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Ordinanza

Ordinanza n. 5052/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma ​della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia - Sezione staccata di Lecce (Sezione Prima) n. 1207/2025 del 12 luglio 2025, resa tra le parti.​

Giustizia amministrativa202507418

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Puglia - Lecce che aveva annullato gli atti comunali di indizione e aggiudicazione della procedura per nuove concessioni demaniali marittime e aveva respinto la contestazione dell'esclusione della società per irregolarità del DURC

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il Comune di Ginosa ha appellato la sentenza del TAR che aveva accolto parzialmente il ricorso proposto dalla società titolare di una concessione demaniale marittima per finalità turistico-ricreative. Il TAR aveva annullato la deliberazione con cui la Giunta comunale aveva ritenuto utilizzabile un elaborato planimetrico predisposto dall'Ufficio tecnico per individuare i lotti, la determinazione di indizione della procedura e, in parte, la determinazione di aggiudicazione. I vizi ravvisati in primo grado riguardavano, da un lato, l'individuazione dei lotti in assenza di un Piano Comunale delle Coste approvato, in violazione della legge regionale pugliese n. 17/2015, e, dall'altro, la mancata previsione di indennizzi o della remunerazione degli investimenti dei concessionari uscenti. Il TAR aveva inoltre ritenuto illegittima la proroga delle concessioni uscenti soltanto fino al 15 settembre 2025, anziché fino alla stipula degli atti regolatori delle nuove concessioni. Il Comune ha proposto nove motivi d'appello, sostenendo, tra l'altro, che la previa approvazione del Piano Comunale delle Coste non fosse necessaria, potendo l'individuazione dei lotti avvenire sulla base del Piano Regionale delle Coste qualora sufficientemente dettagliato; ha dedotto che il proprio elaborato planimetrico fosse conforme alle prescrizioni regionali e ha prospettato anche il contrasto della disciplina regionale con l'art. 49 TFUE e con la direttiva 2006/123/CE. La società appellata ha contestato l'appello principale, riproposto i motivi assorbiti ai sensi dell'art. 101, comma 2, c.p.a. e proposto appello incidentale contro il capo che aveva ritenuto legittima la sua esclusione dalla gara per irregolarità del DURC. Il Consiglio di Stato ha già ritenuto fondati i motivi ottavo e nono dell'appello principale, concernenti rispettivamente la mancata previsione di indennizzi o remunerazione degli investimenti e la durata della proroga delle concessioni uscenti; ha ritenuto tali motivi assorbenti rispetto ai primi quattro e al settimo. Ha invece ritenuto infondato il quinto motivo, relativo alla permanenza dell'interesse ad agire della società nonostante l'esclusione dalla gara, e infondato l'appello incidentale sulla legittimità dell'esclusione per irregolarità del DURC. È rimasta da decidere la questione, oggetto del sesto motivo, relativa alla possibilità di indire la procedura competitiva e individuare i lotti in assenza di un Piano Comunale delle Coste approvato.

La decisione

Con sentenza non definitiva, pronunciata contestualmente all'ordinanza, il Collegio ha deciso parzialmente le questioni devolute, ritenendo fondati i motivi ottavo e nono dell'appello principale e infondato il quinto motivo, nonché infondato l'appello incidentale della società; la decisione definitiva sul sesto motivo è stata invece rinviata perché la causa non era matura. L'ordinanza dispone l'acquisizione, a cura del Comune, della relazione dell'Ufficio Demanio comunale del 4 agosto 2025, della nota della Regione Puglia del 4 luglio 2025 e di una relazione sintetica sui profili tecnici relativi all'allacciamento degli stabilimenti alle reti idriche e fognarie e al rispetto delle fasce di rispetto del Piano Regionale delle Coste. Il deposito deve avvenire telematicamente entro quaranta giorni dalla comunicazione amministrativa o, se anteriore, dalla notificazione dell'ordinanza. La Sezione sottolinea che la produzione documentale in altri fascicoli non è sufficiente, dovendo essere garantita alle parti del presente giudizio, in particolare alla società privata, la possibilità di conoscere e contraddire sui documenti. La fissazione della nuova udienza pubblica è demandata a decreto del Presidente della Sezione. L'ordinanza non definisce integralmente l'appello.

Norme richiamate

  • artt. 65, 66 e 67 c.p.a.

    Disposizioni richiamate quale base per gli incombenti istruttori disposti nel giudizio.

  • art. 36, comma 2, c.p.a.

    Consente la pronuncia di una sentenza non definitiva quando alcune questioni possono essere decise e altre necessitano di ulteriore istruttoria.

  • art. 101, comma 2, c.p.a.

    Consente in appello la riproposizione dei motivi assorbiti o non esaminati dalla sentenza di primo grado.

  • l. Regione Puglia 10 aprile 2015, n. 17, artt. 4, 8 e 15

    Fino alla data di approvazione del P.C.C., l'esercizio dell'attività concessoria è disciplinato dal vigente P.R.C.

    La disciplina regionale costituisce il quadro normativo rilevante per stabilire se l'individuazione dei lotti e l'avvio della procedura competitiva richiedano la previa approvazione del Piano Comunale delle Coste o possano fondarsi sul Piano Regionale delle Coste.

  • art. 4, commi 4, lettere b) ed e), e 9, l. n. 118/2022, come modificata dal d.l. n. 131/2024, convertito dalla l. n. 166/2024

    Norme richiamate dal TAR in relazione alla remunerazione degli investimenti effettuati dai concessionari uscenti; il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato il motivo d'appello comunale relativo alla mancata previsione di tali indennizzi o remunerazioni.

  • art. 49 TFUE

    Il Comune ne ha prospettato la violazione, sostenendo che l'obbligo di previa approvazione del P.C.C. determinerebbe un ingiustificato ritardo nelle procedure; la questione non è stata definita nell'ordinanza.

  • direttiva 2006/123/CE

    Il Comune ne ha invocato il contrasto con la disciplina regionale; la questione resta connessa al motivo d'appello non ancora deciso.

Massime di principio

  • Quando una questione decisiva dipende dalla verifica del contenuto e della conformità tecnica di atti amministrativi non presenti nel fascicolo, il giudice può disporre l'acquisizione documentale e una relazione integrativa prima di definire il motivo di appello.
  • La produzione di documenti contenuti in altri fascicoli processuali non sostituisce il deposito nel fascicolo del giudizio in corso, quando sia necessario garantire alle parti, soprattutto a quella che non ne dispone, la piena conoscibilità degli atti e l'effettività del contraddittorio.
  • In presenza di una controversia articolata, il giudice d'appello può definire con sentenza non definitiva le questioni mature e disporre istruttoria sulle sole questioni ancora non mature, differendo l'esame dei motivi riproposti subordinatamente all'esito della decisione principale.
  • La questione della possibilità di indire una procedura competitiva per concessioni demaniali marittime in assenza di un Piano Comunale delle Coste approvato richiede la verifica concreta del grado di dettaglio del Piano Regionale delle Coste e della conformità dei lotti individuati alle relative prescrizioni tecniche.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeIstruttoria processuale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivoPartecipazione procedimentale

Testo integrale

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