L.R. Piemonte 17/2019
Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Piemonte n. 17/2019 promuove partecipazione sociale, autonomia, salute, formazione, volontariato e inclusione delle persone anziane, definendone ambiti di intervento, rete di soggetti attuatori, Piano triennale per l’invecchiamento attivo, tavolo di confronto e Cabina di regia. Prevede la Giornata regionale del 22 aprile e stabilisce l’invarianza finanziaria.
Promozione dell'invecchiamento attivo in Piemonte
Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo
La legge disciplina in Piemonte un insieme coordinato di politiche e interventi per valorizzare il ruolo delle persone anziane e favorirne partecipazione, autonomia, salute e inclusione nella vita sociale, civile, economica e culturale. L'impianto è fondato su programmazione regionale, reti territoriali di soggetti pubblici e privati, monitoraggio periodico e strumenti di coordinamento stabile.
Principi, finalità e definizioni
La Regione promuove l'invecchiamento attivo in coerenza con i principi europei, contrastando esclusione e discriminazione e sostenendo un invecchiamento sano e dignitoso. Le azioni regionali mirano a:
- mantenere o potenziare l'autonomia delle persone anziane;
- sostenere salute psico-fisica e relazioni personali;
- valorizzare esperienze professionali, formative e umane;
- integrare politiche di salute, sociale, lavoro, formazione, cultura, turismo sociale, sport, volontariato e impegno civile.
Ai fini della legge:
- sono persone anziane coloro che hanno compiuto almeno 65 anni;
- l'invecchiamento è considerato come processo dell'intero arco della vita;
- l'invecchiamento attivo è il percorso di aggiornamento del progetto di vita, con attenzione a salute, sicurezza e partecipazione sociale.
Programmazione regionale e reti territoriali
La Regione persegue le finalità della legge mediante la programmazione regionale di settore, promuovendo iniziative territoriali in materia di prevenzione, formazione permanente, cultura e turismo sociale, volontariato, sport e tempo libero, con attenzione al benessere e ai corretti stili di vita. L'azione regionale si svolge in raccordo con Città metropolitana di Torino, province, comuni, aziende sanitarie, enti gestori socio-assistenziali, enti del terzo settore e organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative.
La Giunta regionale adotta atti di indirizzo per l'applicazione del Piano per l'invecchiamento attivo e può promuovere misure inserite nella programmazione di accesso a fondi strutturali, europei e di investimento, comprese le strategie per le aree interne e per l'innovazione sociale.
Soggetti attuatori e reti di supporto
La Regione sostiene la partecipazione delle persone anziane alle iniziative attuative della legge attraverso reti di supporto territoriali integrate e coordinate. Vi rientrano:
- comuni, province e Città metropolitana di Torino;
- aziende sanitarie e di servizi alle persone;
- strutture residenziali;
- istituzioni scolastiche e universitarie e organismi di formazione accreditati;
- associazioni e organizzazioni di rappresentanza delle persone anziane;
- associazioni di tutela dei consumatori e degli utenti;
- enti, fondazioni, associazioni senza scopo di lucro, cooperazione e impresa sociale, università della terza età, enti del terzo settore e soggetti privati operanti negli ambiti della legge.
La Regione fornisce indirizzi per la realizzazione degli interventi e individua livelli di governance e percorsi operativi per rendere efficace la collaborazione nella rete.
Partecipazione attiva, volontariato e cittadinanza responsabile
La legge incentiva la partecipazione delle persone anziane alla vita di comunità tramite volontariato, associazionismo e ruoli di cittadinanza attiva. L'impegno nella comunità può concretizzarsi in progetti sociali, anche sperimentali e innovativi, finalizzati al benessere collettivo e valutati in via prioritaria.
Sono inoltre previsti interventi per valorizzare l'impiego sociale delle persone anziane attraverso progetti inseriti nella programmazione sociale territoriale. Per tali attività può essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute, tramite associazioni di volontariato o di promozione sociale iscritte nel Registro del terzo settore.
