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Intesa e abuso

Provvedimento AGCM I820 n. 30792 del 26/09/2023

FATTURAZIONE MENSILE CON RIMODULAZIONE TARIFFARIA

AGCMI820

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il provvedimento ridetermina, in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 7270/2023, la sanzione irrogata a Telecom Italia S.p.A. per l’intesa restrittiva segreta, unica, complessa e continuata accertata nel procedimento I820 sulla fatturazione mensile con rimodulazione tariffaria. L’illecito, già qualificato come restrittivo per oggetto e molto grave, aveva riguardato il mantenimento dei prezzi e l’ostacolo alla mobilità della clientela nei mercati dei servizi di telefonia fissa e mobile. La sanzione viene ricalcolata tenendo conto della nuova data finale dell’intesa fissata al 26 marzo 2018 e risulta pari a 100.670.526 euro.

Telecom Italia S.p.A. - intesa restrittiva sui servizi di telefonia fissa e mobile: sanzione rideterminata in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato

Telecom Italia S.p.A. - rideterminazione della sanzione per intesa restrittiva sui servizi di telefonia fissa e mobile

Il provvedimento AGCM n. 30792 del 26 settembre 2023 interviene in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 7270/2023 e riguarda la sola rideterminazione della sanzione irrogata a Telecom Italia S.p.A. nel procedimento I820, relativo alla fatturazione mensile con rimodulazione tariffaria. L’illecito, già accertato come intesa restrittiva segreta, unica, complessa e continuata, resta fermo nell’an e nel titolo della responsabilità; viene invece ricalcolato l’importo sanzionatorio alla luce della diversa data finale dell’intesa fissata dal giudice amministrativo.

Partes, oggetto del procedimento e contesto antitrust

Nel procedimento originario erano state coinvolte Telecom Italia S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Fastweb S.p.A. e Wind Tre S.p.A. L’Autorità aveva ritenuto che le imprese avessero coordinato i propri comportamenti per mantenere il livello dei prezzi esistente e ostacolare la mobilità delle rispettive basi clienti, alterando la concorrenza nei mercati dei servizi di telefonia fissa e dei servizi di telefonia mobile. La condotta era stata qualificata come intesa restrittiva contraria all’articolo 101 TFUE.

Esito del giudizio amministrativo

Con sentenza n. 7270 del 25 luglio 2023, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell’AGCM e ha confermato l’accertamento dell’infrazione, in particolare quanto alla natura di intesa per oggetto e alla gravità della violazione. In parziale accoglimento dell’impugnazione di Telecom, il giudice ha annullato il provvedimento limitatamente alla quantificazione della sanzione e ha indicato come data finale dell’intesa il 26 marzo 2018, anziché il 13 aprile 2018. La stessa sentenza ha rinviato all’Autorità la concreta rideterminazione dell’importo secondo i punti 15 e 16 delle Linee guida sulla quantificazione delle sanzioni.

Criteri applicati per la rideterminazione

L’AGCM afferma che i parametri fissati dal Consiglio di Stato sono puntuali, oggettivi e di applicazione automatica, sicché non residua alcun margine discrezionale nell’esecuzione del vincolo conformativo. In sede di ricalcolo, l’Autorità conferma la data di inizio dell’illecito al 14 novembre 2017 e, retrodatando di diciotto giorni la cessazione dell’intesa, determina una durata complessiva di quattro mesi e dodici giorni.

Il provvedimento ricorda inoltre la struttura del calcolo originario della sanzione:

  • valore delle vendite preso a riferimento: anno 2017;
  • qualificazione dell’intesa come molto grave;
  • coefficiente di gravità: 15%;
  • attenuante del 5% per la modifica dei programmi di compliance;
  • riduzione speciale del 70% ai sensi del punto 34 delle Linee guida per l’adozione di misure cautelari.

