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Sentenza

Sentenza del 13/10/2016 n. 236 - Comm. Trib. I grado di Trento

RECUPERO - CREDITO D'IMPOSTA - ATTIVITÀ COMMERCIALE ART. 4 D.P.R. 633/72 - ESCLUSIONE IN IPOTESI CONTRIBUTI PUBBLICI - ESCLUSIONE UNICA ATTIVITÀ PROPAGANDA - RESPONSABILITÀ SOLIDALE RAPPRESENTANTE LEGALE - INSUSSISTENZA.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda il recupero di un credito d’imposta IVA. L’associazione sosteneva di svolgere esclusivamente attività istituzionale di promozione e pubblicità del prodotto, senza esercitare abitualmente e professionalmente prestazioni di servizi riconducibili a un’attività commerciale d’impresa ai sensi dell’art. 4 del D.P.R. 633/1972. I relativi costi erano inoltre coperti da contributi pubblici comunitari e nazionali. È stata altresì contestata la responsabilità solidale del legale rappresentante per le obbligazioni dell’ente.

La decisione

La sentenza ha qualificato l’associazione come ente istituzionale e non commerciale, ritenendo che la mera attività di promozione e propaganda del prodotto, finanziata mediante contributi pubblici, non integri un’attività commerciale rilevante ai fini IVA. Di conseguenza, l’associazione non può recuperare il credito d’imposta IVA. È stata inoltre esclusa la responsabilità solidale del legale rappresentante, non essendo configurabile un rapporto automatico di responsabilità personale per le obbligazioni dell’ente.

Norme richiamate

  • Art. 4 del D.P.R. 633/1972

    La norma è stata interpretata nel senso che un ente svolge attività commerciale ai fini IVA quando esercita abitualmente e professionalmente attività qualificabili come prestazioni di servizi d’impresa. La sola promozione o pubblicità istituzionale del prodotto, non accompagnata da un’attività economica organizzata e abituale, non è sufficiente.

Massime di principio

  • La qualificazione di un ente ai fini IVA dipende dalla natura concreta, dall’abitualità e dalla professionalità delle attività svolte, non soltanto dalla sua denominazione o forma giuridica.
  • Le attività di promozione, propaganda o tutela degli interessi degli associati possono restare istituzionali quando non consistono in prestazioni di servizi rese professionalmente sul mercato.
  • Il finanziamento mediante contributi pubblici, da solo, non determina automaticamente la natura commerciale dell’ente; deve essere valutato insieme alla concreta attività svolta e al rapporto tra finanziamento e prestazioni rese.
  • Il diritto alla detrazione o al recupero dell’IVA presuppone che i beni e servizi acquistati siano impiegati nell’esercizio di attività rilevanti ai fini IVA; in assenza di attività commerciale, il credito non è recuperabile.
  • Il legale rappresentante di un ente non è automaticamente responsabile in solido per le obbligazioni fiscali dell’ente: occorre una specifica base normativa o la prova di una condotta personale che giustifichi la responsabilità.

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