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Legge

L.R. Piemonte 12/2019

Modifiche alla legge regionale 14 ottobre 2008, n. 30 (Norme per la tutela della salute, il risanamento dell'ambiente, la bonifica e lo smaltimento dell'amianto).

Normativa regionaleL.R. Piemonte 12/2019

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la l.r. 30/2008 su tutela, bonifica e smaltimento dell’amianto: sostituisce un riferimento all’ISPESL con INAIL, introduce linee guida su siti estrattivi inattivi e metodi alternativi di recupero, nuovi criteri per impianti e compensazioni, rafforza l’informazione ai cittadini e disciplina la mappatura dell’amianto nelle reti acquedottistiche. Nessun nuovo onere finanziario.

Modifiche alla disciplina regionale sull’amianto

Modifiche alla disciplina regionale sull’amianto

La legge regionale 12/2019 interviene sulla l.r. 30/2008 in materia di tutela della salute, risanamento ambientale, bonifica e smaltimento dell’amianto. La disciplina risultante rafforza la programmazione regionale, l’informazione alla popolazione e la mappatura delle infrastrutture interessate, con effetti limitati al territorio regionale.

Aggiornamenti dei riferimenti e indirizzi per la gestione dei rifiuti contenenti amianto

Viene aggiornato il riferimento normativo da ISPESL a INAIL nell’ambito delle disposizioni regionali sull’amianto. La Regione è inoltre chiamata a promuovere, tramite linee guida:

  • l’impiego di siti estrattivi inattivi, prioritariamente sotterranei, per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti contenenti amianto;
  • metodi alternativi allo smaltimento in discarica, mediante sperimentazione di nuove tecniche di recupero in sicurezza, in coerenza con i principi comunitari delle migliori tecniche disponibili e con le innovazioni della ricerca scientifica.

Criteri regionali per impianti e compensazioni territoriali

La Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente, deve definire:

  • i criteri ambientali per la localizzazione, su scala ampia, di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti contenenti amianto;
  • i criteri per la definizione di compensazioni a favore dei territori che ospitano tali impianti, anche quando siano utilizzate metodologie alternative alla discarica.

La Regione è inoltre chiamata a collaborare con strutture accademiche, in raccordo con il Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto e con l’ARPA, per valutare efficienza, applicabilità e sostenibilità ambientale ed economica delle tecnologie alternative allo smaltimento in discarica.

Informazione alla popolazione e sportelli amianto

La Giunta regionale indirizza e coordina l’attivazione di sportelli amianto presso i comuni, privilegiando sportelli a valenza sovracomunale gestiti in forma associata. A supporto di tale attività può disporre contributi regionali, definendone entità, criteri e modalità di erogazione con apposito provvedimento e previa informazione della commissione consiliare competente.

I comuni, sulla base delle indicazioni regionali, in collaborazione con le ASL e in raccordo con il Centro regionale amianto, promuovono iniziative di informazione e coinvolgimento della popolazione sulle problematiche connesse alla presenza di amianto.

Amianto nelle infrastrutture della rete acquedottistica

La disciplina regionale estende l’attenzione alle infrastrutture del sistema acquedottistico. La Giunta regionale deve definire linee guida per il prelievo e l’analisi delle acque al fine di ricercare fibre di amianto.

I piani d’ambito devono contenere la ricognizione delle infrastrutture con le informazioni sulla presenza di tubazioni e altri manufatti contenenti amianto. Inoltre, nell’ambito della mappatura regionale, la Regione acquisisce, aggiorna e pubblica online i dati sulla lunghezza complessiva delle tubazioni contenenti amianto censite nella rete acquedottistica e sulla loro incidenza percentuale rispetto alle tubazioni in altri materiali.

Regime finanziario

L’attuazione delle nuove misure non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Gli interventi, le linee guida e le altre misure previste sono finanziati con le risorse già disciplinate dall’ordinamento regionale, nei limiti degli stanziamenti destinati alla l.r. 30/2008.

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