Importo finale della sanzione

All’esito del ricalcolo effettuato in conformità alla sentenza del Consiglio di Stato, la sanzione amministrativa pecuniaria irrogata a Telecom Italia S.p.A. è rideterminata in 100.670.526 euro. L’importo è indicato come corrispondente a circa lo 0,5% dei ricavi conseguiti dalla società nel 2017, anno assunto come riferimento per il fatturato rilevante ai fini della quantificazione.

Modalità di pagamento, interessi e rimedi

Il provvedimento dispone che il pagamento sia effettuato entro trenta giorni dalla notificazione mediante modello F24 con elementi identificativi, con versamento telematico attraverso home banking, CBI o i servizi dell’Agenzia delle Entrate. In caso di ritardo inferiore a un semestre decorrono gli interessi di mora al tasso legale; per ritardi ulteriori opera la maggiorazione prevista dall’articolo 27, comma 6, della legge n. 689/1981, che assorbe gli interessi maturati nel medesimo periodo. Le imprese in condizioni economiche disagiate possono richiedere la rateizzazione ai sensi dell’articolo 26 della legge n. 689/1981.

È infine previsto che il provvedimento sia notificato alla parte interessata e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità; contro di esso sono esperibili ricorso al TAR Lazio entro 60 giorni o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Punti principali

Origine del provvedimento e contesto processuale

L’AGCM adotta il provvedimento n. 30792 del 26 settembre 2023 per dare esecuzione alla sentenza del Consiglio di Stato n. 7270 del 25 luglio 2023. La sentenza ha confermato l’accertamento dell’infrazione contenuto nel provvedimento n. 28102 del 28 gennaio 2020, annullandolo solo nella parte relativa alla quantificazione della sanzione irrogata a Telecom Italia S.p.A.

Condotta accertata nel procedimento I820

Nel procedimento I820 l’Autorità aveva accertato che Telecom Italia S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Fastweb S.p.A. e Wind Tre S.p.A. avevano posto in essere un’intesa restrittiva segreta, unica, complessa e continuata, contraria all’articolo 101 TFUE. La condotta era finalizzata a mantenere il livello dei prezzi esistente e a ostacolare la mobilità delle rispettive basi clienti, impedendo il corretto svolgimento delle dinamiche concorrenziali nei mercati dei servizi di telefonia fissa e di telefonia mobile.

Esito del contenzioso e vincolo conformativo

Il Consiglio di Stato ha confermato la natura di intesa per oggetto e la gravità dell’infrazione, ma ha accolto parzialmente le doglianze di Telecom limitatamente alla rideterminazione della data finale dell’intesa, fissandola al 26 marzo 2018 anziché al 13 aprile 2018. Ha quindi rinviato gli atti all’Autorità per la concreta quantificazione della sanzione secondo i punti 15 e 16 delle Linee guida AGCM.

Criteri di ricalcolo della sanzione

Nel ricalcolo l’AGCM conferma la data di inizio dell’illecito al 14 novembre 2017 e, in applicazione dei parametri indicati dal giudice amministrativo, ridetermina la durata dell’infrazione in quattro mesi e dodici giorni. Il provvedimento richiama inoltre i criteri già utilizzati nella quantificazione originaria: valore delle vendite 2017, gravità qualificata come molto grave con coefficiente del 15%, attenuante del 5% per la modifica dei programmi di compliance e riduzione speciale del 70% ai sensi del punto 34 delle Linee guida per effetto delle misure cautelari.

Nuovo importo sanzionatorio e adempimenti di pagamento

All’esito del ricalcolo, la sanzione a carico di Telecom Italia S.p.A. è rideterminata in 100.670.526 euro, pari a circa lo 0,5% dei ricavi conseguiti nel 2017. Il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dalla notificazione del provvedimento, tramite modello F24 con elementi identificativi; sono previste la maturazione di interessi di mora in caso di ritardo e, oltre un semestre, la maggiorazione ex art. 27, comma 6, legge n. 689/1981. È inoltre previsto il ricorso al TAR Lazio entro 60 giorni o il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro 120 giorni.

Come è indicizzato

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