e una Consulta regionale, e aggiorna norme su asili nido e servizi sociali. Non prevede nuovi oneri per il bilancio regionale.
Promozione e valorizzazione della famiglia e della genitorialità in Piemonte
Promozione e valorizzazione della famiglia e della genitorialità in Piemonte
La legge regionale rafforza il quadro delle politiche familiari della Regione Piemonte, integrando la disciplina dei servizi sociali e degli asili nido con nuovi strumenti di coordinamento, partecipazione e sostegno alle famiglie e alla genitorialità. L’intervento è rivolto esclusivamente al territorio regionale piemontese.
Finalità generali e ruolo della Regione
La Regione riconosce la famiglia come soggetto fondamentale per la formazione e la cura delle persone e come riferimento unitario per interventi in materia di salute, educazione, sviluppo culturale e sicurezza sociale. Promuove la genitorialità e la natalità anche attraverso strumenti di sostegno alle politiche familiari e persegue un ruolo di coordinamento delle politiche settoriali, al fine di costruire un sistema integrato di interventi strutturali a favore delle famiglie.
Politiche strutturali per le famiglie
La disciplina regionale orienta l’azione pubblica verso politiche organiche e intersettoriali dirette a:
- valorizzare la funzione sociale ed educativa delle famiglie;
- sostenere natalità e genitorialità;
- favorire la formazione di nuove famiglie e l’autonomia delle giovani generazioni, anche mediante politiche lavorative e abitative e attraverso il fondo sociale per gli affitti;
- promuovere la corresponsabilità paritaria dei genitori e l’equa distribuzione dei carichi familiari, anche nei casi di separazione;
- sostenere servizi aziendali e interaziendali a supporto delle famiglie;
- favorire la solidarietà e l’assistenza tra familiari e tra generazioni, anche tramite coprogettazione di interventi domiciliari;
- promuovere informazione e formazione per famiglie e genitori;
- coinvolgere enti locali, soggetti lucrativi e non lucrativi nella pianificazione, gestione e valutazione delle politiche familiari;
- sviluppare una fiscalità più attenta ai bisogni familiari;
- sostenere i genitori in situazione di vulnerabilità per migliorare le competenze educative e prevenire l’allontanamento dei minori.
Centri per le famiglie
La Regione promuove e incentiva l’istituzione dei Centri per le famiglie, nell’ambito degli enti gestori dei servizi socio-assistenziali e in raccordo con i consultori familiari. I Centri sono chiamati a:
- organizzare attività di aggregazione familiare;
- promuovere formazione ed educazione alla genitorialità;
- informare su diritti e servizi presenti sul territorio;
- favorire iniziative sociali e di mutuo aiuto;
- rendere più accessibili i servizi a cittadini e famiglie;
- sostenere l’azione amministrativa pubblica in ambito familiare.
I Centri si inseriscono nella rete territoriale dei servizi e collaborano con il sistema educativo dell’infanzia, in particolare con micro-nidi, nidi d’infanzia, scuole dell’infanzia e ludoteche, favorendo anche contiguità e condivisione di spazi. Svolgono attività di sostegno alla genitorialità, consulenza, mediazione familiare, prevenzione del disagio e contrasto della conflittualità genitoriale, coordinandosi con consultori, ASL, servizi per le tossicodipendenze, scuola e terzo settore.
Coordinamento regionale e Albo delle associazioni familiari
È istituito il Coordinamento regionale dei centri per le famiglie, con funzioni di coordinamento, formazione, valutazione e proposta sulle attività dei Centri. La Giunta regionale ne definisce composizione e funzionamento con proprio provvedimento, sentita la commissione consiliare competente.
La Giunta istituisce inoltre l’Albo delle associazioni familiari, rivolto ai soggetti del Terzo settore che operano nel territorio regionale con iniziative di mutuo aiuto per cura, custodia e assistenza familiare.
Consulta regionale per le famiglie
Presso l’assessorato competente in materia di politiche sociali è istituita la Consulta regionale per le famiglie, con durata coincidente con la legislatura regionale. Ne fanno parte:
- il Presidente della Giunta regionale o un delegato, con funzioni di presidente;
- cinque rappresentanti delle associazioni familiari e del Terzo settore;
- tre rappresentanti del Coordinamento regionale dei centri per le famiglie;
- il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza.
Possono inoltre partecipare, su designazione dei rispettivi enti, rappresentanti dell’Università di Torino, del Politecnico e dell’Università del Piemonte orientale. La Consulta formula proposte e pareri sugli atti di programmazione con impatto sulle politiche familiari, monitora l’efficacia delle politiche regionali e locali, esprime parere obbligatorio su proposte legislative e regolamentari in materia familiare e promuove iniziative di interesse. La partecipazione è gratuita e non comporta oneri per il bilancio regionale.
Conciliazione tra tempi di cura, lavoro e città
La Regione promuove iniziative per conciliare tempi familiari, servizi e lavoro. In particolare incentiva:
- la riorganizzazione di servizi pubblici e privati convenzionati per aumentarne la flessibilità e coordinare gli orari;
- iniziative sperimentali tra organizzazioni imprenditoriali e sindacali per forme di lavoro compatibili con i tempi di vita;
- le banche del tempo e altre iniziative per armonizzare i tempi delle città con quelli di cura;
- l’uso di procedure telematiche per migliorare la fruizione dei servizi online rivolti alle famiglie.
Modifiche alla disciplina degli asili nido
La legge aggiorna anche la normativa regionale sugli asili nido comunali. L’ubicazione degli asili deve essere, per quanto possibile, vicino agli altri servizi sociali, con particolare riguardo ai Centri per le famiglie e ai servizi di istruzione per l’infanzia in età prescolare.
Viene inoltre rafforzato il raccordo con le associazioni familiari operanti sul territorio, prevedendo collaborazione con l’Albo delle associazioni familiari. Nei comitati di gestione degli asili nido deve essere garantita, se presente, la presenza di almeno un rappresentante del Centro per la famiglia.
Regime finanziario
La legge contiene una clausola di invarianza finanziaria: non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale del documento, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Normativa regionale
- Legge · 5 apr 2019L.R. Piemonte 14/2019
- Legge · 5 apr 2019L.R. Piemonte 12/2019
- Legge · 9 apr 2019L.R. Piemonte 15/2019
- Legge · 9 apr 2019L.R. Piemonte 16/2019
- Legge · 9 apr 2019L.R. Piemonte 17/2019
- Legge · 9 apr 2019L.R. Piemonte 18/2019
Cerchi altro? Cerca gratis in Normativa regionale →