Provvedimento AGCM I820 n. 30793 del 26/09/2023
FATTURAZIONE MENSILE CON RIMODULAZIONE TARIFFARIA
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl provvedimento ridetermina, in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 7273/2023, la sanzione irrogata a Vodafone Italia S.p.A. per la partecipazione a un’intesa restrittiva segreta, unica, complessa e continuata accertata con il provvedimento AGCM n. 28102/2020 nel caso I820. La condotta riguardava il mantenimento del livello dei prezzi e l’ostacolo alla mobilità delle basi clienti nei mercati dei servizi di telefonia fissa e mobile. La nuova quantificazione tiene conto della diversa data finale dell’illecito fissata al 26 marzo 2018 e determina una sanzione finale pari a 52.773.909,10 euro.
Vodafone Italia S.p.A. – intesa restrittiva sui servizi di telefonia fissa e mobile – sanzione rideterminata in ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato
Vodafone Italia S.p.A. – rideterminazione della sanzione per intesa restrittiva nei mercati della telefonia fissa e mobile
Il provvedimento AGCM n. 30793 del 26 settembre 2023 è adottato in esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato n. 7273 del 25 luglio 2023. L’Autorità ridetermina la sanzione già irrogata a Vodafone Italia S.p.A. nel procedimento I820, relativo a un’intesa restrittiva della concorrenza accertata con il provvedimento n. 28102 del 28 gennaio 2020.
Origine del procedimento e assetto giudiziale
Nel procedimento originario l’AGCM aveva accertato che Telecom Italia S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Fastweb S.p.A. e Wind Tre S.p.A. avevano posto in essere un’intesa segreta, unica, complessa e continuata, in violazione dell’art. 101 TFUE. La condotta era finalizzata a mantenere il livello dei prezzi esistente e a ostacolare la mobilità delle basi clienti, interferendo con il corretto svolgimento delle dinamiche concorrenziali nei mercati dei servizi di telefonia fissa e dei servizi di telefonia mobile.
La sentenza del Consiglio di Stato ha confermato l’accertamento dell’infrazione, in particolare quanto alla natura di intesa per oggetto e alla gravità della condotta, ma ha annullato il provvedimento nella sola parte relativa alla quantificazione della sanzione nei confronti di Vodafone. Il giudice amministrativo ha quindi demandato all’Autorità la rideterminazione dell’importo conformemente ai parametri fissati in motivazione.
Parametri di rideterminazione e durata dell’illecito
L’AGCM prende atto dei criteri indicati dal Consiglio di Stato, ritenuti puntuali, oggettivi e privi di margini discrezionali. In particolare:
- conferma il 14 novembre 2017 come data di inizio dell’illecito;
- retrodata la cessazione dell’infrazione al 26 marzo 2018, anziché al 13 aprile 2018;
- determina così una durata complessiva di quattro mesi e dodici giorni.
La rideterminazione deve avvenire in applicazione dei punti 15 e 16 delle Linee guida del 22 ottobre 2014 sulla quantificazione delle sanzioni amministrative pecuniarie in materia antitrust.
Quantificazione originaria richiamata nel provvedimento
Nel calcolo originario della sanzione l’Autorità aveva considerato il valore delle vendite del 2017, in ragione del fatto che le condotte si erano svolte tra novembre 2017 e aprile 2018. Aveva qualificato l’intesa come segreta e l’infrazione come molto grave, applicando un coefficiente di gravità del 15%.
Aveva inoltre considerato:
- la durata dell’intesa, allora accertata in 4 mesi e 30 giorni;
- una attenuante del 5% per la modifica dei programmi di compliance;
- una ulteriore attenuante del 5% per le modalità di ottemperanza alle misure cautelari adottate dall’Autorità;
- una speciale riduzione del 70% ai sensi del punto 34 delle Linee guida, in ragione dell’adozione delle misure cautelari.
Esito della rideterminazione
Alla luce della diversa durata finale dell’illecito fissata dal Consiglio di Stato, l’AGCM ridetermina la sanzione a carico di Vodafone Italia S.p.A. in euro 52.773.909,10. L’importo è indicato come corrispondente a circa lo 0,9% dei ricavi conseguiti da Vodafone al termine dell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2018.
La delibera dispone che tale importo sia pagato entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento, mediante modello F24 con elementi identificativi, con pagamento telematico; prevede inoltre interessi di mora e maggiorazione ex art. 27, comma 6, l. 689/1981 in caso di ritardo, la possibilità di rateazione per imprese in condizioni economiche disagiate e i consueti rimedi giurisdizionali davanti al TAR Lazio o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Punti principali
Origine del provvedimento e vincolo conformativo
L’AGCM interviene dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 25 luglio 2023 n. 7273, che ha confermato l’accertamento dell’infrazione ma ha annullato il provvedimento limitatamente alla quantificazione della sanzione a carico di Vodafone Italia S.p.A., rinviando all’Autorità la rideterminazione dell’importo secondo i parametri indicati dal giudice.
Condotta originariamente accertata
Nel provvedimento n. 28102 del 28 gennaio 2020 era stata accertata la partecipazione di Telecom Italia S.p.A., Vodafone Italia S.p.A., Fastweb S.p.A. e Wind Tre S.p.A. a un’intesa segreta, unica, complessa e continuata, contraria all’art. 101 TFUE, finalizzata a mantenere il livello dei prezzi esistente e a ostacolare la mobilità delle rispettive basi clienti nei mercati dei servizi di telefonia fissa e mobile.
Criteri di rideterminazione della sanzione
In conformità alla sentenza, l’AGCM conferma la data di inizio dell’illecito al 14 novembre 2017 e retrodata la cessazione al 26 marzo 2018, con una durata complessiva di quattro mesi e dodici giorni. La nuova quantificazione si fonda sui punti 15 e 16 delle Linee guida del 22 ottobre 2014 e sui parametri fissati dal Consiglio di Stato, ritenuti puntuali, oggettivi e automaticamente applicabili.
Importo finale della sanzione
All’esito del ricalcolo, la sanzione pecuniaria nei confronti di Vodafone Italia S.p.A. è rideterminata in 52.773.909,10 euro, pari a circa lo 0,9% dei ricavi conseguiti da Vodafone al termine dell’anno fiscale chiuso al 31 marzo 2018.
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