Le attività di volontariato civico possono comprendere, tra le altre:
- accompagnamento di persone non autosufficienti per prestazioni socio-assistenziali e socio-sanitarie;
- supporto nei percorsi formativi tra scuola e lavoro;
- sorveglianza e animazione in scuole, mense, biblioteche, mostre e spazi aggregativi, con esclusione della custodia dei beni o della sorveglianza dei luoghi;
- iniziative per far conoscere e mantenere le tradizioni di artigianato locale;
- assistenza a minori, anziani e disabili a supporto dei servizi sociali;
- assistenza sociale e culturale in ospedali e carceri;
- interventi ecologici stagionali o straordinari;
- campagne di solidarietà sociale e banche del tempo.
La Regione sostiene anche progetti sperimentali o convenzioni tra enti pubblici e terzo settore per sviluppare il volontariato civico degli anziani nel rispetto delle norme di settore.
Politiche familiari e sostegno alla domiciliarità
Le famiglie sono riconosciute come risorsa fondamentale delle politiche di invecchiamento attivo. La Regione promuove azioni integrate per sostenere le famiglie e garantire alla persona anziana una migliore qualità della vita e la permanenza nel proprio contesto domiciliare.
Per le persone anziane che vivono sole, la Giunta regionale promuove azioni specifiche per assicurare qualità della vita, domiciliarità e partecipazione alla comunità. È favorita anche la sperimentazione di forme di reciproco supporto tra famiglie in difficoltà nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Formazione permanente, trasferimento dei saperi e alfabetizzazione digitale
La partecipazione delle persone anziane a processi educativi, ricreativi e formativi lungo tutto l'arco della vita è considerata centrale per l'invecchiamento attivo. La Regione:
- incentiva la formazione inter e intragenerazionale tra culture differenti e valorizza la differenza di genere;
- sostiene le università della terza età;
- valorizza le esperienze professionali acquisite, anche con imprese e sindacati, favorendo la trasmissione dei saperi ai giovani;
- sostiene la formazione continua di chi opera con le persone anziane.
Sono previsti protocolli operativi con scuole e agenzie formative per progetti in cui le persone anziane mettono a disposizione il proprio tempo per tramandare mestieri, talenti ed esperienze.
La Regione sostiene inoltre percorsi formativi per:
- promuovere impegno civico e cittadinanza attiva;
- favorire l'accesso alle tecnologie digitali e l'alfabetizzazione informatica;
- promuovere corretti stili di vita, consumo consapevole e gestione del risparmio;
- perseguire sicurezza stradale e domestica;
- favorire attività fisica e contrastare la sedentarietà;
- prevenire e contrastare gioco d'azzardo patologico e shopping compulsivo;
- formare persone anziane che si occupano di nipoti o bambini di una rete di vicini, a supporto della conciliazione familiare;
- offrire strumenti di approfondimento culturale sui temi sociali, economici, storici, culturali e artistici.
Completamento della vita lavorativa
Nel rispetto della normativa vigente e in accordo con rappresentanze sindacali e datoriali, la Regione favorisce interventi sociali che agevolano il completamento della vita lavorativa, la preparazione al pensionamento e il trasferimento delle competenze ai lavoratori più giovani.
Prevenzione, benessere, salute e domiciliarità
La Regione promuove azioni per prevenire processi invalidanti fisici e psicologici, sostenendo stili di vita sani e educazione motoria e fisica. Nell'ambito del Piano regionale di prevenzione e della lotta alla cronicità, può promuovere protocolli operativi tra enti locali, aziende sanitarie e organizzazioni di volontariato e promozione sociale.
Per contrastare isolamento e ospedalizzazione, la Regione sostiene la permanenza della persona anziana nel contesto familiare e territoriale e la vita di relazione attiva, anche mediante la diffusione di centri sociali e luoghi di incontro, socializzazione e partecipazione. Favorisce inoltre strumenti di prossimità e socialità che facilitino l'accesso alle informazioni su servizi, interventi e azioni sociali presenti sul territorio regionale.
Sono promosse anche politiche di welfare orientate al superamento di logiche assistenzialistiche, politiche sociali per la domiciliarità e politiche sanitarie attraverso lo sviluppo della telemedicina.
