Provvedimento AGCM I866 n. 30773 del 12/09/2023
ACCORDI TRA FONDERIE
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha avviato un’istruttoria nei confronti di sette fonderie attive nella produzione di getti di ghisa, a seguito di una segnalazione anonima di whistleblowing. Le imprese sarebbero state coinvolte in un presunto coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino da applicare ai clienti a partire dai primi mesi del 2023, con richieste contestuali e allineate di rincari di 80-100 euro/tonnellata, apparentemente non giustificati da corrispondenti aumenti dei costi. L’Autorità ha ritenuto, in via di prima approssimazione, che il mercato interessato sia quello della produzione di getti di ghisa, con dimensione quantomeno nazionale, e che la condotta possa integrare un’intesa restrittiva della concorrenza idonea a pregiudicare il commercio intraeuropeo. Il procedimento è stato quindi aperto per accertare una possibile violazione dell’art. 101, par. 1, TFUE.
Accordi tra fonderie: presunto coordinamento degli aumenti di listino dei getti di ghisa tra C2MAC, Fonderia Corrà, Fonderie De Riccardis, Fonderie Glisenti, Lead Time, Pilenga Foundry e FMG; avvio istruttoria per possibile intesa restrittiva ex art. 101 TFUE.
Accordi tra fonderie: presunto coordinamento degli aumenti di prezzo nei getti di ghisa
Il provvedimento riguarda un possibile coordinamento tra alcune tra le principali fonderie operanti in Italia nella produzione di getti di ghisa. L’AGCM ha disposto l’avvio di un’istruttoria per verificare se le imprese abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’art. 101, par. 1, TFUE.
Parti e origine del procedimento
Le imprese interessate sono C2MAC Group S.p.A., Fonderia Corrà S.p.A., Fonderie Orazio e Fortunato De Riccardis S.r.l., Fonderie Guido Glisenti S.p.A., Lead Time S.p.A., Pilenga Baldassarre Foundry S.r.l. e Fonderie Mora Gavardo S.p.A. L’istruttoria origina da una segnalazione anonima trasmessa il 3 aprile 2023 tramite la piattaforma di whistleblowing dell’Autorità e successivamente integrata.
Secondo il segnalante, dipendente di un’impresa acquirente, nei primi mesi del 2023 le fonderie avrebbero richiesto aumenti contestuali e allineati dei prezzi di listino, da applicare dal 1° aprile 2023, con incrementi indicati nell’ordine di 80-100 euro/tonnellata. Le giustificazioni addotte sarebbero state generiche e riferite a inflazione, tassi di interesse e aumento di alcune componenti di costo.
Settore interessato e caratteristiche economiche
Le condotte segnalate riguardano il settore della produzione di getti di ghisa, destinati in particolare ai veicoli industriali, all’automotive, alle macchine movimento terra e al settore agricolo. L’Autorità evidenzia che i getti sono spesso realizzati su disegno del committente e non sono normalmente prodotti standard, con conseguente rilevanza dei costi di switching per i clienti. La produzione richiede inoltre attrezzature specifiche, spesso ad hoc, che rendono più oneroso il cambio fornitore.
L’analisi svolta nel provvedimento sottolinea che il mercato rilevante, in prima approssimazione, può essere circoscritto alla produzione di getti di ghisa grigia e sferoidale, con dimensione geografica quantomeno nazionale. Il settore presenta una struttura rilevante e una presenza di numerose imprese, tra le quali le parti del procedimento figurano come operatori di primo piano.
Condotta contestata e qualificazione giuridica
Sulla base degli elementi agli atti, l’AGCM ipotizza un’intesa restrittiva della concorrenza avente a oggetto il coordinamento degli aumenti dei prezzi di listino praticati ai clienti nel medesimo arco temporale. Il provvedimento richiama il fatto che le richieste di aumento sarebbero risultate analoghe tra le diverse fonderie e non sorrette da corrispondenti aumenti dei costi, in un contesto di capacità produttiva elevata e di difficoltà per i clienti a rivolgersi ad altri fornitori.
L’Autorità ritiene inoltre che la condotta, se accertata, possa pregiudicare il commercio tra Stati membri, anche in ragione dell’estensione potenziale della pratica all’intero territorio nazionale e dell’apertura verso l’estero del mercato interessato. Ne deriva la possibile applicazione dell’art. 101 TFUE.
Esito del provvedimento
Il provvedimento non conclude il merito dell’istruttoria, ma si limita a disporne l’avvio ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990. L’AGCM ha fissato il termine di sessanta giorni per l’esercizio del diritto di essere sentiti, ha individuato il responsabile del procedimento e ha stabilito che il procedimento dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2024.
Non risultano nel provvedimento accertamenti definitivi dell’infrazione, impegni, misure cautelari o sanzioni.
Punti principali
Parti coinvolte
Il procedimento riguarda C2MAC Group, Fonderia Corrà, Fonderie Orazio e Fortunato De Riccardis, Fonderie Guido Glisenti, Lead Time, Pilenga Baldassarre Foundry e Fonderie Mora Gavardo. Si tratta di operatori attivi nella produzione e commercializzazione di fusioni e getti in ghisa, con fatturati significativi e ruolo di primo piano nel settore italiano.
Origine della segnalazione e condotta denunciata
L’istruttoria origina da una segnalazione anonima trasmessa tramite la piattaforma di whistleblowing dell’Autorità il 3 aprile 2023 e successivamente integrata. Secondo il segnalante, nei primi mesi del 2023 le fonderie avrebbero richiesto in modo contestuale e allineato aumenti dei prezzi di listino a decorrere dal 1° aprile 2023, giustificandoli con inflazione, tassi di interesse e maggiori costi, ma in assenza di effettivi elementi economici coerenti.
Valutazione del mercato e degli effetti
L’Autorità ha osservato che il settore è quello della produzione di getti di ghisa, in particolare ghisa grigia e sferoidale, e che il mercato appare quantomeno nazionale. La struttura del prodotto, spesso realizzato su disegno del cliente, e i costi di switching elevati rendono difficile per i clienti sostituire il fornitore, circostanza che può rafforzare l’offensività della condotta.
Qualificazione giuridica e avvio del procedimento
Sulla base degli elementi acquisiti, l’AGCM ha ritenuto ipotizzabile un’intesa restrittiva della concorrenza tra le imprese coinvolte, avente a oggetto il coordinamento degli aumenti di prezzo nei confronti dei clienti. È stato quindi deliberato l’avvio dell’istruttoria ai sensi dell’art. 14 della legge n. 287/1990 per accertare una possibile violazione dell’art. 101, par. 1, TFUE.
Esito procedurale
Il provvedimento non accerta ancora l’infrazione né irroga sanzioni: dispone l’apertura dell’istruttoria, assegna il termine per l’audizione delle parti, indica il responsabile del procedimento e fissa il termine di conclusione al 31 dicembre 2024.
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