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Ordinanza

Ordinanza n. 95/2026 - Napoli, Sezione 3

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza del Comune di Massa di Somma n. 62 del 10 ottobre 2025, con cui è stato disposto, nei confronti del Sig. Vincenzo Palumbo, in qualità di legale rappresentante della Edelweiss S.a.s., il divieto immediato di prosecuzione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata all’interno dei locali siti nel territorio comunale alla Via Paparo n. 74.

Giustizia amministrativa202506911

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale che vieta immediatamente la prosecuzione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande esercitata in locali ritenuti non conformi sotto il profilo urbanistico-edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, l'ordinanza comunale che ha disposto il divieto immediato di prosecuzione dell'attività di somministrazione esercitata nei locali di proprietà o disponibilità della società. Dal testo emerge che le censure riguardavano anche la validità dei dinieghi di condono posti a fondamento del provvedimento e dell'ordinanza di demolizione successivamente adottata, nonché asserite omissioni nelle notificazioni degli atti presupposti. È stata inoltre rilevata, in vista della decisione di merito, la necessità di asseverare la conformità all'originale della procura alle liti rilasciata in forma analogica.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo, a un sommario esame, che l'ordinanza inibitoria dell'attività resistesse alle censure. I dinieghi di condono risultano tuttora validi ed efficaci, non essendo stati annullati o sospesi in sede giudiziale. Tali dinieghi sono stati inoltre assorbiti dalla successiva ordinanza di demolizione, anch'essa ritenuta valida ed efficace, con la quale è stata definitivamente sancita la non conformità urbanistico-edilizia dei locali. Le omissioni lamentate in tema di notificazione non incidono, secondo il giudice, sulla legittimità sostanziale degli atti, ma possono rilevare ai fini della decorrenza dei termini per impugnarli. Il giudice ha ordinato alla difesa dei ricorrenti di regolarizzare la procura alle liti mediante asseverazione di conformità all'originale. Le spese sono state rinviate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; la domanda cautelare è stata respinta poiché, allo stato del sommario esame, non sono emersi elementi sufficienti a ritenere fondati i motivi di ricorso né meritevoli di tutela le esigenze cautelari.

Massime di principio

  • In sede cautelare, un provvedimento inibitorio dell'attività di somministrazione può essere ritenuto legittimo, allo stato del sommario esame, quando i dinieghi di condono posti a suo fondamento sono ancora validi ed efficaci perché non annullati o sospesi giudizialmente.
  • La successiva ordinanza di demolizione può assorbire i precedenti dinieghi di condono e costituire un autonomo e attuale fondamento della non conformità urbanistico-edilizia dei locali utilizzati per l'attività.
  • Le omissioni relative alla notificazione degli atti amministrativi, ove non incidano sulla validità dell'atto, rilevano di regola ai fini della decorrenza del termine per impugnarlo.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiCommercio e attività produttiveEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàDecadenza e tardivitàVizi formali non invalidanti

Testo integrale

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