Cultura, tempo libero e turismo sociale
La Regione favorisce la partecipazione delle persone anziane ad attività culturali, ricreative e sportive, riconoscendo il ruolo di enti locali, terzo settore e associazioni di riferimento. L'obiettivo è sviluppare relazioni solidali e senso di appartenenza alla comunità, anche per favorire la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale del Piemonte.
Sono inoltre sostenute iniziative di turismo sociale, con facilitazioni di accesso a teatro, cinema, mostre e musei per le persone anziane in difficoltà economica, valorizzando al tempo stesso il patrimonio di conoscenze e l'impegno delle persone anziane per promuovere storia, cultura e tradizioni piemontesi.
Gestione gratuita di terreni comunali
I comuni possono affidare gratuitamente a persone anziane, singole o associate, la gestione di terreni comunali per attività di giardinaggio, orticoltura e cura dell'ambiente naturale. Sono gli stessi comuni a definire modalità e criteri di affidamento.
Piano per l'invecchiamento attivo
Entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale il Piano per l'invecchiamento attivo (PIA). Il Piano:
- ha durata triennale;
- integra e coordina politiche e risorse regionali relative agli interventi e servizi della legge;
- è approvato con deliberazione del Consiglio regionale.
Prima della presentazione, la Giunta può consultare organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, aziende sanitarie, enti gestori dei servizi socio-assistenziali, centri di servizio per il volontariato, uffici scolastici regionali e provinciali, università piemontesi, rappresentanti del terzo settore e medici di medicina generale.
Gli assessori competenti in politiche sociali e formazione professionale coordinano l'attuazione delle azioni previste dal PIA, avvalendosi del tavolo di confronto.
Tavolo di confronto e Cabina di regia
La Regione istituisce un tavolo di lavoro permanente sul tema dell'invecchiamento attivo con autonomie locali, associazioni a tutela delle persone anziane e organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. La Giunta ne individua componenti e modalità di funzionamento. Il tavolo può avvalersi, per questioni specifiche, di soggetti pubblici o privati esperti, previo accordo. La partecipazione è gratuita.
Presso la Giunta regionale è istituita anche una Cabina di regia con funzioni consultive e propositive. Ne fanno parte, previa intesa, l'assessore alle politiche sociali che la presiede o un suo delegato, gli assessori competenti negli ambiti di intervento, i direttori delle strutture regionali competenti, le rappresentanze dei soggetti consultati per il PIA e i rappresentanti delle associazioni degli enti locali. Possono essere invitati esperti esterni.
Entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, la Giunta disciplina organizzazione e funzionamento della Cabina. Essa si riunisce periodicamente per:
- monitorare l'attuazione della legge e proporre progetti;
- fornire consulenza agli operatori pubblici coinvolti;
- promuovere iniziative di sensibilizzazione.
La Cabina relaziona annualmente alla commissione consiliare competente. Anche qui, la partecipazione è gratuita.
Clausola valutativa e monitoraggio
La Giunta regionale riferisce periodicamente al Consiglio regionale sull'attuazione della legge e sui risultati ottenuti. In particolare, avvalendosi anche delle relazioni della Cabina di regia, presenta una relazione:
- decorsi due anni dall'entrata in vigore della legge;
- successivamente almeno 90 giorni prima della presentazione di ciascun PIA;
- in ogni caso almeno 90 giorni prima della scadenza del periodo di validità del PIA.
La relazione deve descrivere:
- stato di attuazione e criticità;
- modalità di funzionamento delle reti di supporto;
- interventi realizzati e avviati per ciascun ambito e livello di coinvolgimento delle persone anziane;
- effetti finanziari, anche in termini di minori entrate;
- nella relazione successiva alla prima, anche il contributo delle politiche alla salute, autonomia e inclusione sociale delle persone anziane.
Le relazioni sono rese pubbliche e i soggetti pubblici e privati coinvolti devono fornire le informazioni necessarie.
Giornata regionale per l'invecchiamento attivo
È istituita la Giornata regionale per l'invecchiamento attivo il 22 aprile di ogni anno, in coincidenza con la nascita di Rita Levi Montalcini.
Aspetti finanziari
L'attuazione della legge non comporta maggiori oneri per il bilancio regionale. Gli interventi sono realizzati con risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili nell'ordinamento regionale.
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