Cassazione Penale, Sentenza n. 31513/2026 del 18/08/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'interessato ha proposto ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. contro una precedente sentenza della Corte di cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo ricorso ordinario. Sostiene che la Corte di legittimità sarebbe incorsa in un errore di fatto nel ritenere che la doglianza relativa alla perimetrazione dei doveri del direttore responsabile della cava e alla mancanza di una posizione di garanzia sul rispetto dei confini della cava non fosse stata devoluta con l'atto di appello. Secondo la difesa, la sentenza di appello aveva invece esaminato proprio tali profili, con riferimento anche all'art. 6 del d.P.R. n. 128 del 1959, e quindi la declaratoria di inammissibilità del terzo motivo di ricorso sarebbe dipesa da una svista processuale. Nel merito, la questione ruotava attorno alla responsabilità del direttore responsabile della cava per aver consentito l'estrazione oltre i limiti autorizzati e per non avere adottato adeguate misure di sicurezza e verifiche di stabilità delle aree interessate.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il ricorso straordinario. Ha affermato che non vi era alcun errore percettivo o di fatto nella precedente decisione di legittimità, poiché la censura proposta mirava in realtà a contestare una valutazione giuridica e motivazionale della sentenza impugnata, non una svista sulla lettura degli atti. Ha inoltre osservato che, anche a prescindere dalla questione formale sulla specificità del motivo di appello, la sentenza di merito aveva comunque fondato la responsabilità dell'imputato sulla sua qualità di direttore responsabile della cava e sulla sua omissione di vigilanza e di predisposizione di adeguati modelli di sicurezza. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 625-bis c.p.p.
Il ricorso straordinario è ammissibile solo per errore materiale o errore di fatto della Corte di cassazione; non consente di rimettere in discussione errori di valutazione o di diritto.
art. 616 c.p.p.
In caso di rigetto del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali.
art. 6 del d.P.R. n. 128 del 1959
Norma richiamata dalla difesa per delimitare i doveri del direttore responsabile della cava, ma ritenuta non decisiva ai fini della responsabilità affermata nei giudizi di merito.
art. 426 c.p.
Reato originariamente contestato e poi riqualificato nei giudizi di merito in disastro colposo innominato.
art. 449 c.p.
Norma di riqualificazione del fatto in disastro colposo innominato.
Massime di principio
- L'errore di fatto rilevante ai fini del ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. consiste in una svista percettiva sugli atti del giudizio di legittimità, non in una diversa valutazione giuridica o interpretativa del loro contenuto.
- Non è configurabile errore di fatto quando il motivo di ricorso si risolve in una critica alla motivazione o alla qualificazione giuridica adottata dalla Corte, poiché tali censure appartengono al piano dell'errore di giudizio e non sono deducibili con il rimedio straordinario.
- Il ricorso straordinario non può essere accolto se la dedotta svista non incide in modo decisivo sulla complessiva ratio decidendi della precedente decisione di cassazione.
- In materia di responsabilità per eventi verificatisi in cava, la posizione di garanzia del direttore responsabile può estendersi alla vigilanza sull'attività estrattiva e all'adozione di adeguate misure di sicurezza in rapporto all'effettiva estensione dello sfruttamento.
- Ai fini della responsabilità colposa, può assumere rilievo l'omessa predisposizione di verifiche e modelli di sicurezza adeguati alle concrete condizioni del cantiere, anche quando l'evento derivi da una coltivazione eccedente i limiti autorizzati